Monster - La storia di Lizzie Borden, arriva la serie sull'assassina Usa: cosa sapere
Serie TVLa quarta stagione dell’antologia di Ryan Murphy e Ian Brennan esce su Netflix il 17 settembre, e per la prima volta mette al centro della storia una donna. Si tratta di uno dei personaggi femminili più controversi della cronaca nera americana, accusata e poi assolta per gli omicidi del padre e della matrigna
Arriva il 17 settembre su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick) la quarta stagione di Monster, serie antologica creata da Ryan Murphy e Ian Brennan. Per la prima volta al centro della storia c’è una donna, Lizzie Borden, tra le figure più note e controverse della cronaca nera americana. L’allora trentenne, nel 1892 venne accusata e poi assolta per gli omicidi del padre e della matrigna.
Cosa sapere su Monster 4
Monster è una serie che, dal 2022, racconta le storie dei più famosi e pericolosi killer della storia. Dopo Jeffrey Dahmer, Lyle ed Eric Menendez ed Ed Gein, la protagonista scelta per la quarta stagione è Lizzie Borden, una donna nata nel 1860 negli Stati Uniti che venne accusata di aver ucciso a colpi d’ascia la famiglia. A interpretare la presunta assassina è Ella Beatty, figlia di Annette Bening e Warren Beatty, che ha debuttato come attrice nel 2024 con la serie Feud: Capote vs. The Swans. L’interprete principale, su Instagram, ha scritto di non riuscire a "credere" che lavorerà al fianco di "geni" come Rebecca Hall e Vicky Krieps. Tra gli altri membri del cast figurano Charlie Hunnam, Billie Lourd, Jessica Barden e Sarah Paulson.
Leggi anche
Lizzie Borden: la vera storia dietro la serie tv Monster di Netflix
Come avviene la scelta dei mostri di Monster
Al magazine Variety, nel 2025, Ryan Murphy ha spiegato che la scelta dei "mostri" non avviene in base ai crimini commessi, bensì agli interrogativi più ampi che essi sollevano riguardo alla società. Questo criterio li ha portati a escludere assassini molto noti come John Wayne Gacy e Joseph James DeAngelo, alias il "Golden State Killer". "Se si osservano quei crimini, quali temi emergono?", è la domanda dell’ideatore della serie, il quale ritiene che le vicende legate a nomi di quel tipo non pongano interrogativi "sulla società" poiché "appaiono troppo efferati" e "non abbastanza interessanti". Diversi sono i casi di Dahmer, Menendez, Gein e ora Borden.
Vedi anche
Monster: La storia di Lizzie Borden, il trailer ufficiale
Lizzie Borden e la filastrocca
Tornando alla quarta stagione della serie, gli otto episodi raccontano la vera storia di Lizzie Borden, accusata di aver ucciso la matrigna, Abby Borden, e il padre, Andrew Borden, a Fall River (Massachusetts) nell'agosto del 1892. Entrambe le vittime morirono in seguito a numerosi colpi di accetta alla testa e i sospetti ricaddero ben presto su Lizzie, che all'epoca dei fatti aveva 32 anni. La donna fu processata e assolta dall'accusa di duplice omicidio nel 1893. Sebbene Lizzie sia morta nel 1927 all'età di 66 anni, il presunto crimine ispirò una sinistra filastrocca: "Lizzie Borden prese un'accetta / e alla madre diede quaranta colpi; / quando vide ciò che aveva fatto, / al padre ne diede quarantuno".
Vedi anche
Monster: La storia di Lizzie Borden, il teaser trailer
La vera storia di Lizzie Andrew Borden
Lizzie Andrew Borden nacque nel 1860 a Fall River, nello Stato del Massachusetts. Il padre Andrew Borden era uno degli uomini più ricchi nella cittadina, proprietario di banche, fattorie e terreni. Allo stesso tempo l’uomo era estremamente avaro e costringeva la famiglia a vivere con estreme ristrettezze. Le due figlie, Lizzie ed Emma, vivevano in una depandance senza acqua corrente e servizi igienici e non avevano mai accettato la seconda moglie del padre, Abby Durfree Gray. L'avarizia del capofamiglia, inoltre, lo aveva portato a vendere il cavallo e la carrozza e nella stalla che possedevano erano rimasti solo i piccioni, a cui Lizzie era particolarmente affezionata. A seguito del furto di alcuni esemplari da parte di ladruncoli, Andrew Borden decise di abbattere gli uccelli rimasti. Questo causò un profondo dolore alla figlia, a cui poi si aggiunse la rabbia quando il padre decise di donare una casa alla sorella della seconda moglie. Poco dopo questi fatti, il 4 agosto 1892, in casa Borden furono trovati morti, uccisi a colpi di accetta, il capofamiglia e la consorte. In casa, oltre alle vittime, c’erano solo Lizzie e la domestica Sullivan.
