Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026
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Olimpiadi, Rebecca Passler non è stata convocata per la staffetta femminile di biathlon

Sport
©Ansa

Riammessa ai Giochi dal Tribunale Nazionale Antidoping dopo essere stata sospesa per la positività al letrozolo, la biatleta altoatesina non è stata convocata per gareggiare insieme alle compagne azzurre Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e la campionessa olimpica Lisa Vittozzi

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Rebecca Passler non parteciperà alla staffetta femminile di biathlon alle Olimpiadi di Milano Cortina. La biatleta altoatesina, riammessa ai Giochi dal Tribunale Nazionale Antidoping dopo essere stata sospesa per la positività al letrozolo, non è stata convocata per gareggiare insieme alle compagne azzurre Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e la campionessa olimpica Lisa Vittozzi. Come aveva anticipato il ct della nazionale italiana di biathlon, Klaus Hoellrigl, Passler “ non si è potuta allenare, e quindi le sue condizioni vanno verificate”.

Il caso di Rebecca Passler

Dopo un controllo effettuato il 26 gennaio in cui era risultata positiva al letrozolo, l’atleta, sospesa dalla competizione, ha presentato ricorso e la Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia ha riconosciuto il “fumus boni iuris”. Secondo la consulente di parte, Passler avrebbe assunto "inconsapevolmente" il letrozolo a causa di un cucchiaio contaminato: la madre assumeva il farmaco a scopo terapeutico. Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia (Nadab) ha accolto il ricorso dell'atleta che "non era a conoscenza" del fatto che la madre assumesse quel farmaco e "l'abitudine consolidata di assumere a colazione entrambe la Nutella depone in maniera inequivocabile per una contaminazione accidentale".

Cio: “Sul caso Passler la responsabilità è della Wada”

Sul caso Passler si è espresso anche il Cio, sottolineando che la questione riguarda “la Wada” che “è responsabile dell'intero processo antidoping”, ha precisato il portavoce Mark Adams. “Ed è proprio una delle ragioni per cui, in qualità di organizzatori dei Giochi, abbiamo affidato questa responsabilità alla Wada", ha ribadito. Secondo Adams, si tratta di “un procedimento ancora in corso” che “non è ancora concluso e potrebbe andare avanti”. E ancora: “Penso che tutti abbiano diritto a un'udienza equa e talvolta possano esserci ottime spiegazioni per certi casi. Non è un caso in cui siamo stati coinvolti, perché cerchiamo di mantenere tutta la questione dell'antidoping separata dal Cio".

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