The L Word: Generation Q, la recensione dei primi due episodi della serie tv

Serie TV sky atlantic

Linda Avolio

Showtime

Leggi la recensione dei primi due episodi di The L Word: Generation Q (disponibili On Demand e in streaming su NOW TV). - OVVIAMENTE CI SONO SPOILER PER CHI NON HA ANCORA VISTO GLI EPISODI

The L Word: Generation Q: cos'è successo nel primo episodio

Sono passati dieci anni dall’ultima volta che abbiamo visto Bette, Shane e Alice. Partiamo dalla prima, interpretata da una Jennifer Beals in grandissima forma. Anzitutto, Bette vive ancora a Los Angeles (nel finale di serie di The L Word era in procinto di trasferirsi a New York), e insieme a lei c’è Angie (Jordan Hull), la figlia avuta con l’ex moglie Tina, che è ormai cresciuta ed è una sedicenne mediamente ribelle e mediamente in fissa per la sua migliore amica. Miss Porter, sempre ambiziosa, è in piena campagna elettorale per una carica decisamente prestigiosa, quella di sindaco. Contro di lei Jeff Milner, per ora in testa, al suo fianco il fidato Pierce, che ha trovato un nuovo potenziale sostenitore: la Nunez Inc. Bette si ritrova così a parlare con Dani (Arienne Mandi), l’addetta alle pubbliche relazioni, nonché la figlia del proprietario della ricchissima società, Rodolfo, ma quando capisce che la Nunez Inc. è legata anche all’industria farmaceutica (per la precisione, è coinvolta nella produzione e nella vendita di farmaci oppiacei), declina gentilmente il supporto economico.

 

Come se ciò non bastasse, durante una conferenza stampa un uomo la incolpa di essere andata a letto con sua moglie, tale Felicity Adams, che all’epoca di questo flirt era una sua sottoposta. Ops. Inutile dire che sua figlia, che viene a scoprire tutto quanto online, non la prende per niente bene, cosa che, inevitabilmente, porta a un litigio piuttosto acceso. Ma c’è da dire che la giovane Angelica ci mette anche del suo, marinando la scuola per andare in giro con l’amica del cuore (letteralmente!) Jordi, che frequenta un liceo pubblico, che svapa erba (legale!) e che ha già la patente. Bad girl!

 

Per fortuna, Miss Porter ha al suo fianco due pilastri: Alice, che nel frattempo ha fatto carriera e che ora ha un talk show tutto suo che si chiama come lei, e Shane, che dopo aver rotto con sua moglie e dopo aver venduto i suoi saloni di Londra, Parigi e New York ha deciso di tornare a casa. E’ infatti proprio Alice ad aiutarla a chiarire la sua posizione, invitandola alla prima puntata della nuova stagione del suo programma. Grazie a un accorato appello, Bette riesce a recuperare terreno e credibilità, ma la persona più colpita in assoluto è sicuramente la sopracitata Dani Nunez, che in quel preciso momento capisce di voler intraprendere una nuova avventura e che, nel finale dell’episodio, si propone come responsabile della comunicazione della campagna elettorale di questa nuova forza (lesbica) della natura..

 

Tornando a Alice: la nostra, che ovviamente ha sempre il volto di Leisha Hailey, adesso è una star del piccolo schermo, ma è anche una donna impegnata in una relazione seria…così seria da aver deciso di accollarsi anche due bambini non proprio simpaticissimi! La sua compagna, la terapeuta Nat (Stephanie Allyne), è infatti madre di due pargoli avuti con l’ex moglie Gigi (Sepideh Moafi), ex moglie che è la madre biologica dei piccoli e che è fin troppo presente nella loro vita, cosa che non fa che rendere ancora più indefinita una situazione già di per sé piuttosto complicata.

 

Veniamo poi a Shane, tornata a casa, come scritto poco sopra, dopo aver rotto con sua moglie, che di nome fa Quiara e che, a quanto pare, sta cercando disperatamente di mettersi in contatto con lei. Che dire del personaggio di Kate Moennig? Che Shane è sempre Shane, dunque non stupiamoci se praticamente ogni donna che incrocia il suo cammino casca inesorabilmente ai suoi piedi!! La nostra “tombeuse de femmes” preferita, però, ha il cuore spezzato, si vede chiaramente… Forse per compassione, forse per non restare da sola in una casa enorme e vuota sulle colline, dice a Finley (Jacqueline Toboni) – l’assistente personale di Alice, mandata lì dall’amica pe montarle il letto – che se vuole può sistemarsi da lei per un po’.

