Juventus, offerta di Tether per acquisto del club. Elkann: "Nostri valori non in vendita"

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La società di criptovalute ha confermato attraverso il Ceo Paolo Ardoino la presentazione di un'offerta vincolante non concordata alla holding della famiglia Agnelli-Elkann. Da parte di quest'ultima, però, è arrivata una posizione abbastanza netta

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Nelle stesse ore in cui Exor, la holding della famiglia Agnelli Elkann, è sotto i riflettori per la trattativa in corso per cessione del gruppo editoriale Gedi ai greci di Antenna, si apre un fronte anche sul futuro della Juventus. In questo caso, però, è emerso come la società non abbia alcuna intenzione di vendere il club bianconero, di cui detiene il 65,4% del capitale, con un legame che dura da un secolo. Dopo i rumors sull'interesse del principe ereditario Mohammed Bin Salman, pronto a investire nella Juventus, nella serata di ieri è arrivato l'annuncio di Tether Investments, gigante delle criptovalute e già azionista della società bianconera con l'11,5%. 

Offerta per l'acquisto del 65,4% del capitale sociale

Tether ha reso noto - attraverso una mail da un indirizzo certificato, che trova riscontro anche in un post su X del Ceo della società Paolo Ardoino - di avere presentato al Consiglio di amministrazione di Exor un'offerta vincolante non concordata per l'acquisto di tutte le azioni Juventus di sua proprietà che rappresentano, secondo le informazioni pubbliche disponibili sul sito internet della società, il 65,4% del capitale sociale.

Le parole di Elkann

“La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni. Fa parte nel vero senso della parola, perché nel corso di un secolo, quattro generazioni l'hanno ingrandita, resa forte, accudita nei momenti difficili, festeggiata nei tanti momenti felici. Ma non solo: la Juve fa parte di una famiglia molto più grande, la famiglia bianconera, fatta di milioni di tifosi, in Italia e nel mondo, che amano la Juve come si amano le persone care". Lo ha dichiarato l'ad di Exor John Elkann in un video pubblicato sul sito della Juventus a seguito dell'offerta presentata da Tether per l'acquisizione delle quote della società bianconera. "Proprio pensando a questa passione, a questa storia d’amore che ci unisce da oltre un secolo, come famiglia continuiamo a sostenere la squadra e guardare al futuro, per costruire una Juve vincente. La Juventus, la nostra storia, i nostri valori non sono in vendita”, ha aggiunto Elkann. 

Chi è il Ceo di Tether Paolo Ardoino

"L’idea di entrare nel capitale della Juventus è nata qualche mese fa. Per portare una ventata d’aria fresca in questo settore e diversificare il nostro modello di business". Così, lo scorso febbraio, il Ceo di Tether Ardoino aveva commenttato in un'intervista al Sole 24 Ore l'ingresso della società che emette Usdt, la stablecoin più utilizzata nel mondo delle criptovalute, nel capitale sociale della Juve. A novembre del 2025, invece, Francesco Garino, espressione dell’azionista Tether che possiede una quota dell’11,5% del clubbianconero, era entrato nel Cda della Juventus segnando un altro passo in avanti. "Sin dall'inizio il nostro obiettivo è sempre stato quello di sostenere la squadra e riportarla alla gloria che merita. Come parte del nostro commitment, se questa transazione andrà a buonfine, Tether investirà 1 miliardo di euro nel club", ha spiegato su X Ardoino. Il Ceo di Tether ha 40 anni ed è originario di un piccolo paese dell’entroterra savonese, Cisano sul Neva. Ad aprile 2024 Ardoino spiegava al Corriere della Sera che era all'inizio era solo un"ricercatore informatico a contratto e sottopagato come tanti altri. E c’era pure da pregare per ogni rinnovo di assegno di ricerca". "Dopo due anni ho deciso di mollare tutto", proseguiva il suo racconto. "Ho scelto Londra per fare startup e provare a innovare un sistema finanziario che è molto antiquato, ancora appiccicato con spago e chewing-gum, quanto a processi e tecnologia. La mia fortuna è stata incontrare Giancarlo Devasini, un genio che ha cambiato la vita di milioni di persone". Dall'ottobre 2023 Ardoino è diventato amministratore delegato diTether, la piattaforma di stablecoin da 106 miliardi di capitalizzazione creata nel 2014 dallo stesso Devasini.

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