Coronavirus, la tecnologia può aiutare gli ospedali

Tecnologia

Le visite a distanza consentirebbero di gestire pazienti in tempi più rapidi, a costi contenuti, con la possibilità di liberare posti in terapia intensiva: a beneficiarne sarebbero sia il personale medico che i pazienti 

Sempre più strutture sanitarie in Italia sono in prima linea per gestire i casi di Covid-19 nati dall’epidemia del nuovo coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA), che potrebbe avere l’effetto di accelerare il percorso di alcuni ospedali verso il futuro. La tecnologia rappresenta la chiave di questo processo, mettendo a disposizione del personale sanitario nuovi modi e strumenti per curare i pazienti, con importanti benefici sia per le persone malate che per lo staff ospedaliero.

Smart working anche negli ospedali

Già ad oggi esistono infatti tecnologie che, esattamente come per un lavoratore in smart working, possono consentire a un medico di effettuare visite a distanza, con la possibilità di monitorare i parametri vitali di più pazienti contemporaneamente, fino a 64. Una simile soluzione risponderebbe perfettamente alle nuove esigenze create dal coronavirus (LO SPECIALE), visto che i controlli da remoto permetterebbero al personale medico, componente chiave del sistema sanitario, di non esporsi al rischio di un potenziale contagio, senza rinunciare a una visione approfondita delle condizioni del paziente. Di fatto, i dottori possono completare in questo modo un giro completo di visite, con risparmio sia di tempo e con rischi minori in ambienti a rischio contagio.

La tecnologia libera posti in terapia intensiva

Il numero limitato di posti in terapia intensiva (IL PIANO DEL GOVERNO PER LE TERAPIE INTENSIVE) è un altro dei principali problemi emersi in seguito ai tanti casi di Covid-19 diagnosticati nel giro di pochi giorni, alcuni dei quali con condizioni critiche. Anche in questo caso, la tecnologia potrebbe offrire un aiuto determinante, fornendo ai pazienti più facilmente gestibili dispositivi di monitoraggio che consentirebbero loro di lasciare l’ospedale ed essere curati direttamente a casa propria, con le modalità già descritte. Grazie agli strumenti innovativi già messi a punto, è possibile infatti trasformare facilmente i normali letti da degenza in posti di terapia sub-intensiva, il tutto a costi contenuti. Gli ospedali verrebbero così sgravati dalla cura dei pazienti cronici, che sarebbero gestiti a distanza, dando modo al personale medico di concentrarsi sui casi più critici. Non è inoltre da sottovalutare la possibilità per le persone con uno stato di salute non critico di tornare a casa dalle proprie famiglie, anziché trascorrere lunghi tempi in ospedale. Isreale si affida già da anni alla tecnologia per ottimizzare le risorse a disposizione del sistema sanitario e garantire migliori condizioni a pazienti così come ai medici.

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