 

Ed eccoci infine ai personaggi della nuova generazione, un gruppo di quattro amici formato dalle già citate Dani e Finlay più Sophie e Micah. Del personaggio di Arienne Mandi sappiamo già parecchie cose, ma ce ne sono due importantissime da aggiungere: che sul finire dell’episodio chiede a Sophie, con cui fa coppia fissa ormai da un bel po’, di sposarla, e che suo padre non ha mai preso seriamente la sua relazione. Anche riguardo Finley ci sono altri dettagli: il suo nome è Sarah, ma nessuno, a parte i membri della sua religiosissima famiglia, la chiama così, è praticamente fuggita dal Missouri appena ha potuto, ed è l’incarnazione vivente del modo di dire “vivere alla giornata.” Però è un pezzo di pane!

 

Sophie Suarez (Rosanny Zayas), la futura moglie di Dani, lavora come producer per lo show di Alice (dunque lei e Finley sono colleghe oltre che amiche), e, proprio come lei, vorrebbe renderlo ancora più queer, ancora più femminista e ancora più inclusive, nonostante la ritrosia del network; mentre Micah Lee (Leo sheng), giovane professore associato e coinquilino di Dani e Sophie, apertamente transgender, invita fuori a cena l’aitante Jose Garcia (Freddy Miyares), il nuovo inquilino del complesso residenziale. Sì, insomma: l’amore è nell’aria, i drammoni anche!

The L Word: Generation Q, cos'è successo nel secondo episodio

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The L Word: Generation Q, il nuovo cast della serie tv

Nel secondo episodio di TLWGQ si entra un po’ di più nelle vite dei personaggi. Partiamo dai nuovi. Dani è esaltata all’idea di potersi finalmente dedicare a qualcosa in cui crede, ma Sophie è decisamente stizzita: non le va giù che la sua futura moglie prenda delle decisioni così importanti senza consultarla, anzitutto perché lei, prima di andare a lavorare per il talk show di Alice, l’ha fatto, e poi perché sa bene che questa campagna elettorale fagociterà ogni minuto libero del suo tempo. Prova ad affrontare l’argomento con la madre e la cugina, che però minimizzano: andrà tutto bene, ma, se qualcosa dovesse andare storto, alla fin fine c’è sempre il divorzio!

 

A proposito di separazioni: Finley, attualmente parcheggiata a casa McCutcheon (ma almeno si prende la briga di preparare la colazione!) ha ritirato una busta a nome della proprietaria di casa…una busta contenente un’istanza di divorzio. Dunque la relazione tra Shane e sua moglie sembra veramente giunta al capolinea…ma per quale motivo? Nel dubbio, meglio berci sopra, così il personaggio di Kate Moennig e quello di Jacqueline Toboni si recano in quello che, nel ricordo di Shane, era un bar gay frequentato prevalentemente da donne, ma che ora ha decisamente cambiato clientela, poiché è stato sfortunatamente trasformato in un banale bar con clientela mista.

 

Assunta una sana dose di "coraggio liquido" (ovviamente pagato dalla sua nuova amica!), Finley va a provarci un po’ con tutte (e alla fine, dopo una serie di due di picche, riesce a rimorchiare una tale Rebecca), Shane fa due chiacchiere con la barista, l’affascinante Lena, e con la cameriera, l’affascinante Tess, che sono affascinanti insieme, perché sono una coppia. Dopo aver steso a terra un avventore ubriaco e molesto, Miss McCutcheon dice a Lena che bisognerebbe proprio riportare quel posto alla gloria di un tempo: se solo si riuscisse a comprare il locale, mantenendo ovviamente il personale, ci sarebbe una speranza.

 

Problemi in vista su svariati fronti per Alice: al network non è andata giù la decisione di invitare all’ultimo minuto Bette Porter, ma a dirla tutta è proprio la scelta di rendere lo show ancora più aperto a tematiche queer e femministe a non piacere ai piani alti, e, poiché c’è bisogno di attrarre un pubblico più ampio, ecco entrare in scena Drew, autore maschio, bianco, etero e non proprio dotato di acume. Un pesce fuor d’acqua, un pesce decisamente sgradito sia a Sophie, fermamente convinta che il programma debba fare delle scelte di campo coraggiose e di rottura, sia a Alice. Che, però, si ritrova a dover salutare tutti in fretta e furia, perché il figlio seienne di Nat sta male e non c’è nessuno oltre a lei che può andare a prenderlo a scuola. Per sua fortuna, Miss Pieszecki viene accompagnata da Miss McCutcheon, che, come ben ricorderanno i fan storici della serie madre, sa bene come comportarsi con bambini e ragazzini. La cosa che però ha dato veramente fastidio a Alice è il fatto di essere stata chiamata per ultima dalla scuola, dopo Gigi, ma Nat la rassicura: lei fa parte di quella famiglia, non è il terzo incomodo. E anche Gigi, con cui la nostra ha un onesto scambio di battute, sembra aver compreso la situazione e sembra intenzionata a collaborare senza comunque intromettersi. Tutto risolto? Ovviamente no, che ve lo diciamo a fare!

