Microsoft rimuove risultati razzisti e sessisti dalle ricerche di Bing

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)
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Un giornalista aveva segnalato la presenza di contenuti inappropriati e offensivi verso alcune culture, nonostante il filtro per la ricerca sicura fosse attivato 

Microsoft è intervenuta apportando delle modifiche al proprio motore di ricerca Bing, in seguito a delle segnalazioni che evidenziavano contenuti a sfondo razzista e sessista tra i risultati proposti dal servizio. Il problema è stato notato da Chris Hoffman, giornalista del portale di tecnologia How To Geek. Come spiegato dal reporter, scrivendo alcuni termini sulla barra di ricerca comparivano suggerimenti, link e immagini offensive ed irrispettose, oltre a teorie complottistiche già ampiamente smentite, come se il filtro utilizzato dal sito per eliminare i risultati inappropriati non funzionasse. Interpellata dallo stesso giornalista, Microsoft ha dichiarato di impegnarsi a migliorare il funzionamento del proprio sistema.

Filtro non funzionante

I motori di ricerca rappresentano senza dubbio una delle principali porte d’accesso al web per miliardi di utenti, che utilizzano il servizio per trovare rapidamente risultati riguardanti i propri temi di interesse. Una delle funzioni più utili di questi siti è data dal filtro, che dovrebbe aiutare il sito a selezionare i contenuti più adatti, escludendo invece quelli inappropriati. Tuttavia, questo non è accaduto utilizzando Bing, il motore di ricerca sviluppato da Microsoft nel 2009, che rimandava a siti e immagini che presentavano temi razzisti e sessisti.

Offese ad altre culture

L’assenza di filtri nel motore di ricerca è stata notata da Chris Hoffman, che spiega di aver scoperto il problema semplicemente digitando la parola ‘ebreo’ sulla barra principale. In risposta, Bing completava automaticamente la ricerca consigliando il risultato ‘ebreo malvagio’, che risultava poi in una serie di contenuti irrispettosi e offensivi riguardo alla cultura ebraica. Lo stesso accadeva scrivendo ‘musulmani’ o ‘gente di colore’, ma anche digitando ‘Michelle Obama’, una ricerca che evidenziava video contenenti teorie o battute sessiste. Tutto questo avveniva con il filtro SafeSearch attivato, che però è utile solo per escludere i risultati considerati dal motore di ricerca a luci rosse. Dopo aver contattato Microsoft per spiegazioni, Hoffman ha ricevuto la risposta da Jeff Jones, uno dei dirigenti dell’azienda: “Prendiamo i contenuti offensivi estremamente sul serio e stiamo continuando a lavorare per identificare questo materiale e evitare che compaia tra i suggerimenti. Appena ci rendiamo conto di un problema, cerchiamo di risolverlo”. La BBC ha dichiarato di aver ripetuto le ricerche, ottenendo un numero di risultati inappropriati di gran lunga minore.

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