Christian: trama, trailer, cast. Quello che c'è da sapere sulla nuova serie tv Sky

Serie TV

La serie in sei episodi, prodotta da Sky e Lucky Red in partecipazione con Newen Connect, sarà in onda dal 28 gennaio su Sky e NOW. Diretta da Stefano Lodovichi – anche produttore creativo - e Roberto Saku Cinardi,  è un supernatural - crime drama. Nel cast: Silvia D’Amico, Giordano De Plano, Antonio Bannò, Francesco Colella, Gabriel Montesi, Lina Sastri e Claudio Santamaria

 

Christian (Canneseries, la serie tv Sky Original Christian vince il premio per Best Music), una produzione Sky e Lucky Red in partecipazione con Newen Connect, arriverà il 28 gennaio 2022 su Sky e in streaming su NOW. 


Commissionata da Sky Studios per l’Italia, Christian (LE FOTO DEL CAST) è un supernatural – crime drama con il vincitore del David di Donatello Edoardo Pesce (Dogman) protagonista nel ruolo del titolo, quello dello scagnozzo di un boss della Roma di periferia a cui compaiono all’improvviso delle stimmate con le quali inizierà a fare miracoli. Selezionata in concorso al CanneSeries, vetrina fra le più importanti e prestigiose per le serie TV a livello internazionale, dove ha vinto il premio a Giorgio Giampà per le musiche originali, la serie è creata da Valerio Cilio, Roberto “Saku” Cinardi e Enrico Audenino, da un’idea di Roberto “Saku” Cinardi, e liberamente ispirata a Stigmate, la graphic novel di Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti edita da Logos Edizioni. Le sceneggiature sono di Valerio Cilio, Enrico Audenino, Renato Sannio e Patrizia Dellea.  

il cast 

Accanto a Edoardo Pesce nel cast: Silvia D’Amico (Non essere cattivo, The place, Hotel Gagarin) nei panni di Rachele, una ragazza problematica vicina a Christian; Giordano De Plano (Padrenostro, La terra dell’abbastanza, Paz!) è Lino, il boss locale, quasi un fratello per Christian essendo i due stati cresciuti dalla stessa donna, Italia; Antonio Bannò (Romulus, Suburra – La serie) nei panni del figlio di Lino, Davide, erede dell’impero del padre e miglior amico di Christian; Francesco Colella (Padrenostro, Piuma, ZeroZeroZero) interpreta Tomei, il veterinario del quartiere che arrotonda curando e cucendo quelli che ne hanno bisogno e non possono andare in ospedale; Gabriel Montesi (Favolacce, Romulus, Speravo de morì prima), che interpreta un amico della compagnia di Christian e Davide, Penna, un piccolo malvivente che lavora per Lino; Lina Sastri (Napoli Velata, Passione, Ecce Bombo) in quelli di Italia, la madre di Christian. E con il vincitore del David di Donatello Claudio Santamaria (Freaks Out, Gli anni più belli, Lo chiamavano Jeeg Robot), che in Christian interpreterà Matteo, un postulatore del Vaticano all’ossessiva ricerca di qualcuno che abbia reali poteri taumaturgici. 

la sinossi

approfondimento

Christian, il teaser trailer della serie tv con Edoardo Pesce

Christian è un energumeno di circa quarant’anni che vive facendo il lavoro sporco per conto di Lino, boss del gigantesco “Città-Palazzo” in cui vivono entrambi, insieme ad Italia, la madre di Christian, malata di Alzheimer da molti anni; Davide, figlio di Lino e grande amico di Christian; Rachele, giovane vicina di casa di Christian tossicodipendente; Tomei, disilluso medico clandestino del quartiere; Penna, Sergio e Stefanuccio, “colleghi” di Christian.

Christian ambisce ad un lavoro meno sporco e più redditizio ma le sue richieste vengono costantemente ignorate da Lino. E le cose sembrerebbero poter solo peggiorare a causa di un misterioso e implacabile dolore alle mani che gli impedisce di portare a termine anche gli incarichi più semplici, almeno fino a quando proprio su quelle mani appaiono due stimmate e Christian, in una sera qualunque, resuscita miracolosamente Rachele, finita in un’overdose letale.

