Widow's Bay, Katie Dippold racconta il dietro le quinte della serie tra brividi e risate

Serie TV

Vittoria Romagnuolo

Apple TV via Webphoto

L'ideatrice e sceneggiatrice della serie in streaming su Apple TV ha ammesso di aver cercato di catturare l'attenzione del pubblico del piccolo schermo con un mix di registri, spingendo sulle emozioni di certi racconti dell'orrore sentiti nell'infanzia che ancora la affascinano e la terrorizzano

Widow's Bay è una delle novità seriali del panorama della tv in streaming più chiacchierate di questa stagione, il merito è legato alla sua storia accattivante, a un cast di interpreti molto validi e alla scrittura, naturalmente, che si impone fin dai primi minuti come un mix di comedy e horror raro e ben riuscito. 
Il successo dello show, la cui prima stagione si è conclusa con la messa in onda del decimo episodio lo scorso 17 giugno su Apple TV, visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick, è legato alla scrittura di Katie Dippold, già sceneggiatrice di storie da brividi ma con risvolti da commedia, da Ghostbusters (2016) a Haunted Mansion (2023). 
Dippold, che è ideatrice dello show, ha parlato della genesi di Widow's Bay, una storia che spaventa e diverte, esattamente le sue sensazioni preferite quando si parla di un racconto da brivido.

La scrittura horror tra brividi e risate

Prima ancora di comprendere i misteri di Widow's Bay lo spettatore resta incollato allo schermo, attratto dai paesaggi dell'isola remota sulla costa del New England dove è ambientata la storia e dalle disavventure dei protagonisti, dei tipi umani che sembrano affrontare con una certa disinvoltura il proprio destino sull'isola maledetta.
Si ride fin dalle prime battute e questo è un altro dei motivi per cui lo show funziona e appare diverso dagli altri in circolazione nonostante si muova in territori non originali: le storie di folklore popolari che terrorizzano i piccoli come i grandi, a cui nessuno crede fino a quando non iniziano a verificarsi stranezze e fatti inspiegabili.
Kate Dippold ammette che è proprio la sua esperienza personale delle storie spaventose e l'universo horror, che la affascina da sempre, ad ever ispirato la scrittura della serie. 
La sua idea era quella di portare sullo schermo quella sensazione legata all'infanzia di quando voleva esplorare case disabitate nel New Jersey dove andava in vacanza, un'esperienza che le metteva paura al punto da dover ridere per scacciare lo spavento
La showrunner non voleva realizzare una serie cupa ma un racconto che fosse pieno di risate quanto di brividi
I personaggi e la trama sono sempre in primo piano nella scrittura che, però, non perde mai di vista il divertimento. 
La vera sfida della scrittura era trovare un punto d'equilibrio

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L'effetto nostalgia dello show

Da appassionata di horror e da scrittrice di copioni di genere, Dippold sa che uno degli elementi principali perché una storia sia coinvolgente è che sia credibile
Widow's Bay è stato concepito come un posto che potrebbe esistere, abitato da personaggi che si potrebbero incontrare, ha detto la showrunner a The Hollywood Reporter in un'intervista
Gli abitanti dell'isola sperimentano un isolamento che accresce la tensione, che non viene smorzata dall'intervento della tecnologia.
Non ci sono comodità per gli abitanti di Widow's Bay che sembrano collocarsi in una dimensione lontana dalla contemporaneità, che è già fonte di insicurezza.
Anche questa assenza di telefoni cellulari e il ritorno delle mappe nella storia e di altri elementi che appartengono ad un'epoca precedente a quella attuale, iper digitalizzata, è parte di quell'effetto nostalgia che la showrunner ha inseguito per la scrittura della serie, un racconto che smuove paure ancestrali, che ricordano un mondo antico che molti spettatori hanno vissuto da bambini

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