Apple pubblica il Rapporto sulla Trasparenza, ricevute 32.342 richieste di dati

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)
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La società ha divulgato attraverso il proprio sito il report relativo ai primi sei mesi del 2018. In totale Cupertino ha ricevuto dai governi richieste di accesso ai dati relative a 163.823 device 

Apple ha pubblicato sul proprio sito ufficiale il nuovo rapporto sulla trasparenza relativo alla prima metà del 2018, che illustra le richieste di accedere ai dati contenuti nei dispositivi degli utenti inviate a Cupertino dai governi di tutto il pianeta. In totale, la società di Tim Cook ha ricevuto da gennaio a giugno 32.342 richieste relative a 163.823 dispositivi, un dato in crescita del 9% rispetto al semestre precedente, quando le domande complessive furono 29.718.

Dall’Italia richieste per 595 dispositivi

Il rapporto illustra tutte le richieste inviate da ciascun paese e la loro tipologia. La maggior parte di esse sono state effettuate per motivi di carattere finanziario, allo scopo di individuare possibili attività fraudolente online tramite carte di credito, di debito o gift card per iTunes. Nel report è presente anche la sezione dedicata alle richieste ricevute da Cupertino in termini di sicurezza nazionale, ma la società non ha diffuso dati precisi per non interferire con eventuali indagini ancora in corso.
Il paese che più di tutti ha chiesto l’accesso ai dati degli utenti è stata la Germania, che nell’arco di sei mesi ha inoltrato 13.704 domande relative a 26.160 device, pari al 42% del totale globale. Al secondo posto della graduatoria ci sono gli Stati Uniti, con 4.570 richieste di dati per 14.911 dispositivi. Per quanto riguarda l’Italia, sono stati 76 gli account per i quali è stato chiesto l’accesso alle informazioni e hanno riguardato 595 diversi device, mente sono state 129 le domande per accertamenti finanziari.

Apple e Qualcomm

Continua la lunga contesa legale che vede Apple contrapposta a Qualcomm. Da un lato, l’azienda produttrice di chip accusa Cupertino di aver utilizzato alcuni suoi brevetti, violando gli accordi di licenza, dall’altro Apple ribatte sostenendo che la società rivale sfrutta la propria posizione di leadership per esigere tariffe non dovute. Il quadro resta ancora molto complicato e le sentenze continuano a rincorrersi. Il 10 dicembre scorso, un tribunale cinese ha imposto nel paese il bando dal mercato per gli iPhone 6S, 6S Plus, 7, 7 Plus, 8, 8 Plus e iPhone X, in quanto questi modelli hanno infranto alcuni brevetti di Qualcomm, parere condiviso anche dalla corte di Monaco di Baviera, che ha vietato la vendita dei melafonini senza licenza su tutto il territorio della repubblica federale tedesca. Dal canto suo, Apple ha già annunciato che farà ricorso.

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