Ed è proprio sulle tracce di Christian e della prodigiosa resurrezione che si mette Matteo, postulatore del Vaticano di una quarantina d’anni, in cerca di segni e conferme di un miracolo che cambiò la sua vita da piccolo, pronto a muoversi nella Città-Palazzo per smascherare colui che ritiene il peggiore e più improbabile degli impostori.

Intanto la vita di Christian viene stravolta nel giro di pochi decisivi giorni in cui è costretto a prendere consapevolezza di sé e del proprio incredibile potere, che gli permette di compiere molti altri miracoli sulle persone che gli sono intorno, ma soprattutto sulla moglie di Lino, in coma da anni. Ed è proprio il risveglio prodigioso della moglie che costringe però Lino a prendere atto della pericolosità e del richiamo sovversivo del crescente potere di Christian, al punto da decidere di ucciderlo. Così, mentre si consuma lo scontro tra il boss e colui che molti ormai acclamano come “salvatore”, Matteo indaga su Christian con la speranza di avere risposte sul proprio passato che lo tormenta e fa la conoscenza di Padre Klaus, un inquietante sacerdote che nasconde troppi segreti, arrivando troppo vicino ad una verità che potrebbe sconvolgere la sua vita e quella del mondo intero.

 

CHRISTIAN – Dal 28 gennaio 2022 su Sky e in streaming su NOW

I PROTAGONISTI

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Christian, al via la serie Sky Original con Edoardo Pesce

CHRISTIAN | Edoardo Pesce

Christian ha una quarantina d’anni, fa il picchiatore e vive con la madre malata di Alzheimer. Ambisce ad un ruolo migliore ma le sue richieste vengono costantemente ignorate dal boss della Città-Palazzo. Quando sulle sue mani appaiono due stimmate e Christian resuscita miracolosamente la sua vicina di casa finita in overdose, la sua vita viene stravolta e nel giro di pochi giorni si trova a dover prendere consapevolezza di sé e del proprio misterioso potere.

 

MATTEO | Claudio Santamaria

Matteo ha circa quarant’anni ed è un postulatore del Vaticano dai metodi poco ortodossi. Miracolato da bambino, decide di dedicare la propria vita a Dio ma i dolori e le disillusioni della vita adulta lo portano ad allontanarsi dalla fede. Se all’inizio per lui Christian non è altro che un impostore, le sue ricerche lo portano invece ad avvicinarsi ad una verità che potrebbe dare un nuovo senso a tutta la sua vita ed un nuovo corso al destino dell’umanità.

 

RACHELE | Silvia D’Amico

Rachele ha una trentina d’anni ed è una tossica dal passato doloroso che ormai non si fa tanti problemi a prostituirsi per una dose. Quando Christian la resuscita miracolosamente da un’overdose fatale, la sua vita cambia radicalmente e lei inizia a lottare per una vita migliore e più pulita, sempre al fianco di Christian. Ma la cattiveria del mondo in cui vive e l’insondabilità del mistero di Christian non le rendono le cose facili.

 

LINO | Giordano De Plano

Lino ha una cinquantina d’anni ed è il boss della Città-Palazzo. Elegante, autoritario e spietato, non si fa scrupoli ad affermare continuamente il suo potere con astuzia e violenza. Forse perché quel potere se l’è dovuto guadagnare per tutta la vita, ad un costo molto alto. La rivelazione del misterioso potere di Christian mette in crisi il suo equilibrio, costringendolo nuovamente a combattere per tutto ciò che ha, dentro e fuori casa.

 

ITALIA | Lina Sastri

Italia ha circa settant’anni e da molti di questi è malata di Alzheimer. Vive in casa con Christian, che si prende cura di lei con dedizione, e occupa il tempo andando in chiesa ogni giorno. In passato Italia ha avuto un cuore grande e si è sempre dimostrata pronta ad accogliere, aiutare e comprendere. Un miracoloso risveglio le dà però la possibilità di aprire finalmente gli occhi e mettere in guardia suo figlio dai nemici più insidiosi.

 

DAVIDE | Antonio Bannò

Davide ha una ventina d’anni ed è il figlio di Lino. Intelligente come il padre ma, purtroppo per lui, di animo più gentile, nutre l’aspirazione di emularne la carriera. Christian è il suo migliore amico ed il suo braccio destro nella gestione degli affari di Lino. La comparsa dei poteri non compromette il loro rapporto, almeno fino a quando Davide non inizia a sentirsi minacciato nella successione al regno di Lino e compie scelte personali che rischiano di presentargli un conto salato.

