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Computer quantistici, l’Ia è in grado di correggere i loro errori

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Lo ha dimostrato uno studio condotto da un gruppo di ricerca coordinato da Florian Marquardt, direttore dell’Istituto Max Planck per le Scienze della Luce a Erlangen, in Germania 

A inizio anno, l’intelligenza artificiale ha compiuto un’impresa sbalorditiva: grazie al programma AlphaGo, creato dalla società londinese DeepMind, è riuscita a battere per 5 a 0 Fan Hui, il tre volte campione europeo di Go, un gioco di origine cinese vagamente simile alla dama. Una recente ricerca, pubblicata sulla rivista specializzata Physical Review X, ha dimostrato che utilizzando gli stessi algoritmi che hanno permesso all’Ia di ottenere la schiacciante vittoria, in futuro la tecnologia potrebbe essere impiegata per correggere gli errori dei computer quantistici. Questi ultimi sono degli elaboratori potentissimi, ma particolarmente sensibili alle influenze ambientali. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato da Florian Marquardt, direttore dell’Istituto Max Planck per le Scienze della Luce a Erlangen, in Germania.

I bit quantistici

“È possibile paragonare gli elementi di un computer quantistico alle pedine del Go”, dichiara Florian Marquardt. Dal punto di vista del ricercatore, correggere gli errori commessi dai computer quantistici non è poi molto diverso dall’affrontare una partita di Go. È possibile immaginare le unità che contengono l’informazione quantistica, ovvero i bit quantistici (o qubit), come le pedine del tradizionale gioco cinese. Il colore nero può essere associato a un determinato stato quantistico e il bianco a un altro. I qubit sono molto sensibili alle interferenze ambientali e possono perdere lo stato acquisito, causando così degli errori.

La strategia per impedire le alterazioni dello stato dei qubit

Il team di ricerca guidato da Marquardt ha provato a correggere gli errori dei computer quantistici utilizzando la stessa strategia messa in atto da AlphaGo per sconfiggere Fan Hui. Gli scienziati hanno attribuito il nome Quantum Go alla ‘partita’ finalizzata a mantenere inalterato lo stato dei qubit. Alice, l’Intelligenza artificiale da loro utilizzata, ha affrontato un avversario immaginario che ha cercato di indurre il computer quantistico in errore con ogni mezzo a sua disposizione. Per impedirlo, l’Ia ha dovuto trovare di volta in volta la mossa migliore per impedire l’alterazione dello stato del qubit (che avrebbe comportato una perdita di informazioni).
Grazie ai risultati della ricerca, potrebbe essere possibile elaborare delle Intelligenze artificiali in grado di consentire il corretto funzionamento dei computer quantistici nella maggior parte dei casi.

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