Marco Ligabue, l'album M.A.P.S.: "Il nostro stare bene passa attraverso la condivisione"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Il cantautore emiliano pubblica M.A.P.S. - Manuale Alternativo Per Sentire, un progetto diviso in due parti e sospeso tra due universi, la geografia del mondo esterno e quella del mondo interiore. L'INTERVISTA

M.A.P.S. - Manuale Alternativo Per Sentire è il nuovo album di Marco Ligabue e giunge a cinque anni di distanza dall'ultimo, è un viaggio senza destinazione, un progetto discografico che rappresenta un viaggio profondo e personale attraverso le emozioni e le riflessioni dell'artista. Diviso in due lati, la geografia del mondo esterno e quella del mondo interiore, ognuno con una propria identità e un tema dominante diventando un percorso personale e universale che invita a riflettere e a sentire. Non offre risposte o soluzioni, ma piuttosto un'opportunità di ritrovare la propria strada e di esplorare le emozioni e le riflessioni attraverso le parole dell'artista.

Marco partiamo dalla storia di M.A.P.S. Manuale Alternativo Per Sentire: come è nato e come ci hai lavorato?

Il disco nasce da una prima sfida artistica, quattro canzoni sui quattro elementi della Natura. E' nata in primis Anima in Fiamme pensando al fuoco e alla nostra scintilla interiore che nel tempo tende a spegnersi. Il mondo abbassa il volume di sogni ed emozioni e quella è stata una scossa che ha sbloccato l'idea, poi si è acceso il semaforo verde di Toc Toc Ecologico ha raccontato la terra, Il Vento dell'Estate l'aria e infine Quello che C'è che l'acqua ed è anche una delle mie canzono più spirituali e criptiche. L'acqua è un elemento vitale, da vita a piante e animali dunque ho ragionato sull'essenzialità. Dopo queste quattro canzoni della geografia esteriore sono entrato nel mio navigatore emotivo ed è partito il viaggio. L'acronimo del titolo è anche provocazione per una società sensibile a ogni notifica, alle chiacchiera che ci fa perdere la magia del sentire.

 

A proposito, nel titolo usi la parola sentire: secondo te è più profonda rispetto ad ascoltare?

Il sentire può essere la musica, le parole, lo stato d'animo: volevo parlare del sentire nell'ottica di recuperare la lentezza e staccarsi dalla velocità della vita e dalla notifica facile.

 

In Anima in Fiamme canti "stai sbagliando tempo e pure posto": ti senti parte di una generazione che, causa i lasciti delle precedenti, non ha trovato una sua identità ben definita?

Il tempo che è arrivato non è forse quello che aspettavo soprattutto nel dopo covid quando pria ci dicevamo che dopo andrà tutto bene e ne usciremo migliori. Invece stiamo andando verso un individualismo sfrenato che non rispecchia la mia visione. La vita è fatta anche di solitudine e di serate in una balera, in mezzo agli altri.

 

Il Vento dell'Estate mi ha ricordato La Luna e i Falò di Cesare Pavese: sosteneva che devi avere un luogo tuo, delle radici, perché se anche tu sei lontano loro ti aspettano. La canzone scorre tra voglia di andarsene e il costante restare. Oggi che hai 55 anni dici che aveva ragione la nonna oppure vorresti nuovi giorni da arredare in altri luoghi?

E' un dubbio che non ho risolto. Uno nasce e ama posti, amicizie, portici, campagne, sono luoghi che danno sicurezza. Quasi ogni giorno mi chiedo se è giusto che la mia vita sia sempre qua o sarebbe meglio cambiare aria, ho tirato fuori i tormenti tra il restare e l'andare, Nel 2025 ho fatto 109 spettacoli e ho bisogno di un luogo dove tornare. Il dilemma è cedere alla tentazione o no?

 

Quando vedi un semaforo verde e pensi al tracollo ambientale ti chiedi se sei colpevole o vittima? Hai una risposta?

Il verde in città ormai lo trovi solo, ironicamente, in un semaforo. La canzone nasce leggendo sul cellulare del marzo più caldo di sempre. Perché si va avanti e non ci allarmiamo sulla nostra prima casa ovvero la casa terra? E' una botta di coscienza, da papà ti dico che l'orizzonte è quello dei mie figli. Io il mio lo faccio ma forse non è abbastanza: uso l'auto elettrica, il fotovoltaico, faccio la raccolta differenziata ma non basta, serve uno spostamento di coscienze. Dal vivo è la più applaudita, tocca le coscienze ma manca la potenza della gente che vuole riprendersi il pianeta.