 

TOMEI | Francesco Colella

Cinico e silenzioso, Tomei ha circa cinquant’anni ed è il medico della Città-Palazzo. In fuga dal proprio passato, Tomei ha preso accordi con Lino per mascherare la sua attività medica clandestina dietro le innocue sembianze di un ambulatorio di veterinaria. Tra occultamenti di cadaveri e contrabbando di animali esotici, l’incontro con il potere di Christian gli restituisce, per un istante, la scintilla della curiosità scientifica e umana, ormai sepolta sotto anni di solitudine.

 

BIONDO | Giulio Beranek

Misterioso e senza età, il Biondo si muove nello spazio e nel tempo delle vite dei protagonisti, sfiorandoli e modificando il corso delle loro vite. Alcuni, come Matteo, vivono nell’ossessione del ricordo di quell’incontro. Altri dedicano la vita a cercarlo e combatterlo. Altri ancora, come Christian, hanno l’occasione di incontrarlo e decidere se lasciarsi guidare o meno. Scoprire e comprendere i piani del Biondo, per tutti, è la missione più difficile.

 

ANNA | Milena Mancini

Anna ha circa quarant’anni ed è moglie di Lino e madre di Davide. Dopo anni di coma dichiarato irreversibile e causato da una vendetta tra boss ai danni di Lino, le viene regalato un risveglio miracoloso. Ma il dono si trasforma presto in sfida, alla riconquista di una vita veramente sua e di una emancipazione da un amore che adesso, a distanza di anni, sembra iniziare a soffocarla. Anche Anna scopre a sue spese che avvicinarsi al suo nuovo santo ha un costo molto alto.

 

KLAUS | Ivan Franek

Klaus ha una settantina d’anni e da molti di questi conduce una vita isolata e nascosta. Se in passato ha dedicato la sua esistenza a combattere il male con tutti i mezzi che la vocazione sacerdotale gli ha messo a disposizione, oggi sembra dedito esclusivamente alla preghiera e al silenzio. È Matteo a rintracciarlo, costringendolo a rievocare un momento oscuro della sua vita che ora sembra tornare ad incombere sul suo presente.

 

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Christian, autori e protagonista raccontano le origini della serie

ANTONELLA D’ERRICO – Executive Vice President Programming Sky Italia

Christian è una storia unica, fra il crime, il soprannaturale e il supereroistico - quella di un improbabile ma irresistibile “Cristo di periferia” raccontato con toni da fumetto a tinte pulp. Un genere a sé non solo nel roster delle nostre produzioni originali, ma in generale nel panorama delle serie italiane. Siamo estremamente orgogliosi del team messo a punto insieme a Lucky Red per conseguire questo risultato: un cast ricchissimo e meravigliosamente assortito, con una interpretazione iconica di Edoardo Pesce, Christian, pungolato costantemente da un grande Claudio Santamaria, e guidato da un talentuoso, giovane e già affermato regista quale è Stefano Lodovichi. Con loro moltissimi grandi talenti dispiegati in tutti i reparti, che insieme hanno saputo dare vita a un sorprendente micromondo, popolato da personaggi indimenticabili e fatto di cemento e degrado ma anche di umanità, di speranza, di voglia di riscatto.

Con Christian, vogliamo offrire ai nostri abbonati un contenuto come nessun altro: un personaggio estremo in cerca di redenzione, sboccato, ruvido, ma che diventerà contro qualsiasi logica la principale speranza di riscatto di un’intera comunità. Crediamo di esserci riusciti.

 

SONIA ROVAI – Director scripted production Sky Italia

Christian è un progetto molto particolare in ogni senso. Un progetto fuori dai canoni, un thriller diverso dagli altri, una serie visionaria che si interroga su temi importanti senza mai dimenticarsi di essere divertente. E che (a Sky ne siamo convinti) lascerà il segno.

