È uscito il trailer della seconda stagione di The Cuphead Show

Serie TV

Manuel Santangelo

Dal 19 agosto saranno  disponibili su Netflix (visibile anche su Sky Q e tramite la app su Now,)  12 nuovi episodi che formeranno la seconda stagione della serie animata tratta dal videogioco Cuphead. Preparatevi quindi a ritornare nelle Isole Inkwell per quello che è prima di tutto un grande omaggio all’animazione classica

Quando venne annunciata l’intenzione di creare una serie animata tratta dal videogame Cuphead la sfida sembrava affascinante ma anche più complicata di quanto potesse apparire a un primo sguardo. La creazione dello Studio MDHR aveva infatti già un’estetica unica e sembrava di fatto un “cartone giocabile” ma peccava per la mancanza di una trama vera e propria. D’altronde si trattava di un classico videogioco “run & gun”, in cui era sufficiente creare un pretesto per far arrivare i protagonisti alla fine dei coloratissimi livelli.

 

Il successo di The Cuphead Show è quindi da spiegare anche con la capacità di essere riusciti a passare senza traumi dal medium videoludico a quello televisivo, creando una trama in grado di arricchire un immaginario già visivamente ricchissimo. Personaggi che erano stati solo abbozzati in origine sono stati infatti sviluppati anche attraverso la creazione di divertenti backstory, pensate ad hoc per renderli più che semplici comprimari o antagonisti da sconfiggere, si pensi in questo senso all’evoluzione di King Dice o alle rane pugili Ribby e Croaks (che in The Cuphead Show diventano gli eleganti proprietari di un casinò su una nave).

I 12 nuovi episodi della serie, disponibili dal 12 di questo mese su Netflix, si muovono quindi nel solco già tracciato tra personaggi vecchi e nuovi con un ritmo sempre più indiavolato (non solo perché il cattivo principale si chiama Satanasso).

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Il riflessivo Mugman e il vivace Cuphead sono di nuovo i protagonisti di un cartoon in cui il divertimento dello spettatore sembra la cosa più importante. Anche i nuovi episodi hanno infatti una durata tutto sommato breve, al massimo di quindici minuti, e presentano al loro interno spesso numeri musicali per rendere il tutto più leggero agli occhi di chi guarda. Si tratta di un tipo di formato che non eravamo quasi più abituati a vedere nelle serie di animazione moderne ma d’altronde Cuphead, prima come videogioco e poi come serie, nasceva proprio con l’idea di essere un dichiarato omaggio ai cartoni animati degli anni Trenta e Quaranta. Anche nei nuovi episodi aspettatevi quindi di ritrovare copiose citazioni ai cortometraggi Disney e Warner Bros di quegli anni ma soprattutto ai lavori dei Fleischer Studios che in quegli anni, tra Betty Bop e Braccio di Ferro, hanno contribuito a formare la nostra idea di come debba essere un cartone animato.

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In un mondo dell’animazione che sempre più si sforza di creare contenuti maggiormente adulti, Cuphead ci ricorda quanto sia piacevole lasciarsi prendere da uno show che si “accontenta” di regalarci un quarto d’ora di divertente comicità slapstick senza pesantezza. Dopo aver trasformato Castlevania in un (inevitabilmente) violentissimo cartoon, Netflix dimostra di nuovo che da un videogame di successo può essere tratta una serie di qualità senza snaturare la fonte d’ispirazione originale. Senza dimenticare il fatto che The Cuphead Show permette anche ai più piccoli di apprezzare un universo che altrimenti farebbero fatica ad abbracciare, vista la difficoltà abbacinante del meraviglioso videogame da cui è nato (che continua a ricevere espansioni in forma di DLC).

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