Digitalizzazione, a che punto sono le aziende e le industrie italiane

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Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, le piccole imprese adottano non più di 6 delle 12 tecnologie considerate dall’indicatore europeo. Ma cresce il numero delle società che utilizzano l’Internet delle cose, che riguarda dispositivi interconnessi per la raccolta e lo scambio di dati monitorati o controllati via web

Nel 2020 l’82% delle imprese con almeno 10 addetti non adotta più di 6 tecnologie tra le 12 considerate dall’indicatore europeo di digitalizzazione (Digital intensity index). Ma è in crescita il numero delle aziende che utilizza l’Internet delle cose (Internet of things), che riguarda dispositivi interconnessi che raccolgono e scambiano dati e possono essere monitorati o controllati via Internet. Nel 2020, li utilizza il 23,1% delle imprese con almeno 10 addetti. È quanto emerge dai dati dell’ultimo report dell’Istat su imprese e ICT, una fotografia sullo stato della digitalizzazione delle aziende italiane.

Più grande è l’azienda, maggiore è la digitalizzazione

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Il rapporto dell’Istat osserva che “la dimensione aziendale e la complessità organizzativa sono in linea con il diverso grado di digitalizzazione delle imprese che si distinguono anche per la tipologia di tecnologie implementate”. In altre parole più grandi sono le aziende, maggiore è la digitalizzazione dell’attività. Tra le imprese fino a 99 addetti gli strumenti più utilizzati sono: una velocità di connessione almeno pari a 30 Mbit/s, l’invio di fatture elettroniche, il sito web, la presenza di specifici servizi offerti sul sito. Nelle aziende con almeno 100 addetti sono più frequenti il cloud di livello medio alto, l’intensità di utilizzo di computer e device mobili da parte della forza lavoro e la presenza di specialisti ICT. Alle innovazioni tecnologiche più avanzate, quali robotica, analisi di big data e stampa 3d ricorrono principalmente le imprese che hanno già adottato almeno 5 delle altre attività e quindi sono connesse soprattutto a gradi di digitalizzazione alti e molto alti.

L’accordo Maire Tecnimont-Leonardo

Dalla digitalizzazione, ma anche da un tema ad esso connesso qual è quello della cyber security, passa l’accordo sottoscritto dal Gruppo Maire Tecnimont e da Leonardo mirato a supportare l’evoluzione del tessuto produttivo attraverso la progettazione di impianti greenfield e brownfield di nuova generazione per la trasformazione delle risorse naturali e nella chimica verde. L’intesa ha l’obiettivo di far nascere un’unica piattaforma di progettazione e di ingegneria italiana capace di imporsi come punto di riferimento internazionale per la realizzazione di siti industriali chiavi in mano ad alto contenuto digitale, di cyber security e di tecnologie per garantire processi e prodotti più sostenibili. Il patto fra Maire Tecnimont e Leonardo, che prevede una fase iniziale di studio di 24 mesi, si propone di individuare i progetti pilota in Italia e all’estero per sviluppare siti industriali di nuova generazione.

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Per quanto riguarda la cyber security Maire Tecnimont e Leonardo collaboreranno, al fine di supportare gli utenti finali degli impianti nella valutazione e mitigazione di potenziali rischi cibernetici nella fase di design, realizzazione ed esercizio dei complessi industriali. Sui progetti di digitalizzazione, saranno integrate nelle attività d’ingegneria e realizzazione di Maire Tecnimont le soluzioni di Leonardo in ambito Industry 4.0, sicurezza fisica e telecomunicazioni (compresa l’applicazione di connettività 5G tramite soluzioni proprietarie), per ottimizzare in sicurezza i processi operativi del settore industriale e dello stesso Gruppo Maire Tecnimont. Per contribuire all’industrializzazione della green economy, facendo leva sull’estesa infrastruttura produttiva di Leonardo in Italia e all’estero, Maire Tecnimont metterà a disposizione, attraverso la controllata NextChem, il proprio portfolio di tecnologie e servizi all’avanguardia a supporto della transizione energetica.

Maire Tecnimont: "Spinta innovativa per rilancio economia italiana"

"Il rilancio della nostra economia - commenta il presidente di Maire Tecnimont, Fabrizio Di Amato - passa anche attraverso la spinta innovativa delle eccellenze industriali ed imprenditoriali italiane a supporto della trasformazione digitale e della transizione energetica". Per l'amministratore delegato di Leonardo Alessandro Profumo, "l'accordo firmato rappresenta un tassello importante per la doppia trasformazione digitale ed ecologica del sistema industriale e rispecchia un'idea di sostenibilità a tutto tondo, in cui la sicurezza gioca un ruolo fondamentale”.

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