Didattica della matematica, la ricetta di Innovamat contro il calo delle competenze
TecnologiaLa start-up spagnola ha ideato un metodo di apprendimento fin dalla scuola dell’infanzia che unisce esperienza empirica e strumenti digitali. Manuali e apprendimento mnemonico sono sostituiti da attività di gruppo in classe e ripasso personalizzato su app. Il progetto, già adottato da oltre duemila istituti in nove Paesi, punta a espandersi anche alle medie e superiori italiane
Non una matematica diversa, ma un modo diverso di impararla. Quando nel 2017 cinque universitari del Politecnico di Barcellona fondarono una start-up per lanciare un nuovo metodo di apprendimento, forse non immaginavano che in pochi anni si sarebbe diffuso in mezzo mondo. Dalla Spagna al Brasile, dall’Italia al Cile, fino alla California, Innovamat è ora presente in oltre 2.400 scuole di nove Paesi. La proposta dei fondatori è chiara: mettere da parte il sistema di insegnamento curricolare tradizionale e fornire ai bambini esperienze concrete, per stimolare la comprensione e il ragionamento. «Imparare non significa meccanizzare», ci dice Riccardo Gay, Math Specialist e responsabile Innovamat per il Piemonte. «Ci siamo passati tutti, ad esempio con lo studio delle tabelline a memoria, ma l’automatizzazione non è una buona strada, perché esclude, crea disparità di genere e una conoscenza da consumo breve. Non pone le basi per il pensiero critico»
Matematico con una passione per l’analisi delle disuguaglianze educative, Gay si è imbattuto nel progetto nella scuola in cui insegna, a Torino. «Un incontro molto fortunato, perché stavo cercando un’iniziativa con radici scientifiche, perciò entrare nel team è stato un passaggio naturale». Ci spiega che l’iniziativa in Spagna coinvolge già alunni e studenti dai tre ai sedici anni, dalla scuola dell’infanzia fino a tutta quella dell’obbligo. In Italia, invece, si conclude alla quinta primaria, sono ancora escluse medie e superiori. «Abbiamo dovuto adeguarci a documenti ministeriali differenti, il cantiere è aperto e in continua espansione». L’ultima è avvenuta in California, dove la start-up è stata l’unica realtà europea ad entrare, dopo una rigida selezione.
Competenze matematiche in calo: i numeri di un fenomeno che coinvolge tutta Europa
Il report degli osservatori internazionali mostrano che l’apprendimento della matematica in Occidente è in peggioramento. I risultati dell’indagine OCSE PISA sugli studenti di quindici anni hanno segnalato un crollo della performance media di circa 15 punti tra il 2018 e il 2022. Si tratta del calo più ampio mai osservato, equivalente a quasi tre quarti di anni di studio andati persi. Ed è un evento diffuso in Europa: secondo una rielaborazione della Commissione europea, il 30% degli studenti non raggiunge competenze di base, diminuiscono i ragazzi con capacità sopra la media – i top-performer – mentre dopo la pandemia da Covid-19 sono aumentate le disuguaglianze, anche territoriali. In attesa degli esiti dell’indagine PISA del 2025, occorre trasformare la didattica per invertire questa tendenza. «I pilastri da cui ripartire sono due», continua Gay. «Da un lato servono nuove risorse, anche digitali, per abbandonare il classico sussidiario; dall’altro dei referenti didattici, che accompagnino e formino gli insegnanti».
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Dal metodo Montessori all’app per il ripasso personalizzato
Innovamat propone percorsi fin dalla scuola materna. «Non si tratta solo di imparare, ma anche di focalizzarsi su come lo si sta facendo. Questo consente di comunicare, creare collegamenti con la vita quotidiana e ragionare». Nei laboratori in classe, i concetti sono acquisiti con attività di manipolazione, in piccoli gruppi i bimbi collegano le idee tramite giochi da tavolo, costruzioni ed esperimenti. La proposta ricorda il metodo pedagogico di Maria Montessori, basato sull’indipendenza e sulla libertà di scelta del bambino. «Ci sono evidenti punti di contatto, anche se quell’idea ha ormai più di cento anni», precisa Gay. «Montessori intuì l’importanza di partire dalla concretezza, per poi passare all’astrazione. Noi andiamo oltre, ponendo un’attenzione specifica sulle capacità in base alle varie fasi di sviluppo».
Sul sito è disponibile un percorso di lezioni settimanali, che si articola in tre momenti: la costruzione della numerazione, con attività di riscaldamento, la manipolazione dei materiali e l’esercizio della scrittura, per mettere nero su bianco ciò che si è imparato. Grazie all’app Atlas Matematico, si può ripassare e rispondere a domande personalizzate. «Offriamo nuove possibilità non solo a chi già sa e vuole migliorarsi, ma soprattutto a chi è rimasto indietro, che spesso proviene da contesti familiari e sociali difficili». Il progetto è rivolto anche ai docenti, per la cui formazione l’azienda catalana ha pensato a una guida online. Colpiscono le trovate degli alunni, capaci di trovare soluzioni a cui il maestro non ha neanche pensato. «Mi impressiona il percorso mentale. Non cercano più la risposta giusta solo per compiacere l’insegnante, cercano un senso». Un passaggio tutt’altro che scontato, soprattutto in un sistema scolastico che per decenni ha premiato la rapidità di esecuzione più che la profondità del pensiero. Davanti a una semplice addizione, c’è chi procede in colonna, chi visualizza una linea numerica, chi scompone i numeri per ricondurli a quantità più familiari. «Quando un bambino dice “posso fare 27 + 50 e poi togliere 5”, sta dimostrando una flessibilità cognitiva enorme», spiega Gay.
L’obiettivo è estendere il progetto anche alla secondaria di primo grado italiana, mentre a livello internazionale è già sviluppata la collaborazione con i campi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze. «I nostri ricercatori sono in contatto con le università spagnole e statunitensi. Non si tratta di una formula magica», conclude Gay, «ma di una proposta scientifica che è già il progetto di didattica della matematica più diffuso nella primaria del nostro Paese».