Gomorra - Le Origini, di sogni e di ambizioni. Recensione dell'episodio 2

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Gabriele Lippi

Gabriele Lippi

Foto di Marco Ghidelli

Mentre Angelo cerca la sua libertà, Pietro e Imma si conoscono meglio. Il secondo episodio della serie Sky Original disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now dal 9 gennaio

Dopo un primo episodio che ci ha introdotti tanto ai personaggi quanto alle ambientazioni (LA RECENSIONE), il secondo di Gomorra – Le origini, serie Sky Original prequel di Gomorra – La serie prodotto da Sky Studios e da Cattleya, parte di ITV Studios (in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW), comincia con una scena d’azione: un inseguimento in mare aperto che trasporta gli spettatori nel mondo del contrabbando di sigarette, insieme al boss di Napoli Don Corrado e ad Angelo ‘A Sirena. È una sequenza frenetica e adrenalinica che funge anche da espediente narrativo per mostrarci la crescita delle ambizioni di Angelo, al centro di questo secondo episodio insieme alle scelte di Pietro.

Un mondo fatto di rituali e apparenze

Quello di Gomorra è un mondo in cui si vive al limite, ma è anche un mondo fatto di rituali e apparenza. Come quella da tenere a un funerale, non importa chi sia il morto, non importa come sia morto, non importa nemmeno se chi lo ha ucciso ne porta la bara. Da una parte c’è il dolore delle famiglie, dall’altra la sfacciataggine della criminalità, che ha le sue regole precise e non può concedere niente ai sentimentalismi. E se il mondo degli adulti appare sporco e ipocrita, quello dei bambini è – almeno per ora – ancora fondamentalmente ingenuo e fatto di sogni. Sono i sogni di Pietro, che racconta di Imma agli amici e non vuole arrendersi alle differenze sociali che lo separano dalla ragazza che prende il 16, suona la chitarra, vuole trasferirsi a New York.

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Angelo e Imma, i due magneti di Pietro

Angelo e la criminalità da una parte, Imma e tutte quelle opportunità negategli dalla vita dall’altra, sono le due forze che attraggono Pietro. Opposte sulla carta ma destinate a incrociarsi nel destino del giovane Savastano, che sceglie di seguire il primo per poter migliorare la sua condizione e raggiungere la seconda. D’Amore concede grande spazio ai sentimenti dei suoi personaggi in questo episodio: la rabbia di Angelo, l’amore di Pietro, quello di Lello e Rosalba. E il punto in cui si incontrano, la voglia di emergere, di liberarsi dal giogo della miseria, che in un parallelo mistico finisce per essere rappresentata da un calice liturgico e dall’invito a un battesimo, una di quelle offerte che non si possono rifiutare, anche a costo di rischiare tutto.

L'ascesa di un nuovo boss

L’alternanza tra una certa tenerezza adolescenziale e la più cruda efferatezza morale è il cuore di questo romanzo di formazione criminale che è Gomorra – Le origini. E ancora una volta l’epilogo dell’episodio ci riporta tra le mura e sotto le docce del carcere di Poggioreale, luogo di punizione che più che fermare il crimine lo alimenta, ad assistere a un’altra istantanea dall’ascesa al potere di una figura a metà tra il boss e il sacerdote di una nuova fede apocrifa, fatta di violenza e preghiera quasi in egual misura, predicata da un uomo dal sorriso affilato e lo sguardo allucinato, apparentemente innocuo ma concretamente letale.

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