Oba presenta Qual è la tua Mossa?: "Non è facile ma cerco spazi con le mie possibilità"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

L'artista brianzola mette a confronto, e condivide, le sue anime attraverso due canzoni che sono sfidanti musicalmente, testualmente ma soprattutto intimamente. L'INTERVISTA

Oba è tornata con Qual è la tua mossa?, due brani che hanno la compiutezza di un album e mettono in scena un esperimento emotivo più che una semplice uscita musicale. Due personaggi, la mosca bianca e la mantide, due brani, nessuna morale. Il concept Qual è la tua mossa? è una domanda che Oba, ovvero Giulia Alborghetti, prima di tutto a se stessa. Arriva sempre un momento in cui restare neutrali è già una scelta. Devi guardare ogni lato di te stesso e decidere come usarlo. Da lì in poi non puoi più fingere di non sapere. I due brani, Mosca Bianca e Mantide, incarnano comportamenti umani portati all’estremo: vulnerabilità contro potere. Immobilità contro dominio. Chi osserva è chiamato a scegliere e prendere posizione, anche quando la scelta è scomoda. Come ha sempre fatto, l’artista interpreta fisicamente entrambi i personaggi, trasformando il pop in corpo, gesto, presenza. Mosca Bianca si ferma, rallenta, si sottrae. Mantide osserva, seduce, controlla e colpisce quando l’altro sbaglia. 

Giulia partiamo dalla fine ovvero dalle due anime raccontate in Qual è la Tua Mossa? Come sono nate le canzoni? Perché proprio loro?

Sono nate separate e non, originariamente, per diventare un progetto unico ma scrivendole ho scoperto che dialogavano tra loro, sono due archetipi umani opposti. Sono state nel cassetto per un po', le ho fatte maturare per dare un senso compiuto al progetto. E' un dittico musicale visivo con un habitat definito essendo due insetti che entrano nel mio mondo visivo dove mescolo regia, scenografia e artigianalità.

 

Come è andata sabato scorso la sfida tra Mosca Bianca e Mantide al Gioco dell'Oba?

Ha vinto la mantide perché come tutti sappiamo la mosca è pura ma le mantidi sono più affascinanti e furbe, sono manipolatrici.

 

Visto il conflitto interiore e al di là del gioco di parole non era meglio Risiko?

Interessante la proposta ma preferisco l'osservazione alla Grande Fratello, quindi c'è una osservazione esterna e un giudicare come se gli osservati non fossero parte di noi. Immagina una teca con dentro tutto.

 

Tra le caratteristiche della Mosca Bianca c'è la non reattività: è sintomo di vulnerabilità oppure non reagire è la mossa vincente per sfiancare la Mantide e costringerla alla resa?

La mosca ha già subito e sa come reagire alla mantide, ha imparato la lezione e ora ha una posizione sana.

 

E perché la pulizia delle mani come mossa?

E' la mossa reale della mosca se ci pensi. Ed è anche un lavarsi le mani in generale.

 

Passiamo alla Mantide: quanto oggi essere seduttiva è vincente?

Lo è e si vede per come funziona la società e per come vanno le cose a partire dalle relazioni e dagli schemi sociali.

 

Quando definisci l'impulsività un punto debole è un messaggio a te stessa?

Non è un punto debole, dipende dai contesti, per me è positivo, se ragionassi troppo non farei queste pazzie. Osservo molto, in generale.

 

Restiamo alla Mantide che cancella le sue pagine: tu le pagine del tuo viaggio artistico le riscriveresti tutte oppure qualcuna vorresti fosse dimenticata?

Qualsiasi periodo è una fase che aiuta la costruzione-gavetta di un progetto. Anche se una fase non mi rispecchia più...rispecchia quella che sono stata.

 

La Mosca bianca ha trovato la sua casa?

Lei è la casa. E' dove ritrovi la calma quando esci dallo sciame di schifo che ci circonda.

 

Mantide viene dal greco mantis che significa profeta e indovino: la Oba mantide ha queste caratteristiche?

Si e no. Mi piace giocare, il mio occhio è più sul presente e sul passato, le situazioni le raccolgo e poi le proietto sul futuro.

 

Mosca bianca invece viene dal latino ma si è diffuso nel Medio Evo: quando è l'ultima volta che ti sei sentita tale e l'ultima che hai contrato una persona che era per te una mosca bianca?

E' uno schema che si ripete, mi è capitato di riconoscerle in gruppi di mantidi. E' raro e poco frequente ma può accadere. Tutte le persone con cui lavoro mi danno questa energia e libertà. Essere mosca bianca è uno stato dell'anima, è energia.

 

Un tuo precedente brano era Catarsi, ovvero liberazione. Il video lo racconta bene quando i protagonisti diventano colorati. Oggi in cosa ti senti una giovane donna libera e in cosa ti senti imbrigliata nelle convenzioni?

La società ci imbriglia, e parlo al femminile, ci ostacola nell'esprimerci, non ci sono spazi per farlo ma la libertà è e tirare diritto farlo lo stesso. Gli spazi me li costruisco con le mie poche possibilità.

 

In Mela Avvelenata ti definisci un incubo romantico: in cosa sei incubo e in cosa romantica?

In quel periodo erano interconnesse, il romanticismo era terribile e con un risvolto negativo. Oggi la prospettiva è cambiata ma resta una questione di scelta.

 

Tutti conoscono i cinque sensi, pochi i sette che sono calore, equilibrio, movimento, linguaggio, pensiero, vita e sé. Li hai pianti nell'autunno 2024: oggi ci hai fatto pace?

Adoro piangere, premetto, poiché versare lacrime è una espressione dell'anima e spero di non smettere mai. Ancora oggi ci piango volentieri.

 

Sai cucinare? quale è il tuo piatto forte?

Sono bravissima, mi piacciono le cose esotiche poiché riguardano la mia personalità. Ragiono o sulla cucina indiana o su quelle orientali e in assoluto cucino per le persone non per me stessa.

 

Quale è il capo di abbigliamento cui non sai dire di no?

La scarpa col tacco.

 

Vacanze è mare o montagna? E hai un luogo del cuore?

Il punto di riferimento è la casa stregata di mia nonna sulle colline del pavese. La tipologia forse è il mare.

 

L'ultimo libro che hai letto e che ti ha emozionato?

Haruki Murakami e il libro è Norwegian Wood (Tokyo Blues) le cui pagine mi trasmettono impressioni disturbate, anche per come è scritto.

 

La sera sul divano davanti alla tv: film o serie tv? E un titolo iconico?

Sono fan di Black Mirror, mi fa volare, l'impatto psicologico sulle persone è potente.

 

Se avessi la macchina del tempo chi vorresti essere e dove vorresti tornare?

Non troppo indietro, negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso e fare quello che faccio ora ma con quei costumi.

 

Alla fine possiamo dire che la mosca bianca ha completato il suo percorso per trasformare le fragilità in affermazione?

Si, è esattamente così.

 

Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica? Dimenticavo: perché ti chiami Oba?

La storia di Oba fa ridere e nasce casualmente: con gli amici ci siamo messi a parlare di un mio nome d'arte ed è venuto Oba come diminutivo di Obama, abbiamo iniziato a graffitarlo, abbiamo cercato su internet i vari significati, dallo stupore a una regina africana. A livello artistico ho scritto tanto, continuerà il Gioco dell'Oba e sto valutando la confezione per produrne una formula che chiunque possa avere a casa propria.

 

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