 

In Quello che C'è dici "chissà se Dio è tra la gente": sei credente? Pensi che la Fede oggi, a qualunque religione appartenga, sia una latitante?

Vorrei esserlo ma mai ho trovato il bandolo. Credo a una entità superiore e vorrei farci due chiacchiere. La ricerca è continua e mi chiedo se Dio è tra gente perché permette cose così tremende e si dimentica di noi?

 

"Vorrei ripararti dai veleni della gente" dici in Spacca il Cielo. E' sicuramente una canzone di protezione ma ti chiedo anche quanto è importante proteggere se stessi e le persone care dagli hater e da chi spia nelle vite degli altri.

La canzone nasce per fare la conta delle persone vicine. La condivisione è importante e le persone con cui condividere sono sempre meno ma quando le hai è importante condividere i momenti speciali della vita. Ecco perché spacchi il cielo se hai qualcuno importante a fianco. Avrei voglia di pubblicare sui social foto con mio figlio Diego, che ha quattro anni e mezzo, ma mi vengono i dubbi, oggi senti cose così brutte che penso che potrei metterlo in pericolo.

 

La tua L'Ultima Notte mi ha ricordato L'Ultima Luna di Lucio Dalla: il concetto di ultimo è la speranza che ci salva a fior di pelle?

la ho scritta perché dopo il covid si è perso il concetto di notte. Per me è passione, sesso, amore, combriccole strane con le quali ritrovare se stessi, sono le pulsazioni forti della vita. Ecco perché ne vale la pena. Se fosse l'ultima la morderei a fior di pelle tra fisicità, improvvisazione e vibrazioni.

 

Se avessi colto il concetto di una vita diversa, oggi chi sarebbe Marco? Il tuo piano B dove ti avrebbe diretto?

Da piccolo mi sono sempre visto nella musica, anche come giornalista. Vorrei fare un mestiere artigiano, sono tra le persone più felici quelle che fanno un lavoro fisico: nonostante le problematiche quotidiane ti lascia più sereno e leggero.

 

"Il matto del paese che racconta le sue imprese" sempre in Una Vita Diversa mi ha ricordato Diogene di Sinope che nella notte girava con una lampada cercando l'uomo: siamo ancora così lontani dall'umanità 2500 anni dopo?

L'umanità sembra perdere colpi, non c'è più il bar di paese. In questa situazione c'era il matto che era senza filtri, era gli anticorpi per vivere in comunità. E' la libertà, è uscire dal giudizio della parole e dal bigottismo.

 

Quando chiedi a un amico come sta e risponde tutto bene...ti irriti perché è falsità o lo abbracci perché anche se non è così merita sostegno?

E' quasi peggio. Non ti viene da chiedere se ne è sicuro, la maggior parte si ferma a un tutto bene platonico. Questo lo rimprovero al sistema: diciamoci le cose, vorrei essere più libero di confidarmi. Ho tolto ruggine ai rapporti inchiodati sull'apparenza: le nostre sono vite di alti, bassi e difetti e non sempre non va tutto bene anche se lo si dice.

 

Le canzoni Inglesi è il brano con cui chiudi l'album: se tu avessi la macchina del tempo in che epoca vorresti andare e chi vorresti essere?

Non lontano, vado nel 1988, vado a Londra ascoltando già la musica che lì si suona, era una capitale con la musica che girava ventiquattro ore, è la mia Gardaland. E' il momento del tutto è possibile, io mi innamoravo quaranta volte al giorno, ogni ragazza che mi guardava la amavo. Vorrei essere per 24 ore Elvis Presley, secondo me più rivoluzionario dei Beatles. Lui ha spostato la musica dall'America bigotta degli anni Cinquanta e la ha fatte eccitare col suo un approccio fisico.

 

Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?

ho ancora qualche presentazione, poi ad aprile mi prendo una pausa e a maggio si riparte con i concerti open air fino all'autunno con le date che si moltiplicano ogni giorno.

 

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