Leggi anche
Monster: La storia di Lizzie Borden, il teaser della serie antologica
L’indagine sugli omicidi e l’assoluzione di Lizzie
La mattina del 4 agosto 1892 in casa erano rimaste solo Lizzie, Abby e la domestica, perché Emma era andata in visita da alcuni parenti e il padre Andrew era uscito con il fratello della prima moglie. L’uomo era tornato intorno alle 10:40. Alle 11:10 la domestica sentì Lizzie gridare perché aveva trovato il padre ucciso steso sul divano. In casa arrivarono un medico e una vicina che, ispezionando la casa, trovò anche il cadavere di Abby. Le teste delle vittime erano state colpite con numerosi colpi di ascia alla testa. Lizzie ipotizzò che un estraneo si fosse introdotto in casa e avesse ucciso i famigliari, ma l’autopsia accertò che Abby era morta almeno un’ora prima del marito, quando l’uomo non era in casa. Agli investigatori sembrò quindi improbabile che un estraneo si fosse nascosto in casa per un’ora aspettando di compiere il secondo omicidio. Accertato che in casa c’erano solo Lizzie e la domestica, l’accusa si concentrò sulla figlia di Borden che - si ritenne - era l’unica ad avere un movente poiché avrebbe ereditato la fortuna paterna, a differenza della domestica che non aveva alcun motivo di togliere la vita al suo datore di lavoro. In casa venne inoltre ritrovata l'arma dei delitto, un'ascia perfettamente ripulita, e Lizzie venne vista bruciare un vestito che sembrava essere quello indossato il giorno degli omicidi e non era stato più ritrovato. Durante il processo, però, l’avvocato della difesa fece notare che una donna non avrebbe avuto la forza necessaria per colpire con un’ascia ben 18 volte Abby e 13 Andrew. Oltretutto Lizzie era descritta come una ragazza dedita a compiere opere di beneficenza, insegnante di catechismo e particolarmente religiosa, caratteristiche che difficilmente vengono accostate a killer efferati. Queste motivazioni convinsero la giuria, che assolse l'imputata da tutte le accuse.
Leggi anche
American Horror Story 13, Ryan Murphy sul futuro della serie
Gli strani casi dei furti in casa e in una galleria
Poco prima dei delitti in casa Borden, il padre Andrew denunciò un misterioso importante furto di gioielli e denaro nell’abitazione, nonostante tutto fosse protetto e chiuso a doppia mandata. L’uomo, successivamente, ritirò la denuncia affermando di sapere chi era il ladro e che avrebbe risolto la faccenda privatamente. Tre anni dopo il processo per l’omicidio del padre e della matrigna, Lizzie fu accusata del furto di alcune porcellane da una galleria d’arte di Providence. Il proprietario non presentò però la denuncia, grazie a un accordo con la donna che era stata costretta a confessare il furto. Lizzie Borden, diventata ricchissima dopo l’assoluzione dagli omicidi, morì nel 1927.
Leggi anche
Le schegge, il trailer della serie tv di Ryan Murphy
Il primo processo mediatico e le curiosità su Lizzie
Il processo a Lizzie Borden fu tra i primi casi mediatici di cronaca nera. La vicenda fu seguita in tutto il Paese, con l’opinione pubblica spaccata tra chi riteneva la donna colpevole dei delitti e chi credeva alla sua innocenza. Rimasta a vivere a Fall River, la 32enne dopo l'assoluzione venne isolata dalla comunità. La sua casa è attualmente un museo e B&B. Dal trailer uscito ad agosto, si deduce che la serie si basi sull’ipotesi che Lizzie abbia compiuto i delitti con la complicità della domestica per sfuggire ai soprusi dei famigliari.
Leggi anche
Monster, Sarah Paulson forse sarà la serial killer Aileen Wuornos
Ryan Murphy sulla quarta stagione di Monster
Ryan Murphy ha rivelato che nella quarta stagione di Monster non si parla "solo di Lizzie, ma anche di altre donne tristemente note etichettate come mostri", citando aad esempio la contessa Elizabeth Báthory e Aileen Wuornos. "Sono molti i diversi 'mostri' che attraversano la stagione", ha detto. L’ideatore della serie ha poi specificato che i nuovi episodi raccontano la storia di "donne famose etichettate in un certo modo" con l’obiettivo di porre al pubblico la domanda: "Davvero, la pensate così?".