Inchiesta arbitri, terminato dopo 4 ore interrogatorio Gervasoni. Rocchi non si presenta

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"Mi sono messo a disposizione del magistrato. Ho dato tutte le risposte che dovevo", ha detto il supervisore Var, che si è autosospeso ed è indagato per frode sportiva, al termine dell'interrogatorio davanti al Pm Maurizio Ascione a Milano. Gervasoni ha escluso “al 100%” una manomissione dell'audio della sala Var. Assente l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi: l'appuntamento è stato cancellato perché il suo legale non ha ritenuto di dover rispondere "al buio", avendo a disposizione pochi atti

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È durato circa quattro ore l’interrogatorio di Andrea Gervasoni, supervisore Var che si è autosospeso e che risulta indagato - come il designatore arbitrale Gianluca Rocchi - per concorso in frode sportiva, davanti al pm Maurizio Ascione a Milano. "Ho dato tutte le risposte che dovevo", ha detto Gervasoni al termine dell'interrogatorio in una caserma della Gdf. La sua difesa aveva già fatto presente che gli si contesta di essere "intervenuto su una partita di Serie B, quando lui era supervisore per la Serie A". Assente invece Gianluca Rocchi: dopo la rinuncia all'interrogatorio, comunicata alla Procura diretta da Marcello Viola, né l’ex designatore arbitrale né il suo legale Antonio D'Avirro devono presentarsi stamattina a Milano. L'appuntamento è stato cancellato perché la difesa dell'ex fischietto fiorentino non ha ritenuto di dover rispondere "al buio, avendo a disposizione solo tre scarne imputazioni, tra cui anche il caso Udinese-Parma con dentro una delle ormai note "bussate", e nessun altro atto.

Gervasoni ha escluso “al 100%” manomissione audio Var

Gervasoni, assistito dal legale Michele Ducci, risulta indagato per il caso Salernitana-Modena (rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var), ma potrebbe aver avuto un ruolo anche in Inter-Roma del 2025, essendo supervisore Var (episodio non contestato nell'invito a comparire). A proposito di questo match, dopo l’interrogatorio, Gervasoni ha commentato: una manomissione dell'audio della sala Var della partita Inter- Roma "la escludo al 100%". Secondo indiscrezioni di stampa, nell'audio mancherebbero tra i 50 e i 60 secondi rispetto alla registrazione originale della sala Var. "Mi sono messo a disposizione del magistrato e rimango ora in attesa. Ho dato tutte le risposte che dovevo", ha aggiunto. E ancora: "Ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione. C'è un'indagine in corso, rispetto il lavoro dei magistrati". Poi, a chi gli ha chiesto se ci fosse una faida tra arbitri, ha replicato: "Non rispondo a queste cose".

Avvocato di Gervasoni: "Non ha interferito in Salernitana-Modena"

Al termine dell'interrogatorio ha parlato anche Michele Ducci, legale di Andrea Gervasoni. "Abbiamo risposto sull'episodio di Salernitana-Modena: Gervasoni ha spiegato che non ha interferito in alcun modo", ha detto il legale. Ancora: "Lui era impegnato come Var in Serie A, dunque in una palazzina diversa rispetto a quella della Serie B: è difficile che abbia potuto insistere, non l'ha fatto. Era presente, ma non in quella sala". A chi gli ha chiesto spiegazioni sulla lunga durata dell'interrogatorio, il legale ha risposto: "Fai vedere il video, fai rivedere il video, senti quello che aveva da dire lui, senti il filmato, eccoci qua. E meno male che era una partita sola".

Le intercettazioni

Ad Andrea Gervasoni, nel corso dell'interrogatorio, in particolare sarebbe stata contestata un'intercettazione tra due persone da cui, secondo gli inquirenti, emergerebbe che Gervasoni sarebbe intervenuto con una delle ormai note "bussate" sulla sala Var per far modificare la decisione dell'assegnazione di un rigore, poi revocato, in Salernitana-Modena di serie B del 2025. L’'arbitro 50enne, su questo punto, si è difeso con un "dato fisico insuperabile": lui era in un'altra "palazzina" perché seguiva le partite di A.

Le indagini

Nelle ultime ore, intanto, son filtrate nuove indiscrezioni sull’indagine. Gli arbitri sentiti dalla Procura sono numerosi ma non in veste di indagati. Nel registro sono iscritti al momento solo Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva, Andrea Gervasoni, indagato per frode sportiva, Daniele Paterna (assistente VAR), indagato per falsa testimonianza, Luigi Nasca (ufficiale VAR), indagato per frode sportiva e Rodolfo Di Vuolo (AVAR), indagato per frode sportiva in concorso.

L’inchiesta

Nell'inchiesta, condotta dal pm di Milano Maurizio Ascione e dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf, sono stati ascoltati, tra i tanti, anche Doveri e Colombo. Dalle testimonianze di alcuni arbitri emergerebbe un “sistema” per le designazioni di Rocchi. Ad esempio si vuole fare chiarezza sulle scelte che hanno riguardato Andrea Colombo, per una trasferta dell’Inter a Bologna, e Daniele Doveri, messo ad arbitrare la semifinale di Coppa Italia dello scorso anno. Il quadro che emerge dall'inchiesta, al momento, è tutto interno al mondo arbitrale, con ex fischietti, come Domenico Rocca e Eugenio Abbattista, che hanno denunciato i meccanismi di giudizio dopo le partite e le “epurazioni”. I vertici della Procura hanno ribadito che, al momento, le squadre e i loro dirigenti sono estranei alle indagini e non sono nemmeno parti lese.  

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