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Chi è Grant Thompson, il teenager che ha scoperto il bug dell’app FaceTime di Apple

I titoli delle 18 di Sky tg24 del 4 febbraio

3' di lettura

Ha 14 anni ed è uno studente di Tucson, in Arizona. Ha trovato il problema quasi per caso mentre giocava a “Fortnite” e voleva iniziare una chat con gli amici

Grant Thompson, studente 14enne di Tucson, in Arizona, non si aspettava di scoprire il grande bug sull’app FaceTime di Apple. Il difetto del sistema permetteva a chiunque di trasformare un iPhone in un microfono dal vivo. Chi chiamava poteva infatti ascoltare il ricevente prima che accettasse la videochiamata. “La cosa mi ha sorpreso - ha spiegato all’Associated Press, ripreso da Marketwatch.com - ho solo 14 anni e l'ho scoperto per caso, a differenza delle persone di Apple che sono pagate per trovare difetti”.

Basket e volontariato

Grant è uno studente che gioca a basket, fa volontariato in comunità e ama giocare a “Fortnite”, il videogioco diventato ormai un vero e proprio fenomeno di massa. Quando ha scoperto il bug, lo scorso 19 gennaio, Grant stava provando a chiamare gli amici su FaceTime per organizzare una partita con loro su Fortnite. Il 14enne ha raccontato che, inizialmente, aveva chiamato il suo amico Nathan su FaceTime, che non aveva risposto. Poi ha aggiunto un altro amico, Diego, che invece, accettando l’invito, ha costretto anche Nathan a unirsi alla chat. Praticamente, il dispositivo di Nathan ha iniziato a trasmettere l’audio dell’apparecchio anche senza il consenso del proprietario. I ragazzi in un primo momento sono rimasti stupiti, poi hanno provato a ripetere l’azione più volte riscontrando sempre lo stesso problema. Grant ha tentato anche di attivare altre chat con i fratelli e la madre scoprendo, quindi, che la app aveva un problema. 

La mamma di Grant e Apple

La mamma di Grant ha provato a contattare Apple per una settimana, utilizzando ogni mezzo: email, Twitter e persino il fax, senza però ottenere risposta. L’azienda avrebbe iniziato a prendere provvedimenti solo una decina di giorni dopo, quando la storia era ormai diventata virale grazie a un blog di tecnologia che aveva segnalato il bug. Alla Cbnc, la madre di Grant ha raccontato che all’inizio di febbraio un alto funzionario della Apple ha incontrato il ragazzo a Tucson per ringraziarlo personalmente di aver scoperto e comunicato all’azienda il difetto dell’app.

Una possibile ricompensa da Apple

Ora Grant potrebbe anche ricevere un premio. Sempre la madre, come riporta la Cbnc, avrebbe spiegato che il ragazzo “è stato ritenuto idoneo per il bug bounty program”, un programma che prevede ricompense in denaro per chi segnala vulnerabilità sul versante hardware e software di prodotti Apple. Se il 14enne dovesse ricevere il premio, ha assicurato, la famiglia lo utilizzerà per finanziare “il suo college, perché penso che andrà lontano. Questo è in realtà un campo a cui era già interessato e ancora di più adesso”.

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