Intelligenza artificiale: come funziona e le applicazioni

I titoli di Sky Tg24 delle 10 del 16/11

2' di lettura

Dalla definizione iniziale di John McCarthy nel 1956 al sistema in grado di battere il campione del mondo di scacchi: tutti parlano ormai dell’Ia, ma di cosa si tratta? 

Le automobili a guida autonoma, i dispositivi per la smart home, o un sistema in grado di ricostruire i frame mancanti di un video. Sono soltanto alcune delle moltissime applicazioni dell’intelligenza artificiale avvenute recentemente. Una tecnologia che sta rivoluzionando la vita dell’uomo e viene spesso nominata: ma di cosa si tratta esattamente? L’informatico statunitense John McCarthy che coniò il termine nel 1956 descrisse l’Intelligenza artificiale come “la scienza e l’ingegneria in grado di produrre macchine intelligenti”. Oggigiorno, con una semplificazione forse eccessiva, si tende a parlare di una disciplina che dovrebbe consentire ai computer di emulare o simulare l’intelligenza umana.

Machine learning e deep learning

In realtà, si potrebbe dire che l’uomo sia alla base dell’Intelligenza artificiale poiché pone determinati obiettivi, che tuttavia la macchina deve essere in grado di raggiungere in modo autonomo. Il principale vantaggio riguarda la capacità dei computer di gestire un volume di dati enorme, che nella maggior parte dei casi l’uomo non saprebbe come affrontare. Nel caso del machine learning, una delle branchie più note dell’Ia, le macchine diventano capaci di costruire modelli automatici, e imparando dalle informazioni che ricevono riescono di fatto a fare previsioni sui dati futuri e prendere decisioni autonome. Il deep learning, invece, sfrutta le reti neurali artificiali per insegnare ai computer ad eseguire compiti simili a quelli umani, come il riconoscimento di un discorso o di immagini.

Intelligenza artificiale: le applicazioni rivoluzionarie

Prima di giungere ai recenti straordinari traguardi, come nel caso della macchina capace di battere il campione del mondo di scacchi, l’Intelligenza artificiale ha attraversato un lungo processo fatto anche di periodi di stallo. Negli anni 70, ad esempio, i progressi erano lenti e scoraggianti. Tra i raggiungimenti più significativi avvenuti con il cambio di secolo c’è Roomba, il primo robot per la casa in grado di muoversi autonomamente all’interno di un appartamento, oltre alla nuova tecnologia sperimentata da Google nel 2008 che portava il riconoscimento vocale a un nuovo livello di precisione. La nuova sfida delle aziende all’interno del settore è ora rappresentata dal passaggio, non ancora avvenuto, dall’Intelligenza artificiale debole, che simula i processi cognitivi dell’uomo, all’Ia forte, che consentirà la realizzazione di macchine dotate di intelligenza indipendente, che possa andare persino oltre a quella umana.

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