Doping, Epo: cos'è l'eritropoietina e i suoi effetti nello sport

Sport
©Getty

Introduzione

Le nuove accuse di doping nei confronti di Alex Schwazer hanno riportato l'attenzione sull'eritropoietina, nota anche con l'acronimo Epo. L'agenzia nazionale antidoping tedesca ha infatti avviato un procedimento nei confronti del marciatore azzurro, sospeso in via cautelare, dopo che durante i Campionati tedeschi di marcia su strada sarebbero state rilevate tracce di eritropoietina “sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue”. Ma che cos'è questa sostanza e quali effetti può avere sull'organismo?

Quello che devi sapere

Cos'è l'eritropoietina

Come spiega l'Istituto Superiore di Sanità in un documento dedicato alle sostanze e alle pratiche proibite, l'eritropoietina è una glicoproteina sintetizzata principalmente dai reni e responsabile della produzione dei globuli rossi. In ambito medico il suo utilizzo è legato al trattamento dell'anemia nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica. La sua funzione consiste nel regolare la produzione di globuli rossi, cellule fondamentali per il trasporto dell'ossigeno nel sangue.

541375980

Perché viene utilizzata nel doping

Proprio per la sua capacità di aumentare il numero di globuli rossi e quindi l’apporto di ossigeno ai tessuti, l’Epo può essere usata in modo illecito negli sport di resistenza. Una maggiore disponibilità di ossigeno ai muscoli può infatti aumentare la capacità di sostenere sforzi prolungati. Si tratta però di una pratica vietata e pericolosa, che non deve essere in alcun modo considerata un mezzo per migliorare la prestazione sportiva.

pubblicità

I possibili rischi per la salute

L'aumento dei globuli rossi comporta anche un incremento della viscosità del sangue. Questa condizione può favorire il rischio di trombosi, ictus e infarto.

La storia dell’eritropoietina

Come ricostruito in una scheda dell’Università degli Studi di Verona, la conoscenza dell’eritropoietina si è sviluppata lungo tutto il Novecento. Nel 1905 Carnot e Deflandre ipotizzarono l’esistenza di un fattore umorale, chiamato emopoietina, capace di regolare la produzione dei globuli rossi. Nel 1936 Hjort confermò l’esistenza di questo fattore, mentre nel 1950 Reissmann dimostrò il legame con la pressione di ossigeno. Un passaggio decisivo arrivò nel 1977, quando Miyake riuscì a purificare l’eritropoietina umana. Nel 1985 Lin e Jacobs riuscirono a isolare e replicare il gene dell'eritropoietina, sviluppando una linea cellulare in grado di produrre eritropoietina ricombinante umana. Nel 1989, infine, fu isolato il recettore dell’Epo.

pubblicità

Come viene individuata l’Epo

L’uso illecito di eritropoietina può essere individuato attraverso controlli antidoping specifici. Tra i metodi diretti rientrano le analisi sui campioni di urina, utilizzate per distinguere l'Epo esogena, cioè assunta dall’esterno, da quella prodotta naturalmente dall’organismo. I controlli possono riguardare anche altri tipi di campione, come sangue e siero.

Quali sono i livelli normali di Epo nel sangue

Secondo quanto riportato dall'Università degli Studi di Verona, i livelli normali di eritropoietina (EPO) nel sangue sono compresi tra circa 2 e 25 mU/ml. In presenza di ipossia, cioè di una ridotta disponibilità di ossigeno per i tessuti, la produzione dell'ormone può però aumentare, arrivando a valori anche 100-1000 volte superiori rispetto a quelli abituali. L'organismo regola questo processo attraverso un meccanismo sensibile alla quantità di ossigeno disponibile: quando il numero di globuli rossi e l'apporto di ossigeno ai tessuti tornano a livelli adeguati, la produzione di eritropoietina viene ridotta.

test
pubblicità

Eritropoietina: quando è utilizzata in ambito medico

Come spiegato sul sito dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, l’Eritropoietina Alfa (farmaco che riproduce l'azione dell'eritropoietina) è indicata nel trattamento dell'anemia sintomatica (carenza di globuli rossi) nei pazienti con insufficienza renale cronica e nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia in caso di tumori solidi, linfomi maligni o mieloma multiplo. Il farmaco può inoltre essere utilizzato per ridurre il ricorso alle trasfusioni di sangue in caso di interventi chirurgici ortopedici importanti.

pubblicità