Zte ha effettuato con successo la prima telefonata al mondo su reti 5G

Tecnologia

Lo ha annunciato la società stessa attraverso un comunicato. Il test è stato effettuato a Shenzhen e ha visto la partecipazione anche dell’operatore mobile China Unicom 

Zte ha concluso con successo, assieme all’operatore mobile China Unicom, la prima telefonata al mondo su reti 5G. Lo ha annunciato la stessa società cinese attraverso una nota pubblicata sul sito ufficiale, dove si legge che la chiamata è stata effettuata a Shenzhen, utilizzando un prototipo di smartphone 5G della Zte. Il test è stato poi completato con la verifica di diversi servizi, come le chiamate vocale di gruppo su WeChat, i video online e la navigazione sul web.

Primi test a novembre

Il 2019, l’anno del lancio della connessione 5G, inizia nel segno di Zte. L’azienda fornitrice di soluzioni per le telecomunicazioni è, infatti, la prima al mondo ad essere riuscita a concludere una telefonata sulla rete di quinta generazione, superando tutta la concorrenza. Dopo i primi tentativi dello scorso novembre, quello concluso a Shenzhen è stato il primo test commerciale in cui è stata effettuata una chiamata conforme allo standard ‘Rel-15 3GPP’ del 5G, in modalità Nsa ("non-standalone", cioè con la rete 5G supportata dall'infrastruttura 4G esistente). Come si legge nella nota, il successo della chiamata “mette in risalto la forte competenza di Zte nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione del 5G, dimostrando il ruolo di Zte come partner affidabile per gli operatori globali 5G e un attore chiave nel settore”.

Huawei, Zte e i rischio spionaggio

Il successo del test può essere visto come una risposta alle recenti accuse di spionaggio che hanno coinvolto la Zte insieme a Huawei, in particolare a quelle rivolte dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, pronto a firmare un ordine esecutivo per vietare la vendita dei dispositivi per le telecomunicazioni delle due aziende cinesi nel paese. Secondo Washington, infatti, queste due società sarebbero agli ordini di Pechino e le loro apparecchiature potrebbero essere utilizzate per attività di spionaggio negli Stati Uniti. Per lo stesso motivo, anche il Giappone ha deciso di bandire i due marchi dalle gare pubbliche per lo sviluppo di reti 5G.

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