Apple, l'Unione Europea approva l'acquisizione di Shazam

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)
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Bruxelles ritiene infondati i timori espressi da alcuni Paesi UE lo scorso aprile: la fusione tra le due aziende non danneggerà la concorrenza 

L’Antitrust dell'Unione Europea ha dato il via libera ad Apple per completare l’acquisizione di Shazam, servizio di identificazione musicale noto a livello internazionale. La decisione arriva al termine di un’indagine aperta da Bruxelles nell’aprile 2018, dopo che diverse nazioni, tra cui Francia, Italia e Spagna, avevano espresso il timore che la fusione tra le due aziende potesse danneggiare pesantemente la concorrenza nell’industria della musica, dando poi alla casa di Cupertino la possibilità di accedere a dati sensibili commercialmente riguardanti i clienti dei suoi competitor, vista l’esistenza del servizio di streaming musicale Apple Music. Dopo mesi di valutazione, tuttavia, l’UE ha determinato che tali rischi non sussistono, dando quindi la sua approvazione all’unione dei due brand.

Servizi complementari

L’affare, annunciato nel dicembre 2017, sarà dunque completato poiché, contrariamente a quanto sostenuto ad aprile nella lettera firmata da sette Paesi dell’Unione Europea, l’acquisizione di Shazam da parte di Apple “non ridurrà la concorrenza nel mercato della musica digitale in streaming”, come afferma Margrethe Vestager, commissaria UE. L’Antitrust dichiara infatti di aver effettuato un’attenta analisi dei dati musicali e degli utenti, arrivando alla conclusione che le due aziende coinvolte nella fusione “offrono principalmente servizi complementari”, il che escluderebbe il temuto impatto negativo su competitor quali Spotify, servizio di streaming musicale leader nel mondo.

Dati sensibili

Per quanto riguarda invece il tema dei dati, la commissaria UE della concorrenza spiega che si tratta di un tema fondamentale all’interno del nuovo scenario economico digitale. Tutto ciò porterà l’Antitrust a “rivedere attentamente le transazioni che portano all’acquisizione di importanti serie di dati, inclusi quelli potenzialmente sensibili dal punto di vista commerciale”, afferma Vestager. La valutazione fin qui portata avanti da Bruxelles smentisce però il rischio che i concorrenti risentano in modo negativo della fusione, dato che ciò “non aumenterebbe materialmente la capacità di Apple di prendere di mira gli appassionati di musica”. Secondo l’Antitrust, infatti, i dati a cui avrebbe accesso l’azienda statunitense non sono unici e non garantirebbero un vantaggio rilevante alla nuova compagnia, considerato che i competitor potrebbero comunque accedere a database simili. 

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