The Pitt 2, le anticipazioni degli showrunner sullo stato mentale e sulle sfide del Dr. Ro
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Il 4 luglio, dieci mesi dopo gli eventi della prima stagione, il dr. Robby è al suo ultimo turno di lavoro prima dei tre mesi sabbatici. Ma davvero, lascerà l'ospedale? Cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime puntate?
La prima puntata di The Pitt 2 si apre con il dottor Michael "Robby" Robinavitch (Noah Wyle) che va al lavoro in moto, col cielo azzurro sopra di lui e le sirene di un'ambulanza sullo sfondo, anch'essa diretta al Pittsburgh Trauma Medical Center. È il 4 luglio, dieci mesi dopo gli eventi del finale della prima stagione. Ed è, per il dr. Robby, l'ultimo turno di lavoro prima di un periodo sabbatico di tre mesi. Se ciò accadrà davvero, è tutto da vedere. Una cosa, però, è certa: la prima stagione è stata devastante, per lui, e la sua salute mentale ne è uscita compromessa.
Una calma apparente
Nei primi due episodi, Robby sembra essere stare meglio. Ma l'apparenza inganna. I produttori esecutivi della serie, R. Scott Gemmill e John Wells, intervistati da Deadline, hanno parlato dello suo stato mentale e delle sfide che lo attendono, a cominciare dal rapporto teso con Langdon (Patrick Ball) e dalle difficoltà della dottoressa Santos (Isa Briones).
"In The Pitt 2, vedremo cosa succede nella vita di Robby", ha detto Gemmill. "Come sapete, nel corso della prima stagione ha avuto un crollo nervoso e ha dovuto affrontare i suoi demoni per rendersi conto di aver bisogno d'aiuto, per via dello stress da post-traumatico mai affrontato dopo il Covid-19".
E se nella prima puntata sembra meno oppresso, la realtà è ben diversa. "Con il progredire della stagione, e con il passare delle ore, lo vedrete sgretolarsi un po' di più, e questo suo periodo sabbatico diventerà una preoccupazione per molte persone". Ma quindi, il periodo sabbatico se lo prenderà davvero? "Questo sembra essere il genere di pettegolezzo che circola al pronto soccorso: davvero il dr. Robby si prenderà il tempo di cui ha bisogno?", ha commentato Gemmill.
Il ritorno di Langdon
In The Pitt 2, torna Langdon. Scopriamo che è stato in riabilitazione per la sua tossicodipendenza, e che ora è tornato in ospedale in regime di libertà vigilata. L'atmosfera tra Robby e Langdon è però cambiata, il che è comprensibile vista la perdita di fiducia. "Alcuni sono felici di rivederlo, altri no. Alcuni si sentono traditi. Sta sicuramente facendo tutto il possibile per cercare di rimediare alla situazione e fare ammenda. Ma non tutti apprezzano il suo ritorno", ha anticipato Gemmill. Nei primi due episodi, Langdon non parla con la dottoressa Santos. Le cose cambieranno? "Questa è la grande sfida. La domanda è se riusciranno a raggiungere un punto di incontro che permetta loro di lavorare insieme. Il motivo per cui non interagiscono nei primi due episodi, è che lei lo evita di proposito".
Lo stesso personaggio della dottoressa Santos appare cambiato: se nella prima stagione era fredda e sicura di sé, ora sembra fuori forma, indietro col lavoro. "Il secondo anno di specializzazione è considerato uno dei più difficili: Santos non è ancora una vera e propria dottoressa, né ha tutta quell'esperienza o potere. Inoltre ha la responsabilità di altre persone", hanno spiegato gli showrunner.
Un tributo sincero a medici e infermieri
In The Pitt 2, ci saranno diverse scene crude. E inaspettate. Un paziente affetto da stitichezza verrà aiutato manualmente, di un altro si vedranno gli organi genitali. Il giornalista ha chiesto agli showrunner il perché di questa scelta. "Non stiamo cercando di disgustarvi. Medici e infermieri fanno ciò che deve essere fatto, e lo fanno per noi. Che si tratti di un vostro problema o di un problema altrui, sono loro che intervengono e fanno le cose che non volete fare. Quindi non stiamo cercando di sfidarvi a guardare lo show. Stiamo cercando di dire: questo è ciò che queste persone fanno per noi, perché sono lì quando abbiamo bisogno".