Christian è liberamente ispirato a una graphic novel di Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti, da cui fu tratto un cortometraggio di Roberto Saku Cinardi, con Gabriele Mainetti in veste di attore. Chi ha apprezzato Lo chiamavano Jeeg Robot – dello stesso Mainetti, e prodotto sempre da Lucky Red che è partner di Sky in questa nuova produzione - non potrà che ritrovarsi nelle atmosfere evocate da un talento come Stefano Lodovichi, regista (con “Saku” Cinardi) e showrunner. E, 13 anni dopo, accompagnato con Sky al suo debutto nella serialità con Romanzo Criminale, siamo contenti di ritrovare, al centro di un cast artistico e tecnico di primissima qualità, Edoardo Pesce, attore che si esprime qui a livelli – è il caso di dirlo – che hanno del “miracoloso”.

E soprattutto è bello avere tra le mani qualcosa di spiazzante, di diverso e divertente; è stimolante fare entertainment, esplorando dimensioni inattese. Con quello che è quasi un genere a sé (potremmo chiamarlo «supernatural crime drama»). Come Sky Studios gli abbiamo dato forma, provando a re-immaginare la periferia romana, partendo dal melting pot del Corviale: l’edificio-villaggio lungo un chilometro che nella sua distopica mole – magistralmente ritoccata da scenografi e direttore della fotografia – diventa qui un mondo a parte. Uno sfondo adeguato, e ben sottolineato dalle musiche di Giorgio Giampá, già premiate al CanneSeries, per esaltare l’umanità del nostro soggetto, con la sua inconfondibile ironia romanesca, «fluida come una carbonara» come il confine tra il Bene e il Male (per citare il nostro bravissimo sceneggiatore Valerio Cilio) che insaporisce il tutto.

Non resta che augurarci che il pubblico si immerga in Christian, facendosi coinvolgere dall’insolito mondo che ci siamo così divertiti a costruire e che siamo contenti di poter finalmente presentare.

 

MATTIA GUERRA – Managing Director Theatrical and Production, Lucky Red

Per noi Christian rappresenta un punto di svolta nel percorso produttivo intrapreso ormai da molti anni. Quando ci è stata raccontata l’idea iniziale abbiamo deciso immediatamente di procedere allo sviluppo, perché abbiamo pensato che le peculiarità della serie avessero la possibilità di emergere in un contesto internazionale, cosa che poi è accaduta visto che è stata selezionata per il concorso di CanneSeries, una delle più prestigiose vetrine internazionali di serie tv. La squadra creativa guidata da Stefano Lodovichi – regista con cui stiamo collaborando da tempo con straordinari risultati - ci ha trasportato in un mondo nuovo, dove il crime si mescola con il sovrannaturale, dando vita a una storia moderna che riesce a muoversi tra linguaggio televisivo e quello cinematografico.

Il passo successivo è stato lavorare sugli attori, cosa per noi fondamentale. Non era facile dare vita a personaggi di impatto così forte ma così ricchi di sfumature. Siamo orgogliosi di essere riusciti a mettere insieme un cast che vede alcuni dei migliori talenti italiani.

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Christian, Edoardo Pesce racconta il suo personaggio. VIDEO

NOTE DI REGIA – Stefano Lodovichi

Christian è una serie crime sovrannaturale ambientata nella Roma dei nostri giorni. L’arena è incentrata in un piccolo mondo autosufficiente nell’estrema periferia della capitale. Città-Palazzo è più di un quartiere, è una vera e propria micro-città autosufficiente, con una piazza centrale, gates, una chiesa e delle regole interne dettate da Lino, il boss del quartiere. Pur partendo da una base crime, non ci troviamo davanti a una serie come Gomorra. Il realismo è il primo strato della nostra narrazione ma su quello si innestano componenti di altro genere, nella creazione di un linguaggio personale e originale. La stessa Città-Palazzo è fusione di due quartieri popolari, Corviale e Vigne Nuove. Questa scelta è stata fatta nel tentativo di creare un luogo nuovo, nostro, per guidare l’immaginario verso un mondo epico iconico, che, grazie a un’estetica brutalista e spersonalizzante riporti a un immaginario poco oltre il reale, in odore di sci-fi e fantastico. Anche perché il lungo chilometro di cemento di Corviale, conosciuto anche come “Serpentone”, non può non far pensare a una grande nave... o nel mio immaginario, a un’arca biblica, profetica.

