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Ha scoperto il bug di FaceTime: Apple pagherà gli studi a Grant Thompson

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3' di lettura

Il 14enne Grant Thompson si era accorto della falla nelle videochiamate dell’app mentre giocava a Fortnite. Altra grana privacy per Apple: alcune app registrano interazioni senza consenso 

La vita del 14enne statunitense Grant Thompson ha preso una piega decisamente positiva dal giorno in cui, mentre giocava a Fortnite con i propri amici, ha casualmente scoperto il bug dell’app FaceTime che attivava il microfono del ricevente prima ancora che quest’ultimo accettasse la chiamata. A conferma delle indiscrezioni dei giorni scorsi, infatti, Apple ha annunciato che contribuirà a pagare gli studi del teenager in segno di ringraziamento per la scoperta. Cupertino ha prontamente rilasciato un aggiornamento con la correzione della falla relativa alle videochiamate di gruppo, ma si trova ora a dover affrontare un nuovo problema: alcune applicazioni per iPhone e iPad, infatti, registrerebbero segretamente tutte le interazioni degli utenti, una procedura vietata da Apple senza il consenso.

La ricompensa di Apple alla famiglia Thompson

Leggendo il comunicato relativo all’aggiornamento iOS 12.1.4 rilasciato da Apple, si trova sotto la parte dedicata al bug di FaceTime, ora corretto, il nome di Grant Thompson. Anche in questa sezione, l’azienda ha voluto pubblicamente dare credito al 14enne grazie al quale il problema legato alle videochiamate con iPhone e iPad è diventato virale, portando Cupertino a sospendere rapidamente le chiamate di gruppo all’interno di FaceTime in attesa della correzione della falla. È stata poi di fatto la made di Grant, Michelle, ad avvisare Apple della questione tramite alcuni tweet, motivo per cui la compagnia di Tim Cook aveva preannunciato una ricompensa per tutta la famiglia. Oltre al riconoscimento previsto per i Thompson, però, Reuters comunica che Apple ha deciso di sostenere economicamente gli studi del teenager che per primo ha notato il bug. Come riferito da Appleinsider, qualora il premio per Grant Thompson si riferisse al Bounty Program di Cupertino, che paga in denaro coloro che scoprono vulnerabilità hardware o software della casa statunitense, la cifra corrisposta sarebbe compresa tra i 25.000 e 200.000 dollari.

Apple avverte gli sviluppatori di app ‘illecite'

Pur avendo agito rapidamente per risolvere il bug di FaceTime, Apple è ora alle prese con un nuovo caso spinoso relativo alla privacy. Alcune popolari applicazioni di viaggi per iPad e iPhone, tra cui hotels.com e Expedia, registrerebbero infatti il modo in cui gli utenti interagiscono, tenendo conto sia dei tocchi sul display o di come e quanto viene fatta scorrere una pagina. Il procedimento, secondo l’inchiesta condotta da TechCrunch, porta in alcuni casi alla fuga di informazioni sensibili come numeri di passaporto o carte di credito. Si tratta oltretutto di una pratica che Apple vieta senza una precedente richiesta di consenso: Cupertino ha quindi esortato gli sviluppatori di tali applicazioni a chiedere agli utenti il permesso di registrare i dati in questione, poiché in caso contrario le app saranno escluse dall’Apple Store.

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