Il duplice omicidio di Lizzie Borden, la vera storia dietro la serie tv Monster di Netflix
MondoIntroduzione
La mania contemporanea per il true crime, alimentata da podcast, serie e libri, ha radici antiche. Tutto è iniziato simbolicamente in un giorno d'agosto del 1892 a Fall River, nel Massachussetts, quando la trentaduenne Lizzie Borden fu accusata di un delitto efferato, inaugurando la nostra inesauribile fascinazione mediatica per le storie di omicidi.
Quello che devi sapere
Il primo vero caso mediatico americano
La portata storica di Lizzie Borden va ben oltre il duplice omicidio. Il suo processo divenne il primo vero caso mediatico della storia americana, fungendo da apripista per ogni processo-spettacolo e dando vita a un'irrefrenabile fascinazione collettiva. Un caso emblematico, caratterizzato da un crimine brutale, un'assoluzione controversa e un silenzio durato fino alla morte. Non a caso Netflix le dedica il quarto capitolo della serie Monster, in uscita il 17 settembre 2026.
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Fall River e la famiglia Borden
Quando Lizzie Andrew Borden nacque nel 1860, Fall River era una cittadina industriale affacciata sull'oceano. Suo padre Andrew, fra i residenti più ricchi della zona grazie a proprietà terriere, banche e fattorie, non faceva però corrispondere a tale patrimonio un reale benessere domestico. A causa della sua nota avarizia, Lizzie e la sorella Emma abitavano in una dependance sprovvista sia di acqua corrente che di servizi igienici. Nate dal primo matrimonio di Andrew, le sorelle non avevano mai tollerato la seconda moglie dell'uomo, Abby Durfree Gray. Con il passare degli anni i rancori in casa si erano intensificati, alimentati da un clima di ostilità e piccoli dispetti quotidiani. Tra questi, il gesto di Andrew di abbattere i piccioni che Lizzie allevava nella stalla lasciò un segno indelebile nella psiche della giovane.
Il duplice omicidio del 4 agosto 1892
La mattina del 4 agosto 1892, le grida di Lizzie richiamarono l'attenzione della domestica Bridget Sullivan. Davanti ai suoi occhi si materializzò una scena orribile: Andrew Borden giaceva senza vita sul divano del salotto, mentre nella stanza vicina giaceva il corpo di Abby, i due erano stati massacrati a colpi d'ascia, diciotto fendenti inflitti all'uomo, tredici alla donna. All'interno dell'abitazione, durante l'omicidio, si trovavano unicamente la domestica, le due vittime e Lizzie, mentre la sorella Emma si trovava fuori città. Non c'erano tracce di effrazione né oggetti rubati, circostanza che spinse immediatamente gli inquirenti a mettere Lizzie nel mirino. Pochi giorni prima, Andrew aveva intestato una casa alla sorella di Abby, decisione che aveva irritato profondamente le figlie. Gli indizi e le prove indiziarie stringevano il cerchio attorno a lei: l'arma del delitto apparteneva alla famiglia e diverse testimonianze di vicini riferivano di aver visto Lizzie appiccare il fuoco a un abito il giorno dopo la strage. Nonostante il quadro accusatorio, una volta iniziato il processo l'opinione pubblica si spaccò in due.
Il processo che cambiò la cronca nera
Quel processo coincise con l'espansione della stampa di massa in America. La vicenda fu seguita in tutto il Paese e divenne il primo caso mediatico della storia americana. La difesa sostenne che una donna minuta e di buona famiglia non potesse compiere un massacro così violento. La giuria, composta da uomini, la assolse il 20 giugno 1893.
La vita dopo l'assoluzione
Lizzie, che assunse il nome di Lizbeth, rimase a Fall River ma fu isolata dalla comunità. Morì nel 1927 senza aver mai più parlato del delitto. La casa oggi è un museo e bed & breakfast, mentre la vicenda continua a generare adattamenti e interpretazioni.
Il ritorno di Lizzie Borden con Monster di Netflix
Netflix dedica a Lizzie Borden il quarto capitolo della serie antologica Monster, dopo le stagioni su Jeffrey Dahmer, i fratelli Menendez ed Ed Gein. La scelta chiude idealmente il cerchio: la donna che inaugurò la fusione tra crimine e spettacolo diventa protagonista di una produzione che analizza proprio quel meccanismo.
Un caso ancora senza verità
La responsabilità di Lizzie non è mai stata accertata. le teorie spaziano dall'intruso misterioso al coinvolgimento di Emma, fino all'ipotesi di un gesto isolato maturato in un contesto familiare oppressivo. L'incertezza è parte del fascino del caso, che continua a interrogare la cultura contemporanea tra cronaca nera e intrattenimento.
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