Apple, ecco com'è cambiato l'iPhone dal 2007 a oggi

Steve Jobs (GettyImages)
4' di lettura

Il primo smartphone delle Mela esordisce il 9 gennaio 2007. Ha un display da 3,5 pollici e non prevede il "tastierino" con lettere e numeri, lanciando così una nuova tendenza. Da allora i dispositivi sono sempre più evoluti. E più grandi

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Quando Steve Jobs sale sul palco indossa la sua divisa d'ordinanza: lupetto nero, jeans, scarpe da tennis. Sta per presentare il primo iPhone. È il 9 gennaio 2007. Aprirà un mercato, quello degli smartphone. Così come poco prima era successo con l'iPad e il mercato dei tablet.

La presentazione di Steve Jobs

Come spiega Jobs nei primi minuti della presentazione, l'idea portante è di utilizzare tutta la superficie possibile. Lo si nota nel confronto con altri dispositivi, per l'epoca, evoluti. Come il Blackberry. Il telefono della mora aveva fatto del tastierino con lettere e numeri il suo punto di forza. Ed è proprio quello che Jobs contesta. I tasti sono scomodi e, spesso, non servono. Ecco allora l'idea: trasferirli su un display che obbedisce al tocco delle dita e farlo comparire solo quando è necessario.

Com'è il primo iPhone

Dietro tutti gli iPhone c'è la matita dello stesso designer, Jonathan Ive. Ecco perché, nonostante evidenti cambiamenti, lo stile resta riconoscibile anche a oltre dieci anni di distanza. A cominciare dalle linee essenziali e pulite. Ci sono 5 pulsanti fisici, tra i quali il tasto Home: circolare e posizionato al centro della parte inferiore, sarà abbandonato solo con l'iPhone X del 2017. La tecnologia si evolverà, consentendo di ridurre lo spessore e ampliare lo schermo. Eppure, propria questa (che oggi sembra la tendenza più chiara degli ultimi anni) è una delle poche previsioni errate di Jobs. Al suo esordio, infatti, l'iPhone ha un display da 3,5 pollici. E il fondatore di Apple è convinto che quella sia la misura perfetta. Il mercato lo smentirà. Oggi la dimensione base dell'iPhone è di 5,8 pollici. Accanto al quale, il 12 settembre, dovrebbero comparire un dispositivo da 6,1 pollici e uno addirittura da 6,5. Sarà il più grande iPhone di sempre. L'altra intuizione di Jobs è l'uso delle dita. “Nessuno vuole un pennino”, dice nella presentazione. Previsione azzeccata, anche se il pennino (più sfruttato da altre case rispetto a Apple) non sparirà del tutto dal mercato. Come dimostra, uno su tutti, il caso del Samsung Galaxy Note.

L'evoluzione dei primi anni

L'evoluzione dell'iPhone non è lineare. Alterna dispositivi più innovativi con altri più conservativi. Il primo salto, tecnologico e commerciale, arriva con l'iPhone 3G, lanciato nel giugno 2008: è il primo smartphone di Apple con una mercato davvero mondiale. Il capostipite, infatti, aveva avuto una circolazione ridotta, limitata agli Stati Uniti e poco oltre. L'evoluzione galoppa e nel 2010 arriva l'iPhone 4: ha un display retina e solo adesso arrivano una seconda fotocamera e possibilità di connessione Wi-Fi. Un anno dopo, sul 4S, arriverà la prima versione di Siri. Con l'iPhone 5 inizia la tendenza all'ampliamento. Il display diventa di 4 pollici. Poco, ma è la rottura di un limite sul quale pesava l'ingombrante veto del fondatore.

L'iPhone si ingrandisce

Uno dei balzi più ampi è quello dell'iPhone 6 (anche in versione Plus), nel 2014. Più sottile e molto più grande dello smartphone originario: 4,7 pollici nella versione standard e 5,5 in quella Plus. Si noti come il primo “Plus” della storia di Apple ha dimensioni minori rispetto al più piccolo iPhone 2018 (che sarà di 5,8 pollici). Nell'iPhone 6 la fotocamera è da 12 megapixel, dando sempre più spazio ai video. Il successo commerciale è clamoroso: ancora oggi è l'iPhone più venduto di sempre. Il 7 settembre 2016 vengono presentati l'iPhone 7 e 7 Plus. Sono i primi modelli resistenti a polvere e acqua. Il tasto Home non è più un tasto, ma si attiva con il riconoscimento tattile.

Il passaggio allo stile X

L'iPhone 8 segue la linea della continuità. Ma nel 2017 viene lanciato accanto a un dispositivo tutto nuovo: l'iPhone X ha rimosso i bordi, cancellato il tasto Home e rinunciato al riconoscimento delle impronte digitali per lasciare spazio a quello del viso. La struttura gira attorno al “notch”, una tacca che avvolge i sensori e la fotocamera frontale. È un design molto simile ai dispositivi 2018, che dovrebbero abbandonare definitivamente l'estetica più tradizionale per abbracciare quella arrivata con lo smartphone del decennale.

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