Google rimuoverà gli annunci che facevano pagare 80 dollari per l’Esta

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)

Grazie al machine learning, dopo 8 anni il motore di ricerca sta eliminando i risultati ingannevoli che chiedevano più del quintuplo del necessario per l’autorizzazione di viaggio negli Usa

Dopo otto anni, Google sta finalmente rimuovendo definitivamente delle pubblicità ingannevoli che portavano gli utenti a pagare cifre eccessive per ottenere un’autorizzazione necessaria per viaggiare. Per molto tempo, infatti, i risultati del motore di ricerca di Mountain View hanno messo in evidenza alcuni siti, in certi casi piuttosto simili a quello ufficiale, che richiedevano ai navigatori di pagare 80 dollari, anziché i 14 necessari, per avere l’Esta, il documento richiesto dagli Stati Uniti per entrare nel paese senza la necessità di un visto. In precedenza Google aveva già provato a risolvere il problema, ma gli annunci non ufficiali continuavano a comparire.

Esta, boom di siti ingannevoli

Dal gennaio del 2009, il governo degli Stati Uniti decise di rendere obbligatorio l’ottenimento dell’Esta per coloro che volevano visitare la nazione per un periodo massimo di 90 giorni, sia per turismo che per lavoro, senza dover ricorrere a un visto. La misura fu poi estesa alle compagnie aeree, che del 2010 sono obbligate a richiedere ai passeggeri l’Esta in occasione del check-in. Come notato inizialmente da BBC News, tuttavia, in seguito all’introduzione del permesso sono nati moltissimi siti, posti in cima alle ricerche di Google, che spiegavano agli utenti come ottenere il proprio Esta per cifre che partivano dagli 80 dollari. Uno sproposito, se paragonato a quanto richiesto dal portale ufficiale gestito dal Dipartimento della sicurezza interna Usa, ovvero 14 dollari.

Google migliora grazie al machine learning

Un’incongruenza che la BBC fece presente a Google, che a sua volta ammise come gli annunci in questione violassero la politica dell’azienda per “l’addebito di prodotti e servizi quando l’offerta principale è disponibile da fonti governative o pubbliche gratuitamente o a un prezzo minore”. Mountain View cominciò dunque a eliminare manualmente i risultati ingannevoli, che però ricomparivano poco dopo sfruttando indirizzi diversi. Ulteriormente sollecitata dalla BBC, Google ha dunque iniziato ad affidarsi al machine learning, un sistema automatizzato che starebbe finalmente funzionando eliminando quindi i link sospetti tra i risultati delle ricerche più comuni, come ad esempio ‘Esta’. Nel momento in cui si utilizzano termini più complessi per cercare, alcuni siti sembrano rimandare ancora ai servizi non ufficiali, ma secondo Google dipenderebbe dai propri algoritmi, che apprendono ad escludere determinate voci con il passare del tempo.

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