Infatti se Christian da un lato racconta il cammino di un criminale di periferia, di un uomo senza aspirazioni, un picchiatore pasticcione che riscuote crediti, da un altro racconta anche il percorso di chi di colpo viene sconvolto dalla manifestazione magica e sacra delle stimmate, segni antichi come la nostra cultura, che travolgeranno non soltanto lui ma tutto il mondo nel quale vive. Perché Christian è una storia di believers. Se il genere è un mix di crime supernatural, il tono è un “dramedy-pop” con una propensione al sacrale che diviene fusione tra la commedia all’italiana degli anni ‘60\’70 di Monicelli, Risi, Germi, con il cinema di intrattenimento internazionale di Scorsese, De Palma, Guy Ritchie o Luc Besson. Perché Christian in fin dei conti è un “supereroe all’amatriciana”. Questi elementi, nati in scrittura e sviluppati durante il lavoro di preparazione e creazione del linguaggio di Christian, sarebbero stati impossibili da mettere in scena senza la partecipazione di grandi artisti come lo scenografo Max Sturiale, i costumi di Veronica Fragola o la fotografia di Benjamin Maier. L’approccio di tutti i reparti alla storia è sempre stato libero e creativo, alla ricerca di quella giusta distanza dal vero che ci connota, per raggiungere una plausibilità e coerenza interna tutta nostra. Volevamo essere iconici, essenziali, eleganti, a tratti cafoni o fumettosi perché ogni personaggio ha una personalità propria, una vita e gusti propri, e proprio per questo andava rispettato.

 

NOTE DI SCENEGGIATURA – Valerio Cilio

L’adolescenza a viale Marconi, a Roma, tra gli anni ‘80 e i ‘90, non è stata una passeggiata. Un videogame: il bar della Banda della Magliana, il mercato dei tossici di piazza Meucci, i campetti del Tevere da evitare dopo il tramonto. E poi Roberto, che ha appena finito di scontare un paio di decenni per omicidio e al quale ho pensato quando mi è stato proposto di scrivere Christian. Chiedendomi: quale sarebbe stata la sua reazione se gli fossero venute le stimmate? Di solito quando si pensa alle stimmate vengono in mente uomini straordinari, da San Francesco in giù. Santi, martiri, futuri beati. Non ti viene certo da pensare ad un omone grosso e ignorante che, quando va bene, per lavoro manda le persone all’ospedale. Così abbiamo giocato a ribaltare. Le stimmate: non un dono, ma una condanna. La periferia della più grande città d’Italia: sicuramente cemento e degrado, ma anche un universo autosufficiente, umano e a suo modo colorato. Il boss che lo governa: non un rozzo sanguinario, ma una specie di tronista mancato. L’uomo del Vaticano che indaga il dono del nostro protagonista: non un vassallo di nostro Signore, ma un povero Cristo incazzato per aver perso la fede. Insieme alla splendida squadra di scrittura – al secolo: Enrico Audenino, Renato Sannio e Patrizia Dellea – abbiamo provato a scrivere una serie divertente, cercando di schivare il già visto e trattando il Bene e il Male come due concetti più fluidi di una carbonara. Ed evitando accuratamente di cercare risposte semplici a domande complicate.

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Christian, Claudio Santamaria racconta il personaggio di Matteo. VIDEO

SCENOGRAFIA – Massimiliano Sturiale

Christian è un progetto che fin da subito ha evidenziato un grande e interessantissimo potenziale visivo. La “Città-Palazzo”, un’entità autonoma tra il castello medioevale ed un’edilizia utopica, ci permette di dare vita a un mondo di cemento fatto di incroci di volumi, vuoti e pieni, luci e ombre. Un gigante alveare dove la vita (potere, amore, sconfitta e morte) si arrampica cercando la luce. Il colore vivido è il contrappunto al grigio e segue la narrazione. Il Vaticano, aulico e ricco anch’esso di luci e ombre, ne è contraltare e parallelo allo stesso tempo. Christian ha bisogno di un’ambientazione “pop” fresca e contemporanea per incorniciare la storia dove il dualismo è il fulcro attorno al quale orbitano le esistenze complesse dei personaggi protagonisti e l’umanità altrettanto complessa che li accompagna. Fondamentale per fare ciò sono stati i molteplici interventi sulle location, che hanno impresso loro il carattere necessario a definire un proprio “Genius Loci”, dalla macro-visione della piazza ai più intimi interni, carichi di significato, come la casa di Rachele. È poi nella continuità degli spazi che Christian ci ha messo alla prova, portandoci ad unire gli interni di un luogo con i ballatoi di un altro, ad esempio in un ambulatorio veterinario che nasce incastonato nelle fondamenta della Città-Palazzo, totalmente ricostruito, quasi per valorizzarne più gli esterni che l’ambiente in sè, un luogo che racconta il personaggio di Tomei e i suoi enigmi. Racconto per immagini, oggetti, atmosfere, luci e ombre. Parafrasando: dal cemento nascono i fior.

