Facebook, un’inchiesta di Buzzfeed svela le tensioni interne al social

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)
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A causa delle divisioni interne, nate in seguito allo scandalo Cambridge Analytica, i dipendenti della società utilizzano cellulari di riserva per parlare dei dubbi sul futuro aziendale

Lo scandalo di Cambridge Analytica, una fuga significativa di dati degli utenti e la lunga inchiesta svolta dal New York Times: sono solo alcune delle situazioni delicate vissute da Facebook negli ultimi mesi, un periodo piuttosto tribolato tanto per i vertici dell’azienda quanto, evidentemente, per i suoi dipendenti. Secondo quanto rivelato da un articolo pubblicato da Buzzfeed, il clima all’interno della compagnia sarebbe così teso che alcuni lavoratori avrebbero iniziato a utilizzare un secondo telefono per essere sicuri di non vedere monitorate le proprie conversazioni. Una scelta che sarebbe dovuta alle divisioni interne nate nel corso degli ultimi mesi.

Facebook, clima di paranoia

Sono mesi estremamente complicati per Facebook. I diversi episodi che hanno minato la credibilità e la stabilità dell’azienda, uniti alle crescenti critiche verso il fondatore e Ceo Mark Zuckerberg, non sono passati inosservanti all’intero della compagnia. Anzi, la situazione avrebbe portato alla nascita di diverse fazioni divise da opinioni contrastanti riguardo al futuro del social network. Stando alla versione riportata in un articolo di Buzzfeed News, esisterebbero addirittura tre correnti di pensiero: c’è chi continua a credere in Zuckerberg e nella sua spalla Sheryl Sandberg, chi ritiene che Facebook sia essenzialmente una barca che sta affondando, e chi pensa che i continui casi riguardanti il social siano orchestrati dai media. Un ex impiegato dell’azienda ha spiegato alla testata che il clima è caratterizzato da “un crescente senso di paranoia”, mentre secondo un’altra voce ascoltata da Buzzfeed molta gente all’interno di Facebook spera in un cambio di leadership, similmente a quanto effettuato da altri colossi quali Uber. Infine, una terza persona raggiunta dal giornale statunitense afferma che “i dipendenti ora hanno secondi telefoni per parlare male dell’azienda, non solo ai reporter ma anche ad altri impiegati”.

L’utilizzo dubbio dei dati personali

Le rivelazioni non fanno altro che aggiungere pressione sui vertici di Menlo Park, che ha dovuto nei giorni scorsi fare i conti con la multa di 10 milioni comminata dall’Antitrust a Facebook Ireland Ltd. per “informazioni ingannevoli sulla raccolta e sull’uso dei dati”. Inoltre, secondo il Wall Street Journal, alcuni documenti mostrerebbero come in passato il social network avesse valutato l’opportunità di vendere i dati personali degli utenti, senza però ulteriori prove sull’adozione di questo piano. 

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