Progettato robot che riconosce oggetti senza averli mai visti

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

Al Mit è stata ultimata una macchina in grado di riconoscere e afferrare degli oggetti sconosciuti. Dopo aver analizzato articoli simili, ne capisce la struttura e riesce a eseguire delle azioni 

Un braccio robotico progettato dal Mit di Cambridge riesce a riconoscere e muovere gli oggetti autonomamente, senza aver bisogno dell’aiuto dell’uomo. Durante gli esperimenti gli ingegneri hanno sviluppato un modo per far studiare visivamente al robot diverse scarpe. Poi una volta posto davanti alla sua vista un nuovo modello sconosciuto, la macchina è stata in grado di riconoscerlo lo stesso e di spostarlo prendendolo dalla linguetta.

Riconosce scarpe che non ha mai visto

Nel corso delle prove compiute in laboratorio gli ingegneri hanno fatto analizzare al braccio robotico alcune scarpe diverse. Il robot, in grado di muoversi avanti e indietro per avere una buona visione di tutti gli angoli, ha esaminato gli oggetti da diversi punti di vista, creando un modello e una struttura comune. Poi si è passati alla fase con i modelli sconosciuti. La macchina è stata in grado riconoscerli comunque e di spostarli prendendoli dalla linguetta, senza ricevere alcuna guida da parte dell’uomo. Ciò è avvenuto perché il robot è riuscito a costruire un modello visivo molto dettagliato di questi oggetti. Utilizza un sistema di coordinate in grado di distinguere scarpe diverse e trovare i punti in comune. Trova una struttura analoga a tutti gli oggetti dello stesso tipo e la sfrutta per capire quali sono le caratteristiche del prodotto sconosciuto che ha davanti. Una volta compresa la natura dell’oggetto è in grado di svolgere delle azioni precise, come afferrarlo e spostarlo.

È come insegnargli a pescare

“Secondo un vecchio proverbio, se si dona a un uomo un pesce, gli si dà da mangiare per un giorno. Se invece gli si insegna a pescare, lo si sfamerà per tutta la vita. Abbiamo applicato lo stesso concetto al robot, sviluppando un sistema di apprendimento per portarlo a riconoscere elementi comuni in modelli di scarpe che non ha visto prima, non solo quelle conosciute. È stato come insegnargli a pescare”, spiega Pete Florence, ingegnere dell’Artificial Intelligence Laboratory del Mit. “Dopo che il braccio ha identificato la struttura della linguette di diversi modelli, quando vede un nuovo paio di scarpe si chiede quale elemento sia più simile a quelli analizzati in precedenza”, conclude Florence. 

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