Grok, solo gli abbonati a X potranno usare l'Ai per modificare le immagini

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Il social di Elon Musk limita l'uso dell'AI: bisognerà registrarsi. La decisione arriva dopo le critiche per aver permesso alle persone di creare deepfake a sfondo sessuale. Accuse che hanno innescato le recenti reazioni delle authority di Ue e Regno Unito. Il portavoce della Commissione Europea dichiara: “Non vogliamo vedere cose di questo tipo”. Londra come Bruxelles, rilancia la polemica sui deepfake a sfondo sessuale. Dal Garante Privacy avvertimento a Grok e altri servizi: rischio violazione diritti

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X, la piattaforma di Elon Musk, ha limitato ai soli utenti abbonati la modifica delle immagini con Grok, il suo strumento di intelligenza artificiale. La decisione arriva dopo le critiche per aver permesso alle persone di creare deepfake a sfondo sessuale. Lo riporta la Bbc. Grok ora risponde alle persone che chiedono di creare questo tipo di materiale che solo gli abbonati a pagamento potranno farlo, il che significa che il loro nome e le loro informazioni devono essere registrate. 

X limita ai soli abbonati l'uso di Grok: bisognerà registrarsi

Grok è uno strumento gratuito che gli utenti possono taggare direttamente nei post o nelle risposte ai post di altri utenti per richiedere una risposta specifica. Ma questa funzione ha anche permesso agli utenti di richiedere la modifica delle immagini, chiedendo spesso di rimuovere digitalmente gli indumenti di persone ritratte in foto. Grok ha soddisfatto molte richieste che gli chiedevano di modificare le immagini per mostrare donne in bikini o con pochi vestiti addosso. Oggi Grok ha comunicato agli utenti che gli chiedevano di modificare le immagini caricate su X che "la generazione e la modifica delle immagini sono attualmente limitate agli abbonati paganti", aggiungendo che gli utenti "possono abbonarsi per sbloccare queste funzionalità". 

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Ue: “Non vogliamo vedere cose di questo tipo”

"Abbiamo preso nota delle recenti modifiche annunciate da X per Grok. Tuttavia, limitare la generazione e la modifica delle immagini agli utenti abbonati non cambia la nostra posizione di fondo. Che si tratti di abbonamenti a pagamento o gratuiti, non vogliamo vedere immagini di questo tipo". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier durante il briefing quotidiano alla stampa in merito alla decisione della piattaforma di Elon Musk di limitare ai soli utenti abbonati la modifica delle immagini con Grok. La decisione arriva dopo le critiche per aver permesso alle persone di creare deepfake a sfondo sessuale. 

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Londra come Bruxelles

L'annuncio di X, rimbalzato dagli Usa, sulla decisione di limitare ai soli utenti abbonati la modifica delle immagini realizzate attraverso l'intelligenza artificiale con Grok rappresenta soltanto "un insulto" alle vittime. Lo ha dichiarato un portavoce del premier britannico Keir Starmer, rispondendo ai giornalisti nel briefing di giornata a Downing Street, in relazione a quanto introdotto nelle ultime ore dalla piattaforma di Elon Musk in risposta alle accuse di aver permesso la creazioni di deepfake a sfondo sessuale e anche pedofilo. Accuse che hanno innescato le recenti reazioni delle authority di Ue e Regno Unito.  

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Dal Garante Privacy: rischio violazione diritti

Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi basati sull'intelligenza artificiale, come Grok, ChatGPT e Clothoff - quest'ultima piattaforma già destinataria di un provvedimento di blocco nell'ottobre scorso - e altri servizi analoghi disponibili online, che consentono di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, arrivando anche a "spogliare" persone senza il loro consenso. "L'Autorità - si legge in una nota - ricorda che l'utilizzo di tali strumenti e la diffusione dei contenuti così generati, tramite social media o altri servizi digitali e applicazioni di messaggistica, possono determinare, oltre a possibili fattispecie di reato, in assenza del consenso degli interessati, gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte, con tutte le conseguenze, anche sanzionatorie, previste dalla normativa europea in materia di protezione dei dati personali. Con lo stesso provvedimento, il Garante ha inoltre richiamato i fornitori di tali servizi alla necessità di progettare, sviluppare e rendere disponibili applicazioni e piattaforme in modo tale da garantire che gli utenti possano utilizzarle nel rispetto della disciplina privacy".  

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