Introduzione
A dieci anni esatti dalla seconda positività che aveva segnato la sua carriera, il nome di Alex Schwazer torna nuovamente a essere associato alla parola doping. Il marciatore altoatesino, oggi 41enne e padre di due bambini, rischia ora non solo un nuovo procedimento giudiziario - che partirà in Germania, luogo del controllo, per poi estendersi anche all'Italia - ma anche la radiazione a vita dal mondo dello sport, ipotesi che prende corpo di fronte a un terzo caso di positività, evento molto raro per un singolo atleta.
Quello che devi sapere
Dal 2016 al 2016: una data che ritorna
Il 22 giugno 2016, alla vigilia della cerimonia al Quirinale per la consegna della bandiera in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, esplose la notizia della positività al testosterone. Oggi, 22 giugno 2026, a dieci anni esatti di distanza, arriva un nuovo verdetto analogo: Alex Schwazer è risultato nuovamente positivo al doping, all'eritropoietina, la stessa sostanza che aveva ammesso di aver utilizzato nel 2012 prima delle Olimpiadi di Londra. All'epoca - durante il fidanzamento con la pattinatrice Carolina Kostner, che subì a sua volta guai giudiziari per aver mentito al controllore della Wada che doveva testare Alex - l'atleta dichiarò poi di aver acquistato l'Epo in una farmacia ad Antalya, in Turchia.
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Le precedenti squalifiche e il percorso sportivo
La prima squalifica, nel 2012, fu di quattro anni; la seconda, nel 2016, arrivò a otto anni per via della recidività. Nel corso della sua carriera, Schwazer ha cambiato più volte guida tecnica: dagli esordi a Merano con Hans Ladurner, che lo instradò nel "tacco e punta", al passaggio alla "scuola del cammino" di Saluzzo sotto la guida di Sandro Damilano. Nel 2010 si era poi affidato a Michele Didoni, campione del mondo della 20 km nel 1995 e all'epoca suo collega nei Carabinieri (corpo da cui l'atleta si sarebbe congedato in seguito). Dal gennaio 2015 il marciatore era seguito da Sandro Donati, figura simbolo della lotta al doping, al cui fianco Schwazer avrebbe sostenuto la tesi del complotto dopo la seconda positività.
L'assoluzione del 2021 e il contenzioso internazionale
Nel 2021 il giudice di Bolzano, Walter Pelino, assolse Schwazer dall'accusa di doping, criticando fortemente le istituzioni internazionali, World Athletics e Wada (Agenzia mondiale antidoping). Parallelamente, i legali dell'atleta, primo tra tutti Gerhard Brandstaetter, avviarono anche un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per ottenere un risarcimento.
Il tentativo di rientro e le nuove gare
Escluso da Rio 2016 e impossibilitato a qualificarsi alle Olimpiadi di Parigi 2024 per lo scadere tardivo della squalifica, Schwazer era tornato in gara nel luglio 2024 nella "QAlex 20 km", senza però portarla a termine, anche a causa delle avverse condizioni meteo. La sua nuova società è la veneta di San Biagio di Callalta e anche l'allenatore è nuovo: Domenico Pozzovivo, ex ciclista professionista. Nel 2025 Schwazer gareggia in Veneto a maggio e a Bolzano a settembre. In quest'ultima uscita il campione olimpico della 50 km a Pechino 2008 - e campione europeo della 20 km a Barcellona 2010 - fa segnare una prestazione superlativa nei 10.000 metri su pista: con un tempo di 38'24"07 migliora il proprio primato personale dopo 14 anni, siglando il quarto crono assoluto di sempre. Nel frattempo, Alex aveva trovato impiego nello staff della preparazione atletica dell'Fc Suedtirol, squadra di calcio di serie B, e presso il reparto di fisioterapia e riabilitazione motoria (biomeccanica) all'hotel Palace di Merano.
Il primato nella maratona di marcia
Il 26 aprile 2026, ai Campionati tedeschi open di Kelsterbach, Schwazer ha stupito l'ambiente della marcia con un tempo straordinario nella maratona di marcia: 3 ore 01'55'', nuovo primato italiano sulla nuova distanza e tre minuti più veloce del tempo con cui il giapponese Hayato Katsuki aveva vinto i mondiali a squadre a Brasilia. Un risultato accolto con sorpresa da molti addetti ai lavori.
La nuova positività e l'avvio dell'inchiesta
Ora la notizia della positività all'Epo proprio in quella gara in Germania. Il caso è già stato trasmesso ai magistrati tedeschi, aprendo un nuovo capitolo giudiziario e sportivo che potrebbe segnare definitivamente la carriera del campione olimpico di Pechino 2008.
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