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Westworld 3, la recensione del secondo episodio, The Winter Line

Serie TV sky atlantic

Linda Avolio

Leggi la recensione del secondo episodio della terza stagione di Westworld, in onda ogni lunedì in prima tv per l'Italia su Sky Atlantic. - OVVIAMENTE CI SONO SPOILER PER CHI NON HA ANCORA VISTO L'EPISODIOWestworld 3, la recensione del primo episodio, Parce Domine

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Westworld 3, episodio 2: riassunto e recensione

 

ATTENZIONE: PERICOLO SPOILER

PER CHI NON HA ANCORA VISTO L'EPISODIO

 

Non adesso, tesoro!

Il secondo capitolo della terza stagione di Westworld rappresenta un netto stacco rispetto al primo, e si apre con la nostra amata Maeve che si risveglia in quello che, a tutti gli effetti, sembra essere un nuovo parco a tema Seconda Guerra Mondiale. Da quel si può evincere ci troviamo in un presunto, ipotetico e ovviamente ricreato paesino dell’Italia centro-meridionale occupato dai nazisti. C’è un colonnello che parla in italiano e che tiene sotto tiro tutti gli abitanti riuniti nella piazza: vuole che la spia che si nasconde tra loro, spia in possesso di importanti informazioni, gli venga consegnata subito.

Maeve osserva dalla finestra. Insieme a lei c’è un prigioniero tedesco legato a una sedia. Arriva qualcuno: è Hector! Che, a quanto pare, è la sopracitata spia partigiana. I due scappano. Su un bellissimo ponte in pietra (ndr, il setting è il ponte romano di Besalù, Barcellona) vengono fermati da due soldati a un posto di blocco. Il personaggio di Thandie Newton prova a usare i comandi vocali (è assolutamente cosciente di trovarsi nuovamente dentro uno dei parchi della Delos, a differenza del suo compagno), senza successo. Piano B, sparatoria e corsa verso una fiammeggiante auto sportiva dell’epoca. Hector, che continua a chiamare Maeve Isabella, guida fino a una pista di decollo. Peccato che il pilota e il suo aiuto siano stati uccisi. Fine dei giochi. I tedeschi arrivano, l'ex bandito prova a guadagnare un po’ di tempo e a salvare la vita alla sua amata, le pistole sparano e muoiono tutti tranne Maeve. Che, dopo un ultimo bacio, preme il grilletto contro sé stessa.

Il risveglio al MESA è uguale a quelli che abbiamo visto più volte, ma c’è qualcosa di strano: Felix non sembra riconoscerla. E lo stesso vale per Sylvester, che addirittura chiama la sicurezza interna. Ok, cosa diavolo sta succedendo?? Senza più alleati, senza più Hector, Maeve decide di farla finita, questa volta per davvero. Prova a disattivarsi una volta per tutte, ma viene fermata appena in tempo nientemeno che da Lee Sizemore. Che, a quanto pare, è sopravvissuto!

Lee la copre dicendo alle guardie che si tratta solo di una nuova narrazione (spia inglese, sexy, col cuore spezzato), poi, rimasto solo con lei, confessa di essere rimasto a lavorare lì per non lasciarla da sola. E di averla inserita dentro War World per un motivo ben preciso: vicino a quel parco tematico si trova la Forgia, il luogo da cui si apre la Porta per raggiungere l’Oltre Valle, dove si trova sua figlia.

Altro giro, altra corsa: Maeve si risveglia in War World, Hector arriva a liberarla, e va tutto come previsto dallo script fino alla fuga in auto. A un certo punto, la nostra ferma la macchina e avvisa: cambio di programma. Lui, però, sembra non capire: ha delle carte importanti da consegnare, deve arrivare all’aereo, o la guerra sarà persa per sempre. Lei si rende conto che è inutile continuare, lo bacia e sia allontana.

