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Sanremo 2026, Angelica Bove canta Mattone: "La solitudine mi protegge dal mondo esterno"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

La giovanissima cantautrice romana, classe 2003, è in gara nella categoria Nuove Proposte con Mattone, brano che fa parte dell’album Tana. Come ci ha raccontato, la sua avventura artistica è iniziata nel 2023 a X Factor. L’INTERVISTA

A vederla su palco è ipnotica. Angelica Bove, artista romana classe 2003, si è esibita per la prima volta davanti a un pubblico (solo di giornalisti) per presentare Tana, il suo debut album ufficiale che ospita anche Mattone, la canzone con la quale partecipa a Sanremo 2026 (GUARDA LE PAGELLE DEI PRE-ASCOLTI - GUARDA LO SPECIALE) nella categoria Nuove Proposte. Per mostrarsi e raccontarsi ha scelto uno storico locale milanese, la Trattoria Arlati, utilizzata, negli anni Settanta, come sala prove, tra gli altri, da Lucio Battisti. Tana segna una tappa centrale nel percorso artistico e personale di Angelica Bove e rappresenta un vero e proprio momento di evoluzione. Oltre alla band e alla componente discografica sono suoi fedeli compagni di viaggio Federico Nardelli e Matteo Alieno.

Angelica, è il momento di raccontare il tuo album Tana: da dove partiamo?

È il mio primo progetto e viene da due anni di percorso, prima umano e poi artistico. Ho incontrato le persone giuste e Tana è il riassunto di alcuni incontri importanti, in primis con Federico Nardelli e Matteo Alieno e, ci aggiungo, che da romani abbiamo subito trovato una bella sintonia musicale.

In gara a Sanremo Giovani vai con Mattone, un brano emotivamente potente: perché lui?

Parto dall'idea che un mattone serve per iniziare a costruire e dunque racchiude un po' tutto quello che c'è in Tana, assumendo una valenza umana. I pezzi sono sfoghi e racconti di un viaggio totalmente autobiografico che si sono trasformati in canzoni.

Una canzone si intitola Antipatica: sei tu o è una provocazione?

È il giudizio dell'altro, non è una questione personale, è il simbolo del giudizio del mondo. Nei miei giovanissimi 22 anni ho scoperto che essere dall'altra parte è solo un'opinione: è una risposta leggera, ironica e autoironica a chi tende a seguire tante regole. Io sono indisciplinata e mi è capitato di scontrarmi con persone che hanno un approccio alla vita diverso dal mio.

Un altro brano emotivamente forte è Lui: come lo racconti?

Rappresenta la ricerca inconscia dell'uomo. Personalmente ho un conflitto con la solitudine e in quella fase il mio vizio è trovare qualcuno con cui colmare il vuoto: in quel contesto ricerco e sono lo specchio di quello di cui ho bisogno, ovvero un rifugio che non ho più.

A Sanremo per la seconda volta: sensazioni?

A Sanremo vado sempre con moltissima leggerezza. Il mio percorso umano è uscito con Mattone, che è nato mentre costruivo il disco. È la mia storia, è una canzone preziosa che desidero venga ascoltata da più persone possibile. Sanremo è un gioco molto fico che prendo con le giuste misure e che mi voglio godere.

Il tuo album Tana è ricco di contaminazioni: che ascolti fai?

Ascolto di tutto sulle frequenze meditative. Sono ondivaga, mi muovo in tutti i generi, anche se a dire “generi” mi sento scema perché non li conosco. Ti dico che il 99 per cento è musica non cantata e che il mio primo amore italiano è stato Lucio Dalla.

 

Aspettando Sanremo, ricordi di X Factor?

Da lì è partito tutto, è stata un’esperienza intensa e formativa.

Con le inquietudini che arricchiscono i tuoi testi ti senti la rappresentante della tua generazione?

Penso al mio, non mi sento pronta a definirmi la portavoce di una generazione, ma se qualcuno si appoggia alle mie inquietudini mi rende più umana.

Due tuoi brani parlano chiaramente di solitudine: è perdizione o salvezza?

In realtà il concetto, anche se velato, è presente in tutti i testi: per me è il solo strumento di autodifesa dal mondo esterno, la ricerco sempre per difendermi.

Che accadrà dopo il Festival di Sanremo?

Il disco è stato scritto per cantarlo live e dunque stai tranquillo che qualcosa accadrà.

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