 

COSTUMI – Veronica Fragola

Christian è un santo, un diavolo, il Cristo o l’Anticristo di una verosimile ma immaginifica periferia. La costruzione estetica di ogni personaggio, e soprattutto quella del protagonista, nasce e deve relazionarsi innanzitutto con un essenziale elemento della nostra storia: le stimmate che appaiono da un giorno all’altro. E quindi una storia di periferia, di uomini di malavita, una volta entrata in contatto con la presunta santità e soprannaturalità di questo evento, cambia i connotati estetici dei personaggi che la abitano. Al centro di questo mondo sta la figura di Lino, a metà tra un capoclan ed un Papa. Christian e Davide, Sergio, Stefanuccio e Penna ne assorbono gli ordini ognuno rispetto al proprio ruolo. Mentre Anna e Italia, da donne, lottano per non esserne sottomesse. Infine Matteo, Rachele e Tomei ruotano a vario titolo all’interno di questo mondo real-immaginario. A partire da questa piramide di potere, i costumi dei personaggi di “Christian” diventano disegni, sempre in qualche modo uguali a se stessi, e che potrebbero più facilmente ricollegarsi ai costumi di un fumetto piuttosto che a quelli di un film. Piuttosto che al “realismo”, abbiamo fatto riferimento a delle icone, cercando per ognuno una sintesi che lo identificasse nella forma e nei colori, interpretando la modernità in forme più universali. Se Christian è un santo con le stimmate che trova nel cappuccio di un parka la moderna rivisitazione del saio di un monaco, Matteo è invece un cavaliere solitario il cui costume assume il ruolo di un mantello che possa renderlo invisibile tanto nei dorati ambienti vaticani quanto nella degradata Città-Palazzo.

 

TRUCCO ED EFFETTI SPECIALI – Francesca Galafassi e Lorenzo Tamburini

In questa serie la make-up designer e il prosthetic designer hanno collaborato seguendo una linea che spaziasse tra il realismo e il fumetto. Le ferite di Christian sono elementi fondamentali della storia, che raccontano il passare del tempo e ne sottolineano la parte ‘magica’, valorizzata principalmente dalla presenza delle stimmate che si manifestano sul protagonista e che a ogni miracolo effettuato subiscono un peggioramento. Come spesso accade quando si prova a replicare la realtà il risultato può sembrare finto, quindi sono state realizzate delle protesi che si ispirassero alla realtà ma che fossero più funzionali per il nostro linguaggio visivo. Anche per il personaggio di Matteo, dopo diversi design in Photoshop proposti al regista, è stata realizzata una protesi che mostra la deformazione del viso dovuta ad un vecchio incidente. Essa rimane molto fine e sottile, non distoglie l’attenzione dalla storia o dalla recitazione senza perdere però di efficacia anche narrativa. Lino, che conosciamo inizialmente come uomo molto austero, ci sorprende mostrando i 33 tatuaggi sul suo corpo, ognuno dei quali racconta qualcosa della vita del personaggio. Rachele vive un cambiamento con il passaggio da drogata, con il viso butterato e con un make-up molto sfatto, fino all’evoluzione a sana, quindi con una bella pelle, viva e colorata. Sempre presente il suo piccolo tatuaggio ‘UNSMILE’ che ricorda la sua dipendenza dalle droghe ma anche la sua ironia. In ogni personaggio che ha subito un miracolo abbiamo attuato un cambio di trucco significativo. Padre Klaus passa da 40enne a 80enne grazie ad un invecchiamento costituito da 6 protesi applicate sul viso, sul collo e sulle mani con una preparazione durata circa 3 ore, sopportata dal pazientissimo Ivan Franek.

