Facebook, attacco fondi investimento a Zuckerberg: chieste dimissioni

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)
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Alcuni fondi pensionistici hanno appoggiato la proposta di un investitore: rimuovere Zuckerberg dalla presidenza dell'azienda per garantire l’indipendenza del consiglio di amministrazione 

Alcuni dei maggiori fondi pubblici degli Stati Uniti che possiedono azioni di Facebook si sono espressi in favore della rimozione di Mark Zuckerberg dalla presidenza dell’azienda. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, infatti, il fondo pensionistico di New York, così come quelli di Illinois, Rhode Island e Pennsylvania hanno appoggiato la proposta originariamente avanzata da Trillium Asset Management. La richiesta arriva in seguito agli episodi controversi degli ultimi mesi, in particolare la vicenda Cambridge Analytica, che hanno causato alla compagnia ingenti perdite economiche. Tuttavia, l’iniziativa non pare rappresentare una concreta minaccia per la posizione di Zuckerberg a causa del diverso peso attribuito ai voti.

Zuckerberg attaccato per cattiva gestione

La proposta di Trillium Asset Management, che domandava di rimuovere Zuckerberg dal suo attuale ruolo di presidente di Facebook, risale a fine luglio. Trillium, che detiene quote azionarie nella compagnia per 11 milioni di dollari, motivava la richiesta citando l’inadeguata gestione del social network durante alcuni periodi di crisi, come il caso Cambridge Analytica. Inoltre, l’investitore proponeva la divisione delle posizioni di presidente e amministratore delegato, attualmente entrambe ricoperte da Zuckerberg, per evitare un’eccessiva influenza sui membri del consiglio di amministrazione e garantirne la piena indipendenza. Prima di Trillium, nel 2017, altri investitori indipendenti avevano spinto perché il creatore del social ne lasciasse la presidenza.

Facebook, le richieste dei fondi di investimento

Tuttavia, le richieste avanzate fin qua si sono concluse con un nulla di fatto. Questo perché Zuckerberg detiene diritti di voto maggiori rispetto agli altri azionisti, un fattore che trasforma le proposte in contestazioni dal valore simbolico. Ciononostante, Scott Stringer del fondo pensionistico di New York ha affermato pubblicamente che, per il ruolo di importanza ricoperto all’interno della società, “Facebook è chiamata a livello sociale e finanziario ad essere trasparente. Ecco perché domandiamo l’indipendenza del consiglio di amministrazione, fondamentale per tirare fuori l’azienda da questa situazione e recuperare la fiducia degli statunitensi e investitori”. A luglio, il gruppo aveva fatto registrare una perdita di oltre 15 miliardi di dollari.

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