Case, il robot dello spazio con IA ispirato a Hal 9000

I titoli di Sky TG24 delle 10 del 23/11

2' di lettura

Pete Bonasso, guardando il film ‘2001 Odissea nello spazio’, fu colpito dalle abilità di Hal 9000, e decise di prendere spunto dal supercomputer per realizzare un progetto unico nel suo genere

L’uomo può contare su dei fedeli amici in soccorso nelle missioni spaziali. Gli astronauti non sono più soli, ci sono i nuovi robot con Intelligenza artificiale in grado di coadiuvare la buona riuscita delle esplorazioni, fornendo agli esperti un utile supporto nelle emergenze e nella gestione della routine quotidiana. Dei veri e propri assistenti digitali che rendono un pò più sicure le missioni dirette oltre la Terra, proprio come Cinom, il robot che lavorerà a fianco di Luca Parmitano sulla Stazione spaziale internazionale (Iss).
Tra gli ultimi automi esperti in questo settore c’è anche Case, ispirato al supercomputer di ‘2001 Odissea nello spazio’, sviluppato grazie alla collaborazione tra la Nasa e una società texana.

Case, il gemello buono di Hal 9000

L’ideatore di Case è l’ingegnere Pete Bonasso, della TRACLabs Inc. L’esperto in Intelligenza artificiale, guardando il film ‘2001 Odissea nello spazio’, prodotto da Stanley Kubrick, fu colpito dalle abilità sorprendenti dell’inquietante Hal 9000, e decise di prendere spunto dal supercomputer per realizzare un progetto unico nel suo genere. Così è nato Case (Cognitive architecture for space agents), un sistema di Intelligenza artificiale in grado di coordinare una futura stazione spaziale situata in un altro pianeta.

Un sistema di Intelligenza artificiale formato da diversi livelli

L’automa comprende tre differenti livelli: un sistema in grado di gestire la parte hardware della stazione planetaria, uno che esegue il software e permette il funzionamento dell’infrastruttura hardware e un ultimo livello che sviluppa le soluzioni per risolvere i problemi quotidiani e le emergenze.
Tutti questi sistemi sono governati da un ulteriore livello in grado di compiere dei ragionamenti valutando i dati a disposizione, per poi rispondere agli interrogativi richiesti.
"I nostri colleghi e i nostri omologhi alla Nasa non sono preoccupati che il nostro Hal possa andare fuori controllo, perché non può fare nulla per cui non sia stato programmato", spiega Bonasso.
Case ha superato positivamente un test compiuto in un ambiente virtuale, riuscendo a gestire per quattro ore una stazione planetaria senza alcun tipo di imprevisto.

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