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Christian, alla scoperta dei personaggi della serie tv Sky. VIDEO

MONTAGGIO – Roberto Di Tanna

Christian è un racconto che nasce intorno ad uno spazio ben definito, quello di Città-Palazzo. Città-Palazzo muove i fili dei personaggi, li avvicina e li allontana, ma soprattutto ne costituisce il respiro, il polmone principale, che con i suoi corridoi, ponti, torri e incroci architettonici ricorda un pianeta lontano che, osservato dalla Terra, fa sì che lo spazio diventi tempo. Ed è proprio il tempo che in montaggio abbiamo cercato di domare, di fare nostro, a servizio delle emozioni dei personaggi e dello spettatore. Il tempo della commedia, nei veloci scambi di battute tra la banda di Lino e il nostro protagonista, o delle lunghe pause che caratterizzano il personaggio di Tomei; il tempo dilatato del mistero, nella linea investigativa di Matteo; il tempo del dramma, nell’epica discesa agli inferi dell’egemonia di Lino; il tempo dei ricordi, che si ricostruisce solo nella mente di tutti i personaggi, come fosse il loro percorso interiore. Il tempo in Christian si comprime e si sospende di continuo, in un dualismo tra un più canonico tempo del racconto e un immateriale tempo dell’”altrove” con regole tutte sue; già nel primo episodio ne sono un esempio il lungo momento che passiamo nella testa di Italia a casa di sconosciuti e la sospensione dei personaggi nella sequenza di ballo notturna al locale di Lino. I personaggi di questa serie sono incastonati nelle nicchie del loro tempo che diventa il loro destino; il tempo di Rachele cambia con il passare degli episodi, dalla fretta di cercare una dose, alla noia di non avere più nulla da cercare, al prendersi un momento solo per sé di notte in piscina; il tempo di Davide che sta per scadere; il tempo di Anna, un tempo perduto e mai più recuperato, in contrasto con il tempo di Christian e Italia, ritrovato e poi perduto. In montaggio abbiamo cercato di esaltare questi aspetti della scrittura, incastrando le emozioni del loro passato nel vissuto del loro presente e vestendoci di volta in volta di un genere cinematografico diverso, come fosse sempre una nuova uniforme a servizio dell’incredibile varietà della narrazione.

 

MUSICA – Giorgio Giampà

Se una forza superiore stesse disegnando per te, a tua insaputa, una vita speciale che musica ti accompagnerebbe attraverso l’ineluttabile, e magari non voluto, cammino? Questa è la prima domanda che ci siamo posti con Stefano Lodovichi per iniziare il lavoro su Christian e che ci ha portato ad individuare la più importante linea da seguire, quella del Destino. Il Destino, un campo gravitazionale da cui non si può scappare, può essere espresso musicalmente, ancora più che visivamente, attraverso la creazione di un labirinto che lasci l’illusione del movimento ma che, in realtà, ti costringe nei pressi della destinazione anche se questa non è una libera scelta. Perché alla fine il Destino è un’obbligazione e come ogni forza può diventare facilmente un evento negativo che ti minaccia, oppure la più incredibile ed imprevedibile delle possibilità. In questo senso, la collaborazione per il missaggio della colonna sonora con Daniel Kresco, sound engineer di progetti come JokerArrival Sicario risulta particolarmente significativa nella direzione di una epicità e allo stesso tempo una verità ed una sottigliezza di sfumature che hanno caratterizzato appunto i più importanti progetti degli ultimi anni.

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LOCATION – Gianni Meglio

Fin dalle prime letture delle prime stesure delle sceneggiature di Christian abbiamo iniziato a visualizzare dei luoghi e delle architetture dalle caratteristiche molto definite. È diventata subito chiara l’esigenza di ricostruire degli scenari che potessero unire il sacro al profano, e creare una contrapposizione tra povertà e ostentazione, tra disperazione e distacco, tra una realtà popolare, spesso abbandonata a sé stessa dalle istituzioni, ed una invece molto agiata e riconducibile ad un chiaro establishment. Si potrebbe pensare che alcuni ambienti richiedano una ricerca più standardizzata: in fondo, una casa di lusso è una casa di lusso… eppure, anche in ambienti apparentemente simili, è poi l’anima dell’ambiente, con le sue sfumature, a fare la differenza. E Roma, da questo punto di vista, è il luogo ideale dove cercare: la sua ricchezza, la varietà e le infinite contraddizioni che convivono da secoli fianco a fianco ci hanno permesso di muoverci e spaziare dalle strade più eleganti del quartiere Parioli ai giardini più luminosi del Celio fino al cemento più imponente e minaccioso del celebre Corviale, nella ricerca di un’armonia, di uno stile architettonico dominante che, plasmandosi sulle vite dei nostri personaggi, ne potesse raccontare al meglio gli sviluppi. In Christian il cemento la fa da padrone. Dunque la ricerca ha oscillato costantemente tra spazi aperti e schemi costruttivi precisi e ricorrenti che ci permettessero di entrare in una realtà parallela alienante, dove coesistono le più grandi contraddizioni e tutto, alla fine, viene armonizzato in una vista mozzafiato, quella della Città-Palazzo.

