In futuro i robot saranno in grado di percepire la pioggia e il vento

Tecnologia
Automa (Getty Images)
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Gli scienziati dell’Accademia cinese delle scienze sono riusciti a creare un materiale simile alla pelle umana in grado di percepire gli stimoli tattili (anche quelli più lievi) 

Anno dopo anno, i robot stanno diventando sempre più simili agli esseri umani. Solo negli ultimi mesi sono stati realizzati degli automi capaci di riconoscere gli oggetti senza averli mai visti in precedenza e di aiutare i bambini a imparare a leggere.
In futuro, i robot saranno in grado di sentire la pioggia e il vento grazie a un nuovo materiale ispirato alla pelle umana creato dall’Accademia cinese delle scienze. Si tratta in un sensore tattile in grado di percepire la pressione e di inviare un impulso elettrico quando viene toccato. È estremamente sensibile e può rilevare anche dei tocchi di lieve entità, come quelli prodotti dai passi di una colonna di formiche.

La creazione della pelle elettronica

Per una tecnologia di questo tipo esistono varie possibili applicazioni, ma la prima a cui ha pensato il team di ricerca è la creazione di protesi in grado di garantire una percezione degli stimoli tattili sempre più naturale.
La nuova pelle elettronica è stata creata ricoprendo con dei sensori magnetici una membrana polimerica cava in cui sono state poi incorporate delle perline magnetiche. Quando si tocca il materiale, il rivestimento viene spinto all’interno e le perline magnetiche si avvicinano a uno dei rilevatori: ciò genera una resistenza che viene subito inviata a un circuito elettronico in grado di convertire il segnale in una serie di impulsi dalla frequenza proporzionale alla pressione esercitata.

Una sensibilità sorprendente

In uno degli esperimenti condotti dagli scienziati, la nuova tecnologia è stata applicata a un dito artificiale, il quale è stato poi sottoposto a varie sollecitazioni. L’aspetto più sorprendente è che, durante alcuni test, il materiale realizzato in laboratorio si è rivelato ancora più sensibile della pelle umana. Infatti, oltre a percepire con successo le variazioni nella velocità del vento e nella dimensione delle gocce d’acqua, è riuscito a sentire dei tocchi molti lievi, come i passi di una formica. 

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