Nfl, i Washington Redskins cambiano nome e logo dopo le accuse di razzismo

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La storica squadra di football americano ha annunciato che toglierà i riferimenti ai 'pellerossa' che campeggiano sul suo simbolo. La decisione è arrivata a seguito delle proteste dell’opinione pubblica e sotto la pressione degli sponsor. Ancora da decidere il nuovo stemma

Una delle squadre più prestigiose della National Football League (Nfl) ha deciso che cambierà il suo nome e il simbolo a seguito delle accuse di razzismo. L’indiscrezione circolava da diverso tempo e il 13 luglio è diventata ufficiale: i Washington Redskins ritireranno il proprio logo. Il riferimento ai nativi americani, oggetto di accuse di razzismo da anni, non ha resistito all’ultima ondata di indignazione a seguito dell'uccisione, per mano della polizia, di George Floyd. Fondamentale, nella decisione di cambiare il nome della società, non solo la pressione dell’opinione pubblica ma anche la minaccia di abbandonare la franchigia di diversi sponsor, come FedEx che detiene i diritti sul nome dello stadio in cui disputa le partite casalinghe le squadra. Per quanto riguarda il futuro, è appena partito il processo di studio di un nuovo nome e un nuovo logo.

Redskins dal 1937

La franchigia, vincitrice di cinque titoli, due prima della fusione tra NFL e AFL e tre Super Bowl, nasce nel 1932 a Boston, Massachusetts, con il nome di 'Boston Braves'. L’anno seguente cambia il proprio nome in 'Boston Redskins' e nel 1937 si trasferisce a Washington D.C., città di cui prende il nome. Con la decisione del 13 luglio, la blasonata squadra che porta il nome della capitale, dopo 87 anni, ha deciso di abbandonare i propri simboli distintivi, che facevano riferimento chiaramente ai 'pellerossa'. Un richiamo che da anni gli attivisti per i diritti civili considerano fortemente razzista nei confronti dei nativi americani. La polemica, infatti, va avanti da molto tempo e nel 2013, l'attuale proprietario della franchigia, Dan Snyder, era arrivato a dichiarare che per rispetto della storia del club non avrebbe mai cambiato il nome, raccogliendo anche il sostegno del presidente Donald Trump, che ne ha più volte difeso la decisione in pubblico. Il tentativo di cambiare il simbolo, però, ha radici ben più lontane: già nel 1972, come ricorda il Washington Post, l’allora presidente della squadra, Edward Bennett Williams, si ritrovò a discutere con una delegazione di nativi americani proprio di un’eventuale cambio di nome.

Orgogliosi per i prossimi 100 anni

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Lo scorso 3 luglio, la squadra della Nfl aveva annunciato "una revisione profonda" dopo che lo sponsor dello stadio di Washington, FedEx, aveva preteso assieme a Nike e Pepsi il cambio del nome. Al termine del processo la società ha comunicato attraverso una nota che: "Oggi annunciamo il ritiro del nome e del logo Redskins dopo il completamento del nostro riesame". Aggiungendo che il proprietario "Dan Snyder e il coach Ron Rivera stanno lavorando insieme per sviluppare un nuovo nome e un approccio progettuale che rafforzerà la posizione della nostra franchigia orgogliosa e ricca di storia e ispirerà i nostri sponsor, i nostri fan e la nostra comunità per i prossimi 100 anni".

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