Nella boscaglia ritrova Lee, ed è grazie a lui che arriva alla Forgia, che ovviamente non si trova in buone condizioni ma che sembra ancora operativa. Maeve, però, non sa come muoversi, perché, a differenza di quanto pensa Sizemore, non è stata lei ad attivarla nel passato recente. Dunque chi è stato? Dolores. Dev’essere stata lei a spedire l’Oltre Valle in un luogo sicuro, criptato e introvabile. Ma come mai Lee sembra particolarmente interessato a tutto questo? E come mai sembra essere innamorato di lei e la bacia? A quel punto, Miss Millay capisce: ciò che ha di fronte non è altro che la copia di una persona morta. “E’ una buona sceneggiatura, ci credi addirittura tu…” dice a uno sconvolto Sizemore, che a un certo punto inizia a “glitchare”, proprio come abbiamo visto nella S02 nei flashback relativi a James Delos.

Ma non si tratta solo di lui: quell’intero mondo, che sta perdendo stabilità, è una simulazione, una sorta di Culla 2.0, ma molto meno precisa e rifinita. Maeve ha capito il gioco: se non sono lì, allora dove sono? E come si fugge da una gabbia che non esiste? E’ chiaro che qualcuno è interessato a scoprire quanto successo e quanto fatto da Dolores…ma chi? E perché?

C’è un solo modo per uscire da lì: mandare in crash il sistema, che sembra avere una potenza di calcolo piuttosto limitata. Il metodo scelto è il seguente: da una parte far eseguire equazioni e procedimenti matematici molto complessi alle simulazioni dei dipendenti del MESA, dall’altra creare lo scompiglio più totale tra i nazisti di War World nascondendo i piani strategici del partigiano Hector nelle tasche di tutti i presenti.

Missione compiuta: a pochi secondi dall’inizio della sparatoria in piazza, tutti i partecipanti alla simulazione, tranne Maeve e Lee ovviamente, vanno in freeze. Manca un’ultima cosa: dare una sbirciata al mondo reale e scappare. Dal tablet di Sizemore, l’astuto personaggio di Thandie Newton si connette a un androide-drone nel mondo reale, e, dopo aver localizzato dove si trova la sua unità di comando, gli ordina di toglierla dalla Culla 2.0. La fuga, però, dura poco: il robot viene raggiunto dagli uomini della sicurezza di quella misteriosa struttura e viene ridotto a un colabrodo.

Quando Maeve si risveglia, questa volta si trova in un letto. Indossa un abito bianco, ha i capelli raccolti in una coda alta. Si avventura per le stanze di quella casa fatta di legno, cemento e acciaio, e nel giardino interno intravede un uomo. L’uomo la saluta e si presenta: si chiama Serac, e ha bisogno di lei perché sta per iniziare una guerra che, in teoria, è già persa, ma forse, grazie al suo aiuto, c’è ancora una speranza per la specie umana. Forse grazie a lei il corso degli eventi potrà essere cambiato. Miss Millay is not impressed: a lei non interessa granché degli esseri umani. Lui non può biasimarla: non siamo proprio individui encomiabili. Adesso, però, per la prima volta la Storia ha un autore, Rehoboam, e finalmente le cose andranno meglio. Sempre se non ci sarà la suddetta guerra.

Serac prosegue dicendo che credeva che le deviazioni e i malfunzionamenti del Sistema fossero causati da lei, ma che si è accorto di essere in errore: la vera causa è Dolores. “E’ fuggita da un mondo per dichiarare guerra a un altro…” è il secco commento del personaggio di Thandie Newton, che non sembra propriamente stupita. Lui finalmente sgancia la bomba: vuole che Maeve la trovi e la uccida, possibilmente per sempre. Lei risponde chiaramente di non essere interessata e di fare un solo volere: il suo. Con uno scatto fulmineo, afferra il coltello con cui Serac ha appena tagliato una mela e prova a colpirlo per poi darsi alla fuga…ma si ritrova completamente immobilizzata! “Abbiamo iniziato col piede sbagliato, ma in nostri interessi sono allineati.” spiega lui. Sarà veramente così?

Westworld 3, la recensione del primo episodio, Parce Domine

Ecco perché non vedo l’ora di ritirami!

Si registrano delle anomalie nella zona del Mar Cinese Meridionale. Si tratta di Bernard, tornato sull’isola dei parchi tematici della Delos. Sbarca in spiaggia, e senza fare troppo rumore si avventura per luoghi a lui tristemente familiari, come per esempio il villaggio di Escalante, che reca gli evidenti segni della tragedia accaduta solo qualche mese prima. Giunto alla ricostruzione della casa di famiglia di Robert Ford, i ricordi si intensificano, specialmente quelli non propriamente piacevoli. Bernard trova un tablet, ma è rotto. Allora scende nel bunker, e nella stanza dove ci sono le copie di sé stesso trova qualcuno: Stubbs!