 

VFX (EFFETTI SPECIALI) - Fabio Tomassetti (Blackstone)

Un progetto davvero incredibile, e totalmente originale. Questo è stato il pensiero che ha attraversato tutti i membri del Team VFX, dalla lettura, alla supervisione sul set, fino alla delivery dell’output finale. Il nostro approccio al lavoro è stato ed è sempre partire dalla lettura. Ogni decisione presa si estende dalla sceneggiatura. Una volta assunta, immergersi nella storia è stato il nostro primo compito. Abbiamo cercato di non indossare il cappello da compagnia di effetti visivi durante la prima lettura. Perché in questo punto della filiera produttiva in fondo leggi per la storia, leggi per il personaggio, la trama e l’atmosfera. E il nostro approccio non è mai quello di voler andare subito al punto di “Questo va fatto in CG, questo no”. La prima lettura è sempre e solo per la storia. E devo dire che Christian ci ha rapiti, portandoci in un mondo straordinario e “analogico”. Molti degli effetti visivi che si vedranno nella serie sono stati concepiti fin dal principio per essere veri, credibili, sia in termini tecnici che narrativi. Non a caso due delle scene principali (la caduta dello zingaro nel primo episodio e l’incidente del piccolo Matteo nel secondo) sono state concepite per essere un piano sequenza. E questo, sebbene aiuti molto l’immedesimazione dello spettatore con quanto sta accadendo davanti ai suoi occhi, per quanto riguarda il lavoro sugli effetti visivi è davvero molto complesso e articolato. Ma certamente d’impatto. Il concetto dell’analogico aleggia su tutta la produzione degli effetti visivi della serie. Su questo siamo stati aiutati molto dalla cura che Stefano Lodovichi mette nella pre-produzione, visualizzando molto e con storyboard alla mano. Il nostro diventa così un lavoro molto più semplice e interamente focalizzato sulla realizzazione di un mondo che avvolge i personaggi. Il nostro lavoro si mette al servizio della narrazione. Per questo era fondamentale restituire un puro realismo, appunto come se il film fosse analogico, con set extention, digital double dei personaggi e molte altre tipologie di effetti visivi.

 

DOP – FOTOGRAFIA – Benjamin Maier

Christian ruota attorno a un mondo preciso e originale come quello della Città-Palazzo. Abbiamo scelto di valorizzare il lungo chilometro dell’imponente struttura di Corviale che si erge come un monolite ai confini di Roma, con l’utilizzo della Sony Venice con le ottiche Canon Sumire. La nostra Città-Palazzo è un luogo di confine, argine e potenziale nuovo centro di un mondo periferico che richiama lontani ricordi della conquista della frontiera del genere epico per eccellenza, quello Western. Epica esaltata dalla stessa cornice del frame impostato a 2,39. La ricerca di luci naturali esalta le caratteristiche tecniche della Venice che viene così sfruttata al meglio, dalla possibilità di girare in quasi totale assenza di luce fino all’elegante valorizzazione di momenti intimi come albe e tramonti. La versatilità del Large Format, che gira in 4k - corrispettivo di un super35 - e in 6k full frame, permette di avere un sensore grandissimo, molto simile a quello della pellicola fotografica, che allarga l’immagine e rende le ottiche più “larghe”: un 50mm è come se fosse un 35mm ma con una profondità di campo di un 50mm > questo effetto ricorda molto la resa dei piani nello spazio tipica dell’anamorfico con una maggiore tridimensionalità e una minore necessità di luce.

La locandina

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