Australian Open, visto di Djokovic rifiutato: verrà espulso

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Il tennista serbo, numero 1 al mondo, avrebbe dovuto partecipare al torneo grazie a un'esenzione medica senza aver mai detto se sia vaccinato o meno contro il Covid: l’immunizzazione è infatti obbligatoria per giocare nello Slam. Dopo 8 ore bloccato in aeroporto a Melbourne, è stato informato dell'espulsione

Ancora un colpo di scena nella vicenda di Novak Djokovic: l'Australia ha deciso infatti di annullare il visto concesso al numero 1 del tennis mondiale per farlo partecipare all'Australian Open. Djokovic avrebbe dovuto prendere parte al primo Slam dell'anno a Melbourne grazie a un'esenzione medica: le regole dell'Australian Open prevedono infatti per i giocatori l’obbligo di vaccinazione contro il Covid-19, ma il serbo non ha mai fatto sapere se si sia immunizzato o meno. Nelle scorse ore Craig Tilery, direttore dell'Australian Open, aveva esortato Djokovic a rivelare il motivo dell'esenzione. Ora, secondo quanto riferisce il sito della Bbc, l'atleta - atterrato in Australia senza mai aver potuto allontanarsi dall'aeroporto - deve lasciare il Paese, forse già il 6 gennaio. I suoi legali intendono presentare appello, secondo quanto trapela da alcune fonti.

Djokovic bloccato in aeroporto

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Il serbo è stato bloccato per circa 8 ore all'aeroporto di Tullemarine (Melbourne), prima di essere informato che il suo visto è stato rifiutato e che sarà espulso. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente serbo Aleksandar Vucic, che ha accusato le autorità australiane di aver 'trattato male' il tennista.

Morrison: "Senza prove su esenzione sarà rimandato a casa"

Sul caso, il primo ministro australiano Scott Morrison era stato sin da subito chiaro: Djokovic "sarà rimandato a casa con il primo aereo se non sarà in grado di fornire prove sufficienti a sostegno della sua esenzione dalla vaccinazione". "Se queste prove sono insufficienti, allora non sarà trattato in modo diverso da qualcun altro. Non ci saranno regole speciali per Djokovic", aveva quindi aggiunto.

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"Sarebbe certamente utile se Novak spiegasse le condizioni in base alle quali ha chiesto e ottenuto un'esenzione", aveva detto ai media il direttore del torneo australiano, che è anche presidente della Federtennis australiana. "Lo incoraggio a parlarne con la comunità. Abbiamo attraversato un periodo molto difficile negli ultimi due anni e apprezzerei alcune risposte in merito", ha aggiunto. Tiley ha però negato che il numero uno del mondo abbia ricevuto un trattamento preferenziale per ottenere l'esenzione, durante un iter supervisionato dalle autorità australiane e da quelle dello Stato di Victoria. Un totale di 26 giocatori o membri del loro staff, sui 3.000 circa previsti in Australia, hanno chiesto un'esenzione e solo pochi di loro l'hanno ottenuta, aveva spiegato.

La vicenda

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Già vincitore di 20 tornei del Grande Slam, come Roger Federer e Rafael Nadal, Djokovic puntava con Melbourne al titolo che gli avrebbe dato il record. L'Australian Open, che inizia il 17 gennaio, è il suo torneo preferito: è a Melbourne che il serbo ha vinto il suo primo Grande Slam (2008), e nessuno ha vinto tanto quanto lui (nove edizioni). Da mesi "Nole" aveva messo in dubbio la sua partecipazione al primo Grande Slam dell'anno, proprio a causa dell'obbligo per i giocatori di vaccinarsi contro il Covid-19 per entrare in Australia e poter competere. Il 4 gennaio aveva annunciato di aver ottenuto un "esonero medico" che gli consentiva di effettuare il viaggio. La Federazione australiana si era rifugiata dietro il segreto medico per non spiegare questa esenzione. Ma il via libera aveva scatenato molte reazioni negative, in particolare da parte di alcuni giocatori che hanno denunciato un trattamento di favore nei confronti del serbo, che non ha mai fatto chiarezza sul proprio stato vaccinale e ad aprile dello scorso anno si era espresso contro la vaccinazione obbligatoria.

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