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Huawei Italia e un centro di ricerca milanese nella lista nera Usa

I titoli delle 8 di Sky TG24 del 22/08

2' di lettura

C’è anche il Centro di ricerca e sviluppo di Segrate, il primo inaugurato da Huawei fuori dalla Cina, nelle 46 società aggiunte alla Entity List del governo statunitense. La struttura si dedica allo sviluppo delle onde ad alta frequenza 

Ci sono anche Huawei Italia e il Centro ricerche di Segrate, a Milano, nella lista nera del commercio Usa, recentemente aggiornata con l’aggiunta di 46 nuove unità affiliate al colosso di Shenzhen. In particolare, il laboratorio del comune milanese è uno dei centri di ricerca e sviluppo di Huawei distribuiti in tutto il mondo. L’annuncio relativo alle nuove “persone o organizzazioni” in connessione con l’azienda cinese inserite nell’Entity List è stato pubblicato sul sito del Dipartimento del Commercio Usa, che sottolinea inoltre che la sospensione dal bando per altri 90 giorni recentemente concessa a Huawei è valida anche per tutte le entità ad essa collegate e messe nella lista nera statunitense.

Centro ricerche di Segrate: l’importanza per Huawei

La decisione di concedere a Huawei altri 90 giorni di proroga per poter acquistare componenti dalle società americane, prima dell’entrata in vigore del bando imposto dal governo Usa, è stata immediatamente seguita dall’ingresso di altre 46 compagnie affiliate alla casa di Shenzhen nella lista nera statunitense. Tra le nuove entità compaiono Huawei Italia e il Centro di Segrate, aperto nel 2008 e diventato nel 2011 il primo centro di ricerca globale di Huawei fuori dalla Cina. A guidare la struttura di ricerca e sviluppo, che ha collaborato con 14 università italiane dedicandosi allo sviluppo delle onde ad alta frequenza, c’è Renato Lombardi, scienziato italiano e direttore del centro impegnato nello studio delle tecnologie delle microonde usate nella comunicazione mobile e satellitare.

Colpiti più del 20% dei centri ricerca e sviluppo

Con l’aggiunta di 46 nuove società nella Entity List, il governo statunitense ha colpito oltre il 20% dei centri di ricerca e sviluppo di Huawei sparsi per il mondo, nel chiaro tentativo di inibire le potenzialità del colosso di Shenzhen in termini di innovazione. In seguito alla decisione comunicata dal Dipartimento del Commercio Usa, sono ora più di 100 le società affiliate a Huawei inserite nella lista nera, un elenco che include anche il Centre of Integrated Photonics in suolo britannico, dedicato allo studio dei dispositivi fotonici. 

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