 

Micah esce a cena con il bel Jose, poi i due si fanno una nuotata in piscina. Jose è curioso riguardo la transizione del suo nuovo amico, ma Micah non ne parla volentieri, nonostante siano passati ormai cinque anni. Mentre i due finiscono per fare sesso, Finley, che nel frattempo è finita a casa di Rebecca, ha un attacco di panico proprio sul più bello (ma recupererà più avanti, no worries!).

 

Bette accetta il suggerimento di Dani e fa rilasciare una dichiarazione a Felicity per chiudere definitivamente la questione, poi va a parlare con un gruppo di ragazzi senza fissa dimora appartenenti alla comunità LGBTQ. Viene intercettata da Jordi, che si scusa con lei per aver portato sulla cattiva strada, anche se solo per un giorno, Angelica, per ora in punizione e costretta seguire le orme della madre. Il discorso del personaggio di Jennifer Beals va dritto al punto: quando diventerà la prima donna lesbica sindaco di Los Angeles farà in modo che nessuno venga mai più lasciato solo. Come si fa a non amarla?

 

L’episodio si chiude con la festa di fidanzamento di Sophie e Dani. La seconda è un po’ triste perché suo padre non è presente - i due non si sono lasciati bene, per usare un eufemismo! -, mentre la prima sembra alquanto agitata. Sua madre ovviamente se ne accorge, così la prende da parte, le dà l’anello di fidanzamento della nonna, e le dice che non deve aver paura, perché lei non è come suo padre, che, da quel che ci viene fatto intendere, le ha abbandonate di punto in bianco. Mentre le future spose si concedono un lento, per il giubilo dei presenti, Bette incontra in gran segreto Felicity…e una fiammella nei loro occhi si riaccende…

The L Word: Generation Q, episodi 1 e 2: la recensione

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The L Word: Generation Q, il cast e i personaggi. FOTO

A un decennio dall’ultimissimo episodio di The L Word è tempo di tornare nella soleggiata Los Angeles per vedere che fine hanno fatto le eroine di quella che è stata una delle serie più chiacchierate dei primi anni Duemila…e per scoprire che fine ha fatto Jenny Schecter!! Ebbene, rullo di tamburi: come dichiarato dal personaggio di Jennifer Beals, la scrittrice/sceneggiatrice/regista/autrice interpretata da una stupenda Mia Kirshner si è suicidata, dunque è stata la stessa Jenny Schecter a uccidere Jenny Schecter. Il che ha senso, se ripensiamo a come stava messa mentalmente la poverina! Il caso è chiuso, dunque possiamo tornare a Generation Q.

 

E che dire di questo sequel/spin-off? Che è semplicemente stato bellissimo ritrovare Shane, Bette e Alice, perché è stato come ritrovare delle vecchie amiche. Sì, insomma, ci siamo emozionati a rivedere Kate Moennig, Jennifer Beals e Leisha Hailey - che, peraltro, sono rimaste in contatto anche nella vita reale durante tutti questi anni -, inutile negarlo. Sempre sul fronte amarcord, Tina Kennard per ora compare solo in una conversazione telefonica con la sua ex moglie, ma c’è un altro personaggio che è missing: Kit Porter. Che fine ha fatto la sorellastra di Bette? E perché Bette sembra avercela a morte con l’industria farmaceutica, in particolare con i produttori di farmaci oppiacei? Con la “scusa” della campagna elettorale del personaggio di Beals, la serie sceglie di affrontare tematiche piuttosto delicate, dall’operato poco chiaro di Big Pharma al problema dei giovani LGBTQ che finiscono in mezzo a una strada perché cacciati via di casa dalle proprie famiglie. Una svolta decisamente gradita, non c’è che dire.

 

Come da tradizione, lo show, da buon prodotto targato Showtime, non ci fa però neanche mancare una copiosa dose di leggerezza, di drammi amorosi e, soprattutto, di scene di nudo e di sesso, tutte comunque abbastanza giustificate…specialmente quando si tratta di Shane, perché non è credibile che Shane non si porti a letto nessuno per un intero episodio!!

 

Riguardo i nuovi personaggi, c’è da dire che TLWGQ fa veramente giustizia rispetto alla serie madre per quanto riguarda la rappresentazione della transessualità: il personaggio di Micah per ora non ha avuto molto screen time, ma è un evidente passo avanti rispetto al personaggio di Moira/Max (interpretat* da Daniela Sea in The L Word), riuscito solo a metà, forse anche meno, dunque pollici in alto da questo punto di vista. Dani e Sophie sono la nuova coppia che sicuramente a un certo punto scoppierà, questo ci pare evidente, mentre Finley è tanto simpatica e buona quanto disagiata. Prima o poi farà qualche cavolata, inutile negarlo.

 

Di quanto sia tenera Angie e del fatto che diventerà il vostro personaggio preferito abbiamo già parlato qui, ma intanto approfittiamo di questa recensione per fare i complimenti alla giovane Jordan Hull, che tiene testa a una veterana come Jennifer Beals senza mai sfigurare. Ne vedremo delle belle!

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