Assange senza internet: l'Ecuador gli toglie connessione in ambasciata

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L'ambasciata di Quito a Londra, dove il fondatore di WikiLeaks è bloccato dal 2012, ha fatto sapere in una nota che la decisione è stata presa per la violazione degli accordi: Assange si era impegnato a non interferire negli affari di altri Paesi

Niente più connessione internet per Julian Assange. Il governo dell'Ecuador ha tolto al fondatore di WikiLeaks la possibilità di comunicare con l'esterno. L'annuncio con un comunicato diffuso via Twitter. Il provvedimento ha effetto immediato e la decisione è stata presa per prevenire interferenze del giornalista australiano negli affari interni di altri Paesi.

Le accuse sul caso Skripal

L'ambasciata di Quito a Londra, dove Assange si trova dal 2012, gli ha bloccato la connessione dopo che nei giorni scorsi il fondatore di WikiLeaks è più volte intervenuto su vicende politiche internazionali. Lunedì, prima di parlare sull'Italia con un'intervista rilasciata a Repubblica, Assange aveva commentato su Twitter l'espulsione dei diplomatici russi dall'Unione europea e le accuse britanniche a Mosca riguardo l'avvelenamento dell'ex colonnello del Kgb Serghei Skripal a Salisbury, definendole "diplomazia spicciola".

L'arresto di Puigdemont

Lo stesso giorno Assange aveva attaccato, sempre via Twitter, anche Spagna e Germania per il fermo dell'ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, parlando di un "arresto da Gestapo". Secondo il governo dell'Ecuador, questi comportamenti metterebbero a rischio le relazioni del Paese con Regno Unito, Stati Uniti e altri Paesi dell'Unione europea.

Quito minaccia altre misure

L'esecutivo di Lenín Moreno avverte che potrà adottare "altre misure" se Assange dovesse nuovamente interferire nelle relazioni dell'Ecuador con altri Paesi. Quito non ha specificato come il fondatore di WikiLeaks abbia mancato al suo "impegno scritto con il governo alla fine del 2017, in cui ha promesso di non pubblicare messaggi che interferiscono con il rapporto ecuadoriano con altri Stati", ma la concomitanza temporale con i tweet degli scorsi giorni lascia spazio a pochi dubbi.

Una lunga "prigionia"

Assange si trova nell'ambasciata ecuadoriana di Londra dal giugno 2012, dove ha trovato asilo per sfuggire all'estradizione in Svezia, dove era ricercato dalla fine del 2010 con l'accusa di stupro e violenza sessuale. Tale accusa è stata archiviata nel maggio 2017, ma a febbraio un tribunale di Londra ha rifiutato di revocare il mandato di arresto sostenendo che Assange non avrebbe rispettato le condizioni della libertà su cauzione. Quito ha concesso a fine 2018 la cittadinanza ecuadoriana al fondatore di WikiLeaks, ma Londra ha rifiutato di concedergli lo status diplomatico che gli avrebbe permesso di lasciare l'ambasciata senza essere arrestato dalla polizia britannica. E in caso di arresto il 46enne australiano rischierebbe l'estradizione e il processo negli Stati Uniti per la pubblicazione su WikiLeaks di segreti militari e documenti diplomatici top secret.

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