Premio Turing, i padri dell’IA vincono il Nobel dell’informatica

Tecnologia
Foto di archivio (ANSA)

Grazie alle loro ricerche hanno rivoluzionato il campo dell’Intelligenza Artificiale aprendo la via alle prime applicazioni pratiche, dalla robotica alla diagnosi delle malattie 

Yoshua Bengio, dell'università canadese di Montreal, Geoffrey Hinton, professore emerito dell'Università di Toronto, e Yann LeCun, della New York University, si sono aggiudicati l’edizione 2019 del premio Turing, considerato dagli addetti ai lavori il ‘Nobel’ dell’informatica. Si tratta dei tre principali studiosi dell’Intelligenza Artificiale (IA), che grazie alle loro ricerche hanno rivoluzionato questo campo, aprendo la via alle prime applicazione pratiche delle macchine pensanti, dalla robotica all'analisi dei cambiamenti climatici, passando per la diagnosi delle malattie.

Riconoscimento del linguaggio e visione artificiale

Sebbene i tre ricercatori si siano sempre occupati di progetti indipendenti senza mai dare vita a una collaborazione scientifica, nella loro carriera si sono spesso incrociati e confrontati, ed è grazie a loro che al giorno d’oggi i vantaggi dell’apprendimento delle macchine vengono globalmente riconosciuti. I principali ambiti di cui si sono occupati in questi anni riguardano il riconoscimento del linguaggio e la visione artificiale.
Terminato l’entusiasmo per le reti neurali degli anni ’80, Bengio, Hinton e LeCun hanno continuato a lavorare in questo campo nonostante lo scetticismo di molti loro colleghi, una scelta che a partire dai primi anni Duemila si è rivelata vincente e che oggi li ha portati a ritirare il più ambito riconoscimento nel campo dell’informatica e un milione di dollari.
Oltre agli impieghi accademici, i tre ricercatori ricoprono ruoli di rilievo anche al di fuori dell’università: Bengio, 55 anni, è direttore scientifico del Mila (Montreal Institute for Learning Algorithms), mentre Hinton, 72 anni, è consulente di Google. LeCun, 59 anni, è invece il responsabile della ricerca sull’Intelligenza Artificiale di Facebook.

L’IA entra nelle aule delle università

Le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale rappresentano un campo di studio in continua espansione. Non a caso, le università di tutto il mondo si stanno adeguando alla sempre crescente richiesta di professionisti in questo settore, proponendo corsi di laurea dedicati. In Italia, un percorso di specializzazione in IA è già attivo alla Sapienza di Roma, mentre il prossimo anno ne prenderà il via un altro all’Università degli Studi di Bologna.

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