Sanremo 2026, Sal Da Vinci: "Sono passionale e struggente dunque con orgoglio neomelodico"
MusicaL'artista napoletano è in gara al Festival col brano Per Sempre Sì. Nella serata dei duetti proporrà l'evocativa Cinque Giorni con Michele Zarrillo. L'INTERVISTA
Sal Da Vinci sarà tra i protagonisti della 76ª edizione del Festival di Sanremo (GUARDA LO SPECIALE SANREMO - LE NOSTRE PAGELLE DOPO I PRE ASCOLTI), portando sul palco dell’Ariston Per Sempre Sì, una canzone che è una visione artistica che mette al centro l’ascolto, la verità del racconto e la capacità di trasformare una canzone in un’esperienza condivisa. Nella serata del venerdì, dedicata alle cover (TUTTI I DUETTI E IL COMMENTO), l’artista darà vita a un incontro speciale con Michele Zarrillo, rileggendo insieme Cinque Giorni, uno dei brani più amati e riconoscibili della canzone d’autore italiana. Per Sempre Sì è un brano prodotto da Merk & Kremont e Adriano Pennino, scritto da Sal Da Vinci, Francesco Da Vinci, Alessandro La Cava, Federica Abbate, Merk & Kremont e Eugenio Maimone. Una canzone che racconta la promessa più grande che due anime possano farsi, un legame che nasce dalla scelta reciproca di restare, riconoscersi e camminare insieme.
Sal partiamo dal tuo ritorno al Festival con Per Sempre Sì: ti ripresenti dopo 17 anni e dopo una edizione rocambolesca dove fosti eliminato, ripescato e alla fine arrivato terzo con Non riesco a farti innamorare. Come stai vivendo la vigilia?
Non posso piacere a tutti, dopo quel Sanremo rocambolesco stavolta vado sereno. Ho letto un po' di polemiche ma mi astraggo, c'è chi pensa che io sia nato con Rossetto e Caffè. ti faccio io una domanda, che vuol dire Neomelodico?
Forse è meglio che la risposta la dia direttamente tu.
Per qualcuno è sinonimo di passionale e carnale. Per qualcun altro è ghettizzare un genere. Molti pensano che chiunque viene da Napoli è un neomelodico. Nella mia città è nata la cultura della musica italiana. In Italia ci sono stati gli urlatori e poi il mestiere del cantante che è diverso da chi sa solo scrivere canzoni. Grazie ai tenori la canzone napoletana è andata nel mondo. Se essere passionale e struggente significa essere neomelodico allora lo sarò a vita.
Ritieni che il neomelodico sia ritenuto un genere minore?
Nessuna musica è di Serie A o B, io mi ritengo un cantante popolare e sono fiero di esserlo. Il Jazz è musica popolare, il Blues viene dai campi. Io che ho sempre faticato e faccio questo mestiere per missione e vocazione ho scelto la strada più complicata seppur sensuale e romantica.
Cosa racconta Per Sempre Sì?
Parlo di due innamorati ma dietro c'è la promessa, siamo tutti bravi a farne ma poi non le manteniamo. Se arriva la tempesta ti compri l'ombrello e dunque dico che non esiste una umanità senza famiglia. La donna è un essere speciale che fa continuare la specie altrimenti noi non saremmo neanche qui.
Prima hai parlato di fatica nel fare questo mestiere: perché?
Nasco non come cantante ma come attore. Poi un giorno James Senese, nella stagione del Napolitan Power, mi scrisse un brano insieme a Peppe Lanzetta e lì è iniziato il viaggio. Ho raccontato con la musica i cambiamenti della mia vita.
Serbi rancore verso qualcuno?
Assolutamente no, ho voluto questo incontro per parlare e non appoggiarmi ai racconti. Non devo piacere a tutti ma voglio almeno spiegare: certe parole che ho sentito intorno a me possono generare destabilizzazione. Non mi sento danneggiato, dopo 50 anni di carriera ho le spalle larghe. Le polemiche da un orecchio mi entrano e dall'altro mi escono, quello che conta è il pubblico. Non esiste una sola verità ma bisogna confrontarsi e rispettarsi.
Come ti sei spiegato il successo di Rossetto e Caffè?
Quando è nata arrivavo da un periodo di musical e dopo tre anni e mezzo tornavo nel mondo della musica; e ho chiesto di distribuirla dopo averla auto-prodotta. Ho visto che sui social cresceva finché sono diventato Disco d'Oro: è un sistema diverso, ma comunque fascinoso rispetto a quando andavo a comprare un Lp. Chi viene dal Sud deve faticare un po' di più per imporsi. Io ho sempre pensato a raccontare storie e il triplo Platino di Rossetto e Caffè che è accaduto a me può accadere a tutti. Non mollate, generate sempre storie, nessuna depressione alla prima battuta d'arresto. Rossetto è Caffè la ha promossa la Generazione Z.
Il brano sanremese racconta un amore maturo che oggi non è scontato.
Parlo del giorno più bello che uno può avere nella vita e non è una questione anagrafica. Io faccio quello che mi appartiene e racconto la mia esperienze. Non sono la verità ma posso esporti una storia attraverso quello che è passato nella mia vita. L'amore è passare nel fuoco guardando l'acqua dall'altra parte. Io con la mia canzone lancio un messaggio e so che ho tre minuti per entrare nel cuore della gente, voglio portare nelle case un momento di leggerezza.
Come vivi l'attesa della gara rispetto ai tuoi precedenti Sanremo?
Sono passati 17 anni dall'ultima volta. Ma la mia prima volta all'Ariston è stata nel 1984 quando andai come pubblico insieme a mio padre e gli dissi che un giorno ci sarei arrivato su quel palco. Poi l'anno scorso ho partecipato nella serata dei duetti con i The Kolors. La vivo come una settima gioiosa e sono curioso di ascoltare le proposte dei miei colleghi.
A proposito di cover: farai Cinque Giorni con Michele Zarrillo: mi commenti la scelta?
C'è la metafora dei cinque giorni che rappresenta la durata del Festival. Facemmo un tour insieme negli Stati Uniti con Michele Zarrillo e in quell'occasione ci siamo detti che avremmo fatto qualcosa insieme. Il brano si canta così come è nato 32 anni, fa nel 1984. E' anche un fatto anche scaramantico, l'inedito racconta amore la cover la crisi.
Giocando col titolo del brano in gara, tre sì importanti nella tua vita?
Quello più difficile è stato accettare la morte di mio padre, si è sempre impreparati; poi arriva una luce interiore che ha inventato il Padreterno e si chiama rassegnazione ed è un dono. Il sì più felice è stato quando mi sono promesso di fare un viaggio di vita con mia moglie. Quello più rivoluzionario è quello della rivoluzione che faccio tutti i giorni per affrontare la vita. E' una cosa seria ci vuole coraggio: io con la musica ho rivoluzionato la mia vita. Bisogna essere pronti al momento giusto.
Dopo Sanremo che accadrà?
Uscirà un album di inediti e a giugno andrò in tour con due date speciali il 25 e 26 settembre per i 50 anni dalla prima volta che sono salito: si svolgeranno all'Arena Flegrea di Napoli. Poi ci sarà un tour teatrale sulla scia dei concerti estivi per restare sempre dalla parte del cuore.