Occhi artificiali da insetto, sviluppati per robot e auto autonome

Tecnologia
Ingegneria robotica (Getty Images)

I prototipi sono stati progettati da un team di ricercatori cinesi dell’Università Chiao Tung di Xi'an, grazie a una nuova ed elaborata tecnica che ha ridotto sostanzialmente i costi abitualmente richiesti in questo ambito 

Tra le ultime novità nel settore della robotica sono stati sviluppati degli occhi artificiali da insetto, da applicare su robot e auto autonome.
L’innovazione tecnologica si deve a un team di ricercatori cinesi dell’Università Chiao Tung di Xi'an, coordinato da Wenjun Wang.
Gli occhi artificiali sono stati sviluppati con delle lenti in grado di respingere l’acqua e rappresentano un punto di svolta in questo ambito in quanto, a differenza degli altri prototipi ideati finora, sono stati realizzati con materiali e tecniche che prevedono dei costi esigui.

Gli ostacoli della ricerca

I ricercatori cinesi sono riusciti a raggiungere un obiettivo mai eguagliato finora.
Ciò che differenzia gli occhi dell’uomo e di molti animali, da quelli di insetti e crostacei, è l’ampia visione periferica che quest’ultimi riescono a garantire. Se gli occhi a singola lente permettono di vedere immagini nitide, quelli degli insetti, invece, sono in grado di rilevare in maniera quasi ottimale i movimenti, garantendo una più ampia visione dell'ambiente che li circonda.
Per questa ragione, gli studi in questo ambito si focalizzano sulla creazione artificiale di occhi simili a quelli di insetti e crostacei, caratterizzati dall’inclusione di migliaia di unità elementari (ommatidi), a loro volta costituite da lente, cornea e cellule fotorecettrici.
Finora, però, le ricerche atte alla realizzazione di occhi artificiali da insetto per robot e auto autonome non hanno comportato risultati soddisfacenti. Gli alti costi dei materiali e delle tecniche hanno ostacolato la buona riuscita degli esperimenti, permettendo la realizzazione di occhi con pochi ommatidi, in grado di garantire una visione parziale.

Nuova ed elaborata tecnica

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista ACS Nano, i ricercatori hanno ideato una nuova ed elaborata tecnica. Bombardando con un laser un doppio strato di vetro acrilico, gli esperti sono riusciti a ottenere una piccola lente convessa, con un diametro di 95 millesimi di millimetro. Hanno successivamente disposto 3000 di queste lenti su una struttura ricurva in materiale plastico, dal diametro di 5 millimetri. Così facendo hanno ottenuto degli occhi, che hanno poi ricoperto con piccolissime punte, costituite da materiali a base di silicio, in grado di proteggere gli occhi dai riflessi della luce e dall’acqua.

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