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Trump, niente sconti a Apple: “Se non vuole dazi, produca negli Usa"

I Titoli delle 13 del 26/7

2' di lettura

Con un tweet lapidario il presidente degli Stati Uniti ha risposto alla richiesta di Cupertino di risparmiare le componenti del Mac Pro dalle imposte sulle merci prodotte in Cina 

Donald Trump non è particolarmente interessato al fatto che i dazi imposti sulle merci prodotte in Cina possano mettere in difficoltà i colossi tech statunitensi. Con un tweet chiaro e lapidario, il presidente Usa ha risposto negativamente alla recente richiesta di Apple, che aveva domandato all’ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti di non applicare le tariffe previste per Pechino sulle componenti del Mac Pro, come segnalato da Bloomberg. Senza attendere una replica ufficiale, Trump ha sottolineato che le parti dei computer di Cupertino saranno trattate esattamente come tutte le altre merci elettroniche prodotte in Cina.

Trump non esclude Mac Pro di Apple dai dazi cinesi

“A Apple non sarà concessa nessuna esenzione, o aiuto, per le parti del Mac Pro prodotte in Cina. Producetele negli Stati Uniti, niente dazi!”. Non servono spiegazioni al tweet con il quale Donald Trump ha anticipato la risposta del Rappresentante per il Commercio Usa, a cui Cupertino aveva fatto pervenire la propria richiesta ufficiale. Il Mac Pro era peraltro l’ultimo dei dispositivi di Apple prodotto in suolo statunitense, prima che l’azienda decidesse di spostarne la manifattura in Cina come già fatto per gli altri device, compresi gli iPhone. Come spiega The Verge, Cupertino era riuscita a evitare le tariffe extra su dispositivi come Apple Watch o AirPods, ma stando al commento di Trump lo stesso non accadrà per i popolari computer.

Gli effetti dei dazi alla Cina

Intorno a metà giugno Apple aveva già espresso la propria preoccupazione per la decisione dell’amministrazione Trump di introdurre nuovi dazi relativi anche ai prodotti di elettronica realizzati in Cina, dopo l’aumento dal 10% al 25% delle tariffe su 200 miliardi di dollari di merci importate. Cupertino teme infatti di essere così costretta ad alzare i prezzi dei dispositivi, una scelta che ne ridurrebbe la competitività sul mercato. Proprio per questo motivo, Apple sarebbe pronta a spostare dalla Cina al Sud-est asiatico tra il 15% e il 30% della propria produzione. La questione dazi non riguarda comunque soltanto la compagnia di Tim Cook: recentemente anche Sony, Nintendo e Microsoft hanno sottolineato in una lettera congiunta che applicare le nuove imposte anche sulle console avrebbe effetti negativi sia sui colossi dell’industria del gaming che sui consumatori.

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