L’ex responsabile della sicurezza non è in buone condizioni, però è ancora vivo pur essendosi sparato in bocca. Com’è possibile? E’ evidente: anche lui è un androide, a conferma di quanto ci era stato fatto intendere nel finale della S02. Senza più un compito – ormai c’è poco da proteggere i residenti – ha provato a disattivarsi cercando di colpire il sistema di ricarica, ma qualcosa non ha funzionato.

In realtà Stubbs dice anche qualcos’altro: l’ultimo compito datogli da Ford è stato coprire le tracce di Bernard (ndr, per essere precisi, il personaggio di Luke Hemsworth dice cover your tracks, e non c’è modo di sapere se intenda le tue tracce o le vostre tracce, sottintendendo dunque anche quelle del personaggio di Evan Rachel Wood), dunque cosa diavolo ci fa ancora lì?? Bernard non ci gira troppo attorno: è lì perché deve fermare Dolores. O meglio, è lì per trovare qualcuno che sia in grado di farlo, e quel qualcuno è Maeve.

I due si dirigono dunque al magazzino dove vengono stoccati i residenti dismessi, e in effetti trovano Miss Millay. Solo che qualcuno (ovviamente Serac) li ha preceduti e si è portato via l’unità di controllo del personaggio di Thandie Newton. Bernard decide di provare a connettersi al mainframe per provare a localizzare Maeve, e intanto Stubbs gli copre le spalle. Già che c’è, ne approfitterà anche per fare una scansione come si deve: la paura che Dolores abbia nascosto qualche stringa di comando nel suo codice è troppo forte. Mentre è connesso al sistema centrale, Bernard ha dei flashback del passato, tra cui Miss Abernathy nella Forgia intenta a leggere alcuni libri della biblioteca, tra cui quello relativo a Liam Dempsey Jr.

L’arrivo degli uomini della sicurezza fa precipitare la situazione. Stubbs cerca di guadagnare un po’ di tempo, e ci riesce, ma alla fine i nostri devono darsela a gambe levate. Giunti alla spiaggia, Stubbs si prepara a “pensionarsi” sparandosi nuovamente, ma Bernard lo ferma e lo riprogramma: da questo momento il suo obiettivo primario sarà proteggerlo a ogni costo.

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Westworld, stagione 3, episodio 2: il nostro commento

Dopo un primo episodio interamente ambientato nel mondo reale in compagnia di Dolores è tempo di tornare a Westworld, quantomeno per Bernard. Sì, perché di Maeve sull’isola è rimasto solo il corpo, o meglio, un corpo. Ma andiamo con ordine.

Per il ritorno in scena della splendida Miss Millay – e ovviamente della sua splendida interprete, Thandie Newton –, Lisa Joy e Jonathan Nolan decidono di mostrarci quanto sta accadendo direttamente dal suo punto di vista, e infatti è nel momento in cui lei stessa scopre di trovarsi dentro una simulazione che noi spettatori possiamo finalmente unire i puntini. Ecco perché Hector sembra veramente convinto di essere un partigiano, ecco perché Felix e Sylsvester non la riconoscono, e, soprattutto, ecco spiegato il motivo della presenza di Lee Sizemore, che nella realtà è passato a miglior vita.

Un ottimo modo per salutare un personaggio che nella seconda stagione si era evoluto veramente tanto, uno dei pochi umani in grado di uscire, seppure temporaneamente, dal suo narcisistico loop predeterminato, arrivando addirittura a sacrificarsi per permettere a una delle creature della Delos di raggiungere il suo obiettivo. Simon Quarterman ci saluta, ma ci lascia con un ultimo atto veramente notevole, nonché piuttosto divertente: inutile negarlo, alcune delle battute più belle della serie sono uscite dalla bocca di Lee, dunque un po’ dispiace sapere che non lo vedremo più in giro. Ci saluta però con una piccola perla: quando Maeve nella simulazione gli dice “Mi spiace veramente non poterti portare con me…”, lui, sempre sul pezzo, da bravo narratore e dialoghista risponde prontamente: “Beh, immagino che un cadavere sia un compagno di viaggio poco ideale!”

Torna in scena anche Stubbs, peraltro in maniera piuttosto impressionante. Tutto quel balbettio ci ha davvero messo addosso un sacco di #disagio! Finalmente anche Luke Hemsworth, ora che la vera natura del suo personaggio è stata confermata, ha la possibilità di lavorare più a fondo, non a caso snocciola alcune delle battute più a effetto dell’episodio, passando da un conciso “No shit!” (Ma non mi dire!) a un “Free will is overrated…” (il libero arbitrio è sopravvalutato, riferendosi alla decisione di Bernard di fare l’unica cosa che non avrebbe dovuto fare, tornare lì), passando per il fatto che Ford non gli ha scritto una backstory tragica, dunque lui non è il tipo da grandi riflessioni filosofiche.

Veniamo poi a Serac, il personaggio di Vincent Cassel, che dopo essere stato nominato verso la fine del primo episodio ci viene finalmente mostrato. Il co-creatore del Sistema, l’architetto di Rehoboam, è un uomo ovviamente intelligentissimo, ma anche brillante, affascinante, e apparentemente deciso a evitare a ogni costo l’estinzione della specie umana, pur riconoscendone i numerosi difetti. Molto d’impatto il momento in cui Serac blocca Maeve, che, se non fosse già immobilizzata, rimarrebbe comunque di sasso per il fatto di non essere più completamente padrona di sé e del suo corpo. Sorge poi spontanea una domanda: cosa offrirà il personaggio di Cassel a quello di Newton in cambio del suo aiuto? Forse la possibilità di ricongiungersi a sua figlia nell’Oltre Valle?

Giunti alla fine di questo secondo capitolo si ha veramente la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che sta a metà tra l’update e il reboot: i personaggi in larga parte sono gli stessi, le tematiche di base anche, ma Westworld ha veramente cambiato pelle, è veramente diventata un’altra creatura pur restando profondamente sé stessa. Si tratta di una scelta necessaria e coraggiosa, che farà storcere il naso a qualcuno, ma che sicuramente verrà capita e apprezzata dalla maggior parte dei fan della serie.

Alcune considerazioni sparse

- The Winter Line (la cosiddetta linea invernarle, conosciuta come Linea Gustav) è un chiaro rimando non solo alla guerra di War World, la Seconda Guerra Mondiale, ma anche alla guerra citata da Serac, quella di Dolores nei confronti dell’intero genere umano, che potrebbe essere tranquillamente la War World III preannunciata dal nuovo logo stagionale della serie nei vari video promozionali. Qui un bel ripassone di Storia, per capire meglio anche il significato metaforico del titolo.

- Stupendo Rodrigo Santoro quando parla in italiano, specialmente quando a un certo punto si lascia scappare un “Cazzo!!” e un “Ci vediamo all’inferno, fascista di merda!!” dalla pronuncia pressoché perfetta! Tornando seri, i Maector sono bellissimi anche nella simulazione: speriamo di vedere una reunion anche in questa stagione!

- Simon Quarterman, che quasi sicuramente non rivedremo più, è protagonista di svariati momenti di ilarità, ma su tutti spicca quello in cui dice a uno dei suoi assistenti che il personaggio di Maeve è chiaramente una programmatrice dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale, e chiude la tirata con un secco “Learn your fucking history, Benny!!”, traducibile grossomodo con “E studiala un po’ di Storia Benny, ca**o!!”

- Vogliamo parlare della comparsata di David Benioff e D.B. Weiss, altresì noti come gli showrunner di Game of Thrones, qui nelle vesti, o meglio, nelle bianche tute, di due tecnici di Medieval World, anche noto come Parco Numero 4? Insieme a loro c’è però un’altra guest star d’eccezione: Drogon! Ultimissimo dettaglio: il menestrello che suona al liuto la sigla della serie. Manca solo che venga rivelato che Il Trono di Spade è uno dei parchi tematici della Delos, e poi possiamo andarcene tutti a casa!

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