PES 2020, la nostra recensione del gioco di Konami

Tecnologia

Cristian Paolini

Uscito uno dei titoli più intriganti della nuova stagione che nei piani dell'azienda nipponica dovrebbe rappresentare quella del sorpasso a Fifa. Anche grazie a un rinnovato gameplay e a un accordo in esclusiva con Juventus e altri top team europei 

L’attesa è finita. Insieme al campionato di calcio torna uno dei titoli più intriganti della nuova stagione: Pes 2020. Premiato come  “Best Sports Game 2019” agli E3 Game Critics Awards, nelle scorse settimane dalle nostre parti ha fatto scalpore soprattutto per essersi accaparrato in esclusiva i diritti per lo sfruttamento delle immagini della Juventus. Un colpo che ha fatto scoppiare la febbre (a 90’ appunto… ) soprattutto ai tanti tifosi della squadra bianconera che pur di giocare con i loro beniamini (e con la maglia ufficiale nello Stadium riprodotto nei minimi dettagli) sembrano pronti ad abbandonare Fifa, l’eterno rivale che negli ultimi anni aveva conquistato i favori degli appassionati.

Un gameplay migliorato per battere Fifa

Per quanto riguarda le novità, è confermato quanto di buono visto nella demo: l’interfaccia è stata semplificata e resa più razionale, aumentandone nel contempo l’appeal. Con pochi settaggi si è pronti al calcio d’inizio. Bastano alcuni momenti di gioco per apprezzare, utilizzando la levetta destra del controller, il sistema di dribbling migliorato e dinamico, sviluppato grazie alla collaborazione con un asso di eleganza come l’ex centrocampista del Barcellona Andrés Iniesta. Più realistica anche la fisica del pallone e i movimenti dei giocatori sul rettangolo di gioco virtuale. I contrasti aerei, ad esempio, possono concludersi con i contendenti che finiscono in maniera scomposta e rovinosa a terra. Anche la fase difensiva impegna maggiormente il giocatore. Senza togliere la solita ricerca di un calcio “ragionato” tipica della serie, con questa edizione si realizza l’allineamento, e forse anche il sorpasso, a Fifa per quanto riguarda il dinamismo. I passaggi sono rapidi e “facili”, almeno quanto i tiri in porta. La sensazione di immediatezza la fa un po’ da padrona, e ci si sente come quando si torna a casa, specie per chi negli ultimi anni aveva prediletto il titolo di Electronic Arts.

Realismo estremo con il full-body 3d Scan

Sul campo virtuale sono decisamente riconoscibili gli atteggiamenti tipici dei campioni più famosi. La visione di gioco è stata resa ancora più realistica grazie a un motore grafico più potente e un nuovo modello di telecamera che riproduce esattamente le riprese delle partite come si vedono in televisione. E se segna la squadra che gioca in trasferta il pubblico di casa ammutolisce e l’esultanza diviene un eco lontano che si trasforma in tripudio se a segnare è invece chi gioca tra le mura domestiche. La resa dei dettagli non si esaurisce però qui: grazie al full-body 3D scan sono riprodotti alla perfezione volti, movenze e i tatuaggi dei calciatori. Le condizioni climatiche sono varie e customizzabili, anch’esse rese con grande realismo, e incidono sullo sviluppo e le dinamiche di gioco. Oltre agli assi del presente, nella rinnovata Master League, la modalità di personalizzazione tanto cara ai fan, sarà possibile gestire dialoghi e trasferimenti con allenatori che hanno fatto la storia del calcio come Cruyff. Inedita anche la modalità Matchday che permetterà ai giocatori di selezionare per quale squadra schierarsi e di partecipare insieme, in eventi settimanali, ai maggiori eventi del calendario calcistico. E non è un caso che quest’anno Pes si chiami eFootball, strizzando decisamente l’occhio agli esports.

Tante licenze, compresa quella della Serie A

Tornando alle licenze, storicamente il tallone di Achille per il titolo Konami che le ha sempre rilevate un po’ a macchia di leopardo, detto della Juventus, eFootball PES 2020 include tutta la Serie A (eccezion fatta per il Brescia e con accordi speciali per Inter e Milan, i cui giocatori sono riprodotti con particolare dovizia) con oltre 10mila calciatori e oltre 400 squadre tra cui il Barcellona per la Liga, il Manchester United e l’Arsenal per la Premier, il Bayern Monaco per la Bundesliga (più Bayer Leverkusen e Schalke 04). Integrali invece la licenza del campionato francese in cui domina da anni il Psg, della Eredivisie olandese, del campionato scozzese e di quello russo, tra gli altri.

Particolarmente stuzzicante il fatto che Pes sarà il gioco ufficiale di Euro 2020 (il primo campionato europeo “itinerante”) rilevando i diritti a divise, stemmi ufficiali delle federazioni e giocatori che vi parteciperanno. Un accordo con la Uefa che fa lievitare le Nazionali a disposizione. Non c’è invece la Champions League, appannaggio di Fifa, ma c’è la sua versione asiatica per chi ama confrontarsi con realtà esotiche e meno conosciute alle nostre latitudini. A proposito di latitudini, andando nell’altro emisfero, apprezzabile la presenza di campionati affascinanti come quello argentino e quelli brasiliani di A e B più quello cileno. Le rose sono ferme al momento alla scorsa stagione, ma il data pack gratuito in rilascio e scaricabile in queste ore risolverà la questione. Per le divise delle squadre non licenziate bisognerà invece affidarsi alla creatività delle patch amatoriali, sulle piattaforme che ne consentono l'adozione. eFootball PES 2020 è disponibile per PS4, Xbox One e PC Steam, in versione fisica e digitale.

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