Android consente agli utenti di scoprire se russano durante la notte

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Un aggiornamento dell’applicazione Sleep Cycle introduce una funzione che sfrutta il microfono e l’accelerometro degli smartphone per capire se chi la utilizza tende a soffrire di roncopatia

Sleep Cycle è un’applicazione disponibile per iPhone, iPad e Apple Watch e per vari dispositivi Android che consente di monitorare la qualità del sonno degli utenti. Le sue utili funzioni possono aiutare a dormire meglio e a svegliarsi con più energie. Per svolgere questi compiti, Sleep Cycle sfrutta tutti i sensori di cui sono dotati i moderni smartphone, come gli accelerometri, il giroscopio e il microfono.

Come smettere di russare

L’ultimo aggiornamento dell’applicazione porta anche sui dispositivi Android la funzione che consente di capire se si russa durante il sonno e in che modo ciò possa influire sulla qualità del riposo. Per poterne usufruire è necessario tenere il proprio smartphone sul letto mentre si dorme, poiché Sleep Cycle combina i dati rilevati dall’accelerometro con i suoni captati tramite microfono per capire fino a che punto la tendenza a russare è connessa ai movimenti del corpo che denotano un riposo poco efficace.
Su Apple Watch, questa funzione è disponibile già da qualche mese e risulta ancora più efficace. Quando Sleep Cycle capisce che l’utente sta russando, lo induce a cambiare posizione tramite una vibrazione che sollecita leggermente il polso sul quale si indossa lo smartwatch. In questo modo, nella maggior parte dei casi, chi utilizza l’applicazione smette di russare e gode di conseguenza di un riposo migliore.

Un risveglio delicato

Sleep Cycle nasce come una sveglia “intelligente”, pensata per rendere il risveglio mattutino meno pesante. Monitorando i movimenti dell’utente per tutta la notte, riesce a capire qual è il momento giusto in cui svegliarlo. Il tutto avviene con leggerezza, tramite l’utilizzo di suonerie dai toni delicati.
Naturalmente, la sveglia non si attiva in un momento casuale, ma tiene conto delle esigenze di chi la utilizza. È possibile, infatti, scegliere una finestra temporale più o meno ampia durante la quale l’applicazione avrà l’ingrato compito di porre fine al riposo notturno.

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