Zte inaugura a Roma il primo laboratorio europeo sulla cybersecurity

Tecnologia
Foto di archivio (ANSA)

In un momento delicato per le compagnie cinesi del settore delle telecomunicazioni, l’azienda di Shenzhen punta sulla trasparenza: “A nostro agio nell’aprire le nostre apparecchiature a chiunque voglia verificare e controllare”

In un momento estremamente complicato per le società cinesi delle telecomunicazioni, con la recente sospensione della licenza Android a Huawei da parte di Google, Zte va controcorrente e apre a Roma il primo laboratorio europeo sulla cybersicurezza, nel quale metterà in mostra le sue tecnologie e il loro funzionamento. Alla cerimonia di inaugurazione, tenutasi nella mattinata di martedì 21 maggio, ha partecipato anche l’amministratore delegato di Zte Italia, Hu Kun: ”Siamo molto a nostro agio nel mostrare la nostra trasparenza, nell'aprire le nostre apparecchiature e la nostra tecnologia a chiunque voglia verificare e controllare", ha riferito il manager al termine dell’evento. Oltre a Hu, erano presenti anche il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, l'assessore capitolino Flavia Marzano e il capo della sicurezza di Zte, Zhong Hong.

Zte, 200 milioni investiti in Italia

Si tratta del terzo centro aperto dal gruppo di Shenzhen sul suolo italiano, che insieme a quelli dedicati alla formazione e alla ricerca andrà a formare un’unica rete all’interno della quale dare vita a un progetto che possa generare e condividere idee “potenzialmente interessanti” non solo per gli utenti, ma “anche per il governo italiano”, ha sottolineato Hu. Il Ceo ha poi ribadito che negli ultimi tre anni Zte ha investito oltre 200 milioni in Italia, di cui 20 per la realizzazione dei tre laboratori. Un impegno, quello del gruppo cinese nei confronti del nostro paese, definito “importante” da Angelo Tofalo, secondo il quale la scelta dell’Italia da parte di Zte come sede del primo cybersecurity lab europeo “è una grande opportunità”. 

Gli obiettivi per la cybersicurezza

Infine, come ha spiegato Zhong, Zte sfrutterà il laboratorio anche per raggiungere in maniera graduale tutti gli obiettivi relativi alla sicurezza dei clienti attraverso tre fasi: "Soddisfare i requisiti delle leggi sulla cybersecurity, regolamenti e standard di settore, nonché sistemi di certificazione; condurre un dialogo aperto per migliorare la trasparenza e instaurare una cooperazione con i clienti e le agenzie di regolamentazione; infine, sostenere il meccanismo di cooperazione aperta per contribuire alla standardizzazione della cybersicurezza”.

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