Da Uber al nipote di Lindbergh: ecco chi sta puntando sui taxi volanti

Tecnologia
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Dalle startup ai grandi gruppi: sono molte le società che nel 2017 hanno avviato o progettato i test per questa tecnologia di trasporto. Ma quando inizieremo davvero a usare questi velivoli urbani?

Il 2016 era stato l'anno dei droni, proposti in ogni settore, da quello degli strumenti di guerra a quello dei giocattoli sotto l'albero di Natale. E per restare tra gli oggetti che viaggiano senza toccare terra, si potrebbe affermare che il 2017 è stato invece l'anno dei taxi volanti. Tra prototipi e sperimentazioni più o meno concorete, l'idea di un velivolo da utilizzare per il trasporto urbano si è rifatta strada. Ma a che punto siamo? I taxi volanti sono davvero a portata di mano?

I primi test a Dubai

Quello che ambisce a diventare il primo servizio operativo di taxi volanti ha la sua base a Dubai. L'emirato ha avviato la sperimentazione testando una sorta di piccolo elicottero elettrico prodotto dalla startup tedesca Volocopter. È alto 2,15 metri e ha 18 eliche montate su una struttura circolare ampia 9,15 metri. Ha quindi delle dimensioni compatte, ma non proprio quelle di un'utilitaria. Come un elicottero, il taxi volante di Dubai ha poi un decollo verticale, e può percorrere 27 chilometri con una ricarica, con velocità fino a 100 km/h. Non sono certo numeri record, ma sarebbero più che sufficienti per un servizio cittadino. Il termine “taxi” non deve però trarre in inganno: non basterà una telefonata per averlo fuori dalla porta di casa. Il velivolo collegherà due aree di decollo e atterraggio e inizialmente sarà più un mini-elicottero più che un'auto volante. Al momento è necessaria la presenza di un pilota, che trasporterà un solo passeggero. Ma l'idea di Volocopter e delle autorità di Dubai è quella di avere dei droni-taxi, volanti e autonomi. Su questa evoluzione, però, non ci sono tempi certi.

Erik Lindbergh, questione di famiglia

Per la serie “dinastie volanti”, alla corsa partecipa anche Erik Lindbergh, nipote di Charles, il primo uomo a trasvolare l'Atlantico. La sua società si chiama “VerdeGo Aero” e sta sviluppando il prototipo del PAT200 (dove PAT sta per "Personal Air Taxi"). Non completamente elettrico ma ibrido, punta sul decollo verticale e ha delle ali capaci di assumere assetti diversi nelle differenti fasi del volo. Al momento può trasportare solo 230 chilogrammi e percorrere 65 km a una velocità massima di 240 km/h. Lindbergh è però convinto che, in un futuro molto prossimo, nelle città spunteranno stazioni di decollo e atterraggio e che i taxi volanti saranno sempre più utilizzati per evitare la congestione delle strade.

Uber e il taxi volante olimpico

Quando si parla di trasporto urbano e nuove tecnologie, c'è un nome che non manca quasi mai: Uber. La società ha stretto un accordo con la Nasa per la nascita di UberAIR, un taxi volante capace di trasportare quattro persone. I test, secondo i piani, dovrebbero iniziare nel 2020, per rendere poi il servizio operativo in tempo per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Anche Uber, come Volocopter, immagina un velivolo a decollo verticale, ma con più spazio a bordo e con una velocità molto superiore: 300 km/h. Troppo presto per avere indicazioni precise sui prezzi, anche se la società stima che possano essere paragonabili a quelli di una tratta analoga con UberX, il servizio di auto su prenotazione che oggi è sulle strade di molte città del mondo.

Le mosse dei grandi gruppi

La spinta verso i taxi volanti non arriva solo dalle startup (per quanto ricche e potenti come Uber). Anche i grandi gruppi del comparto aereo hanno iniziato a investire sui voli urbani. Airbus sta ad esempio lavorando al progetto "CityAirbus": i test sarebbero ormai imminenti, con la prospettiva di lanciare nuovi prodotti sul mercato tra una decina d'anni. Boeing ha invece acquisito, all'inizio di novembre, Aurora Flight Sciences, società specializzata in sistemi di volo autonomi. E la lista potrebbe allungarsi: Daimler, ad esempio, ha una quota di Volocopter, e Larry Page (uno dei due padri di Google) ha fondato Zee Aero e creato un sistema a metà strada tra una moto e un mini-idrovolante.

Le sfide future

Dire cosa succederà da qui ai prossimi dieci anni (l'orizzonte indicato dalla maggior parte della aziende) è complicato. L'idea di un'auto volante privata sembra ancora improbabile e la tendenza si sta orientando verso l'ipotesi di città disseminate di stazioni per velivoli a decollo verticale, come fossero fermate dell'autobus (anche se con corse molto meno frequenti). In questi due lustri, però, gli ostacoli da superare sono ancora molti. Dal punto di vista tecnico, servirà un'evoluzione dei motori elettrici e delle loro batterie. Non è ancora chiaro, poi, quanto si dovrà aspettare per viaggiare su velivoli autonomi (e quanto i passeggeri si fideranno). Infine c'è da risolvere un nodo normativo: oggi i voli vengono gestiti in modo molto minuzioso, ma una crescita del traffico chiamerebbe in causa il tema sicurezza, sopratutto perché i taxi volanti saranno sui maggiori centri urbani del mondo, sopra le teste di milioni di persone.

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