Facebook, cancellati 2,2 miliardi di account falsi nel 2019

Tecnologia

A indicarlo è il terzo Community Standards Enforcement Report, un rapporto nel quale il social network riporta gli ultimi provvedimenti contro gli account falsi, gli ‘hate speech’, le azioni che contrariano la policy e la disinformazione in rete

Facebook nel primo trimestre del 2019 ha bloccato 2,2 miliardi di account falsi. A indicarlo è la stessa azienda nel terzo Community Standards Enforcement Report, un rapporto nel quale gli sviluppatori del social network riportano gli ultimi provvedimenti contro gli account falsi, gli ‘hate speech’, ovvero quei post contenenti frasi o immagini che incitano all’odio, le azioni che contrariano la policy di Facebook e la disinformazione in rete.
Nei primi tre mesi dell’anno in corso, il numero degli account falsi bloccati è al di poco di sotto a quello degli utenti attivi mensilmente, pari a circa 2,4 miliardi.

In crescita il numero degli account rimossi

Nel primo trimestre del 2019, sono stati esattamente 2,19 miliardi gli account rimossi dal noto social network. Un numero di gran lunga superiore rispetto agli ultimi tre mesi del 2018, quando l’azienda ha provveduto a bloccare 1,2 miliardi di profili.
"Il numero di account su cui abbiamo agito è aumentato a causa di attacchi condotti da profili che sulla piattaforma hanno tentato di creare un gran numero di account falsi contemporaneamente”, scrive Guy Rosen, Vicepresident of Integrity, in un altro comunicato.

Quanti post sospesi o rimossi nel primo trimestre?

Dall’ultimo rapporto sulle misure di potenziamento degli standard della community, emerge, inoltre, che nel primo trimestre del 2019 Facebook ha rimosso o sospeso 4 milioni di ‘hate speech’, rispetto ai 3,3 milioni dei tre mesi precedenti.
Probabilmente, come spiega lo stesso social network, la crescita dei post che incitano all’odio potrebbe essere stata veicolata dall’incremento e dal miglioramento degli strumenti utilizzati dall’azienda per identificare questo tipo di contenuti. Nei primi 3 mesi del 2019, la tecnologia composta da sistemi e processi interni è riuscita a identificare il 65,4% degli ‘hate speech’ totali rimossi, contro il 58,8% dell’ultimo trimestre del 2018.
Dopo la rimozione dei post, l’azienda ha ricevuto oltre un milione di appelli che contrariavano la presenza di riferimenti all’odio. Facebook, dopo aver analizzato le richieste degli utenti, ha ripristinato 150.000 contenuti erroneamente oscurati.
Sono stati inoltre rimossi 900mila post che proponevano la vendita di droga, azione che viola la policy del social, e 670mila contenuti con riferimento con commercio di armi.
“Nell'estate del 2018, abbiamo iniziato a utilizzare l'intelligenza artificiale per identificare contenuti che violano le nostre policy”, riporta il comunicato. “Questo investimento ci ha permesso di agire su più contenuti e, nella maggior parte dei casi, di farlo prima che le persone abbiano avuto bisogno di segnalarcelo”. 

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