Droni: domande e curiosità

Un drone presentato nella Dronemasters Convention 2017 di Berlino (Getty Images)
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Quanto costa un drone? Si può costruire in casa? Serve una licenza? Ecco le risposte a questi e altri interrogativi

La diffusione dei droni è una tendenza relativamente recente, ma lo spettro delle loro applicazioni promette di allargarsi sempre di più e molto in fretta. Basti pensare alle consegne dei pacchi postali, alla possibilità di utilizzo per scopi agricoli, giornalistici, fino ad arrivare alle soluzioni in campo militare.

1. Cos'è un drone?

Per drone si intendono una pluralità di dispositivi aerei a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, non dotati di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo. Possono essere definiti "aeromodelli" se lo scopo è ricreativo o sportivo, altrimenti si parla di Aeromobile a Pilotaggio Remoto (Apr).

2. Quali sono gli utilizzi attuali?

L'utilizzo principale, se si parla di utilizzi ricreativi, è quello legato alla cattura di immagini aeree, tramite una fotocamera. Sono comunque in crescita numerosi altri impieghi di tipo commerciale come il monitoraggio dei campi coltivati e, presto, la consegna dei pacchi postali o la ricognizione finalizzata alla ricerca di persone disperse. Tecnologie di questo tipo sono utilizzate anche a scopi militari.

3. Si può costruire un drone in casa?

Si, è necessario munirsi di un kit apposito per farlo, contenente i pezzi necessari. Preparare da sé un drone è un buon modo per imparare come funzionano le sue varie componenti. Secondo l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac), un drone costruito in casa non necessita di particolari certificazioni: l'utilizzo è vincolato alle medesime regole dei droni già assemblati.

4. Quanto costa un drone di alta qualità?

Un drone di fascia alta non costa meno di 500 euro, ma per raggiungere i livelli più alti (con fotocamere ad alta risoluzione e facilità di utilizzo) si deve mettere in conto una spesa minima di un migliaio di euro, in modo da avvicinare esemplari top di gamma come il DJI Inspire 1.

5. Per usare un drone serve la licenza?

Secondo l'Enac non occorre nessuna licenza se lo scopo d'utilizzo è solo ricreativo.

6. I droni vanno registrati?

I droni devono essere registrati solo nei casi in cui vengano usati per motivi professionali. In tal caso "è necessario presentare una dichiarazione, nell'eventualità di operazioni non critiche, oppure ottenere un'autorizzazione per operazioni critiche. Sono necessari, inoltre, l'attestato per il pilota, un'assicurazione e, in particolari spazi aerei, un nulla osta all'occupazione dello spazio aereo", spiega l'Enac.

7. Come si ottiene e a cosa serve l'attestato di pilota di droni?

L'attestato di pilota abilita all'utilizzo di un drone fino a 25 chili ed è caratterizzato da classi (due fasce di peso) e tipologia del Apr (aeroplano, elicottero, multicottero o dirigibile). Viene rilasciato da un Centro di addestramento autorizzato dall'Enac al termine di un corso teorico di 16 ore, un corso pratico consistente in 30 missioni di 10 minuti ciascuna e il superamento di un esame. L'età minima richiesta è di 18 anni e l'attestato è valido per cinque anni, al termine dei quali occorre seguire un corso di aggiornamento. L'attestato è necessario per tutti gli scopi di volo eccetto quelli di puro svago (lavoro, ricerca, sperimentazione).

8. Quanto guadagna un pilota di droni?

Anche se non esistono ancora stime ufficiali in merito, il sito PayScale, fondato nel 2002 e specializzato nel fornire informazioni sugli stipendi delle attività lavorative nel mondo, ha calcolato una retribuzione media di 35 dollari all'ora. Molto dipende ovviamente dal livello di esperienza del pilota, visto che la distanza fra le figure più pagate e quelle meno specializzate è molto ampia (dai circa 37mila dollari l'anno fino a 225mila).

9. Dove si possono far volare i droni?

Anche in questo caso la risposta la fornisce l'Enac: "Gli aeromodelli che vengono utilizzati per motivi ricreativi, possono essere fatti volare di giorno in contatto visivo diretto al massimo a 200 metri di distanza e a un'altezza massima di 70: in questo caso non servono automatismi di volo su percorsi fuori dalla vista del pilota. Si possono utilizzare tali aeromodelli in aree non popolate: quindi sono da escludere i centri urbani e i parchi pubblici. Inoltre bisogna sincerarsi che non ci si trovi a meno di cinque km da un aeroporto”

10. Quella dei droni è una moda passeggera?

Sembra proprio di no. Visto lo sviluppo e i molteplici utilizzi è molto probabile che questa tecnologia permarrà per molto tempo a venire, sebbene nuove regolamentazioni potrebbero limitarne l'uso per il